Enti pubblici di ricerca

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Gli enti pubblici di ricerca, in Italia, sono enti pubblici a rilevanza nazionale, con il compito di svolgere attività di ricerca scientifica nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni in ambito tecnico-scientifico.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Gli enti di ricerca hanno origini diverse, legate in alcuni casi a iniziative personali, in altri a progetti politici.

Nel 1872 nasce la Stazione zoologica Anton Dohrn a Napoli, su un terreno ceduto gratuitamente dalle autorità comunali.

Nel 1916, in connessione con la prima guerra mondiale, viene istituito l'Istituto Vallauri (poi “Mariteleradar”).

Nel 1920 viene fondato l'Istituto Sperimentale di Meccanica Agraria (ISMA), che diventerà poi il CRA, quindi il CREA.

L'Istituto Italiano di Medicina Sociale (IIMS) nasce nel 1922, con sede a Roma.

Nel 1923 viene costituito il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Nel 1925 è fondato l'Istituto nazionale di documentazione per l'innovazione e la ricerca educativa (INDIRE).

Il 1926 è l'anno di fondazione dell'Istituto centrale di statistica (ISTAT), poi Istituto nazionale di statistica.

Nel 1934 nasce l'Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Nello stesso anno nasce l'Istituto elettrotecnico nazionale Galileo Ferraris (IEN).

L'Istituto Nazionale di Alta Matematica (INDAM) nasce nel 1939 su iniziativa di Francesco Severi, a Roma.

L'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) nasce nel 1951.

Nel 1952 nasce il CNRN, poi CNEN dal 1960, quindi ENEA dal 1982.

Nel 1955 nasce l'Istituto Nazionale per lo Studio della Congiuntura (ISCO).

Nel 1964 viene fondata l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

La legge n. 70 del 1975[modifica | modifica wikitesto]

Con la legge n. 70 del 1975 si definiscono gli enti pubblici di ricerca ("enti scientifici di ricerca e sperimentazione"). Sono elencati 14 enti:

Negli anni successivi altri enti si aggiungono all'elenco:

Il DPR n. 68 del 5 marzo 1986[modifica | modifica wikitesto]

Il DPR n. 68 del 5 marzo 1986, definendo i comparti di contrattazione del pubblico impiego, elenca ulteriori enti pubblici di ricerca:

La legge n. 168 del 1989[modifica | modifica wikitesto]

La legge n. 168 del 9 maggio 1989 istituisce il MIUR e con esso disciplina l'autonomia degli enti di ricerca vigilati dal ministero. Gli enti citati sono il CNR, l'INFN, gli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviani, gli enti e le istituzioni pubbliche nazionali di ricerca a carattere non strumentale.

Il DPR del 5 agosto del 1991[modifica | modifica wikitesto]

Con apposito DPR, vengono aggiunti alla lista degli enti di ricerca "non strumentali" lo IEN "Galileo Ferraris", l'Istituto Nazionale di Geofisica (ING), l'Istituto Nazionale di Ottica, la Stazione Zoologica Anton Dohrn, l'Istituto Papirologico "G. Vitelli".

Negli anni '90 si aggiungono al comparto di contrattazione degli "enti pubblici di ricerca" altri istituti:

Nel 1996 nasce l'INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica.

Nel 1998, dalla soppressione di ISCO e ISPE, nasce l'ISAE.

Nel 1999, dalla fusione dell'ING con Osservatorio Vesuviano, IIV, IGF e IRRS nasce l'INGV, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Sempre nel 1999 l'INO si trasforma in INOA e l'INN si trasforma in INRAN.

Le stazioni sperimentali passano al comparto degli Enti Pubblici Economici nel 1999, e l'ANPA confluisce nell'APAT.

Sempre nel 1999 nasce l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (OGS) di Trieste.

Gli istituti di ricerca e sperimentazione agraria confluiscono nel CRA nel 2002.

L'Accordo quadro del 2002[modifica | modifica wikitesto]

Con l'accordo quadro del 2002 sui comparti entrano nuovi enti nella ricerca:

Nel 2003 il CISAM passa al comparto dei Ministeri e l'INFM confluisce nel CNR. L'Istituto Papirologico entra invece nell'alveo dell'università di Firenze, uscendo così dal comparto "ricerca".

Lo IEN e l'Istituto di metrologia "Gustavo Colonnetti" confluiscono nell'Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRIM) nel 2006.

L'INVSI (già CEDE) si trasforma in INVALSI nel 2006. Sempre nel 2006 l'IMONT confluisce nell'EIM.

L'accordo quadro del 2007[modifica | modifica wikitesto]

Con l'accordo quadro del 2007 sui comparti si aggiungono nuovi enti, in parte risultato degli accorpamenti degli anni precedenti.

L'INDIRE diventa ANSAS nel 2007, ma poi torna INDIRE nel 2012.

Nel 2008 APAT, ICRAM e INFS confluiscono nel nuovo ente ISPRA. Sempre nel 2008 l'Istituto Italiano di Medicina Sociale confluisce nell'Istituto per gli Affari Sociali (IAS).

Nel 2009 viene costituito il consorzio LaMMA, che opera per conto della Regione Toscana.

Nel 2010 l'ISAE è soppresso e confluisce in parte nell'ISTAT, l'ISPESL soppresso confluisce nell'INAIL, l'INSEAN e l'INOA confluiscono nel CNR, lo IAS è accorpato all'ISFOL, l'EIM viene soppresso e il personale assegnato alla presidenza del consiglio.

Nel 2011 il Centro di formazione in economia e politica dello sviluppo rurale si trasforma in associazione “Centro Portici”.

Nel 2012 l'INRAN soppresso è accorpato al CRA.

Dalla fusione di CRA e INEA nel 2015 nasce il CREA.

L'accordo quadro del 2016[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 2016 viene firmato un nuovo accordo quadro sui comparti. Nel comparto "Istruzione e ricerca" sono elencati i seguenti enti:

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Gli enti di ricerca fanno parte della pubblica amministrazione italiana; insieme compongono il comparto contrattuale chiamato "Ricerca", cui è soggetta la disciplina del rapporto di lavoro del personale impiegato presso tali enti. Nel 2016 è stato firmato un accordo sindacale che ridefinisce i comparti di contrattazione. Gli enti di ricerca sono stati collocati nel nuovo comparto "Istruzione e Ricerca" insieme a Scuola, Università e Alta formazione artistica e musicale. Formano una sottosezione contrattuale specifica.

Oltre agli enti di ricerca inseriti nell'elenco del comparto di contrattazione, esistono altri enti pubblici che svolgono attività di ricerca autonomamente, non facendo parte del comparto.

Molti enti di ricerca sono vigilati dal MIUR, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e nella sostanza svolgono attività di ricerca scientifica pubblica specialistica e settoriale, non effettuata dalle università in Italia.

Altri enti di ricerca sono vigilati da altri ministeri e svolgono funzioni strumentali, oltre che di ricerca pura.

Enti vigilati dal MIUR[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente in Italia operano i seguenti enti pubblici di ricerca vigilati dal MIUR:

Enti vigilati da altri ministeri[modifica | modifica wikitesto]

Enti pubblici non vigilati direttamente[modifica | modifica wikitesto]

Enti soppressi e/o accorpati[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]