Emanuelle nera

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Emanuelle (Laura Gemser) nel primo capitolo della saga del 1975

Emanuelle nera è una serie italiana di film erotici-pornografici di ambientazione esotica, realizzati tra la metà degli anni settanta e i primi anni ottanta.

La serie[modifica | modifica wikitesto]

I film italiani si ispirarono alla serie cinematografica francese tratta dal romanzo Emmanuelle, cominciata con l'omonimo film nel 1974 ed interpretata dall'attrice olandese Sylvia Kristel.

La serie italiana iniziò con la pellicola Emanuelle nera (1975) di Albert Thomas, pseudonimo del regista Adalberto Albertini. L'Emanuelle italiana ha una sola emme nel nome ed è una fotoreporter di colore, interpretata dall'attrice indonesiana Laura Gemser. La Gemser esordì al cinema l'anno precedente nel film Amore libero - Free Love interpretando la protagonista Janine e facendosi già allora accreditare come Emanuelle al fine di cavalcare l'onda del successo del film francese uscito poco tempo prima. Inoltre nel 1975 ebbe un piccolo ruolo in Emmanuelle l'antivergine, secondo capitolo della saga originale francese, in cui interpretò il ruolo di una massaggiatrice. Anche nel primo film della serie italiana Laura Gemser fu accreditata semplicemente come Emanuelle e fu solo a partire dei capitoli seguenti che poté utilizzare il suo vero nome. In seguito al successo della serie di Emanuelle nera, Amore libero venne distribuito all'estero come The Real Emanuelle o Emanuelle... Amor libre.

La serie di Emanuelle nera divenne realmente popolare con il film successivo, Emanuelle nera - Orient Reportage diretto da Joe D'Amato nel 1976.[1] Contemporanemente Albertini diresse Emanuelle nera n° 2, ma al posto della Gemser, ormai co-optata da D'Amato, come protagonista venne scelta Shulamith Lasri, una modella d'origine orientale mai più apparsa altrove. D'Amato diresse quasi tutti gli altri episodi e definì i tratti distintivi di Emanuelle: una donna forte e indipendente, che viene coinvolta in varie inchieste come la tratta delle bianche o le perversioni sessuali. La Gemser diventerà una vera e propria icona del genere erotico italiano.[1]

I film disponevano di un discreto budget e furono girati in paesi diversi, tanto che nel film Emanuelle - Perché violenza alle donne?, Emanuelle fa il giro del mondo. I film sono una contaminazione di più generi, dall'erotico al porno, dallo spionistico all'horror, come in Emanuelle e gli ultimi cannibali dove la protagonista è alle prese con i cannibali. La serie ebbe un gran riscontro negli incassi: Emanuelle nera incassò 935 milioni di lire, Emanuelle in America 636 milioni, Emanuelle e gli ultimi cannibali 563 milioni.[1] Nati softcore, cioè senza scene di sesso esplicito, alcuni di loro vennero "rinforzati" con scene hard fatte appositamente per i mercati nord europei e in cui non comparivano né la Gemser né gli altri attori principali, a partire da Emanuelle in America (ma già in Emanuelle nera - Orient Reportage avevano girato scene hard),[1] di cui si ricorda la scioccante sequenza di tortura ad un gruppo di giovani donne (presente adesso anche nel DVD italiano), fatta all'epoca passare per un vero snuff movie.[1]

La serie fu completata da Bruno Mattei, che girò contemporaneamente Violenza in un carcere femminile e Blade Violent - I violenti, facendo virare la serie verso il women in prison.

La "via italiana" ora è spesso più celebrata di quella francese.[1]

Film apocrifi[modifica | modifica wikitesto]

Come successe per Django e altri personaggi di successo del cinema italiano, anche Emanuelle nera, pur essendo nata come apocrifo del personaggio francese, diede vita ad una serie di film (spesso a bilancio ristretto) il cui aggancio con la serie originale spesso si fermava al titolo o al nome della protagonista. Il titolo più famoso rimane Emmanuelle bianca e nera (con due emme), uscito nel 1976 in cui non recitò Laura Gemser.[1] La Gemser interpretò un personaggio chiamato sempre Emanuelle in Velluto nero (1976), Suor Emanuelle (1977) o I mavri Emmanouella (film greco del 1980 noto in Italia come Sexy Moon), film che non hanno nulla a che vedere con Emanuelle nera.

Si tentò inoltre di lanciare un personaggio simile, Emy Wong, col film Il mondo dei sensi di Emy Wong, noto internazionalmente come Yellow Emanuelle, del 1977 diretto dal già citato Bitto Albertini (qui firmatosi Albert Thomas), con protagonista l'attrice cinese Chai Lee (nata a Canton). Tuttavia il progetto nacque per non andare oltre questo episodio, dal momento che alla fine del film la protagonista si suicida.

All'estero molti film con protagonista Laura Gemser sono stati distribuiti con titoli che richiamassero la saga, nonostante originariamente l'attrice interpretasse personaggi con altri nomi. Un esempio è La Spiaggia del desiderio, diretto da Enzo D'Ambrosio nel 1976, intitolato Emanuelle on Taboo Island in America, Emanuelle de l'île Taboo in Francia e Emanuelle - Kielletyt ilot ("Piaceri proibiti") in Finlandia. Situazioni analoghe si presentarono con Eva nera (1976), Die Todesgöttin des Liebescamps (1981), Messo comunale praticamente spione (1982), La belva dalla calda pelle (1982) e Voglia di guardare (1986).

Il film Emanuelle e Françoise (Le sorelline) diretto da Joe D'Amato e Bruno Mattei nel 1975 non ha niente a che vedere con la serie di Emanuelle nera.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Emanuelle in America (1976)

Serie ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

Altri film[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Autori vari, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, Milano, Nocturno Cinema, novembre 2005.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gordiano Lupi, Erotismo, orrore e pornografia secondo Joe D'Amato, Roma, Mondo Ignoto, 2004, ISBN 88-89084-49-9.
  • Autori vari, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, Milano, Nocturno Cinema, novembre 2005.
  • Autori vari, Dossier Nocturno n.4. Sesso & violenza, Milano, Nocturno Cinema, 2003.
  • Autori vari, Dossier Nocturno n.45. Il sopravvissuto. Guida al cinema di Bruno Mattei, Milano, Nocturno Cinema, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]