El Paso Occupato

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Coordinate: 45°01′24.81″N 7°39′21.81″E / 45.023557°N 7.656058°E45.023557; 7.656058

El Paso Occupato è una casa occupata di ispirazione anarchica, che si trova a Torino. Nato nel 1987[1], è definito dai suoi occupanti "né centro, né sociale, né squat". Ospita e produce prevalentemente attività musicali e arti visive, ma anche editoriali.

Sin dall'inizio ha avuto una grande importanza per lo sviluppo della scena hardcore punk a Torino, anche se negli anni ha perso la sua centralità. Sul palco di El Paso hanno suonato anche celebrità mondiali come i francesi Mano Negra[2] e gli americani The Offspring e NOFX[3].

Il nome deriva da quello della via dove è situato, via Passo Buole, nel quartiere Lingotto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vista dello squat El Paso Occupato di Torino.
Fantoccio di fronte a El Paso Occupato di Torino.

La storia di El Paso è direttamente correlabile con l'arrivo del movimento punk a Torino, tra la fine degli anni settanta e l'inizio anni ottanta.

In quegli anni a Torino cominciarono a formarsi le prime band punk, tra cui 5° Braccio, Blue Vomit, Nerorgasmo, Kollettivo (da cui nacquero i CCC CNC NCN) e i D.D.T. Il loro primo vero punto di aggregazione e organizzazione di concerti, attivissimo anche con una sala prove, fu un centro d'incontro del Comune, in Lungodora Colletta (zona Vanchiglia).

Nel 1986, dall'incontro del Collettivo Punx Anarchici con gli anarchici di Via Ravenna che si erano divisi dalla F.A.I., nacque il Collettivo Avaria. Essi cercavano un posto da autogestire, stanchi di dover fare riferimento ai centri d'incontro delle Circoscrizioni. Dopo una serie di occupazioni di edifici pubblici abbandonati, tutte concluse con sgomberi nel giro di pochi giorni, prima tra tutte quella del cinema Diana (marzo 1984), il 5 dicembre 1987 venne occupato El Paso.[4]

Dopo un primo sgombero (il 18 dicembre 1987) la struttura venne rioccupata, e fu stipulato un accordo temporaneo con il Comune che concesse lo stabile a titolo gratuito. La concessione non venne mai rinnovata, e tutt'oggi di fatto El Paso è in una situazione di illegalità; questo non ha mai costituito un problema per gli occupanti, che anzi rivendicano il rifiuto politico di stabilire canali di collaborazione con le istituzioni.

Svolge anche un'attività editoriale e di etichetta discografica. La El Paso autoproduzioni ha pubblicato gruppi come Officine Schwartz, DsorDNE, Church Of Violence, Nerorgasmo, Belli Cosi, Tasaday, I Fichissimi, Brain Discipline, Molto Rumore Per Nulla, Broken Art, Youngang, Rotten Brain e molti altri.[5]

L'edificio[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, su due piani fuori terra, ospitava originariamente la scuola materna di Robilant[6], fatta costruire nel 1883 dalle famiglie più ricche di Torino per i figli dei contadini, e data in gestione alle suore salesiane di Maria Mazzarello[7]. Ampliato e restaurato nel 1953 (mantenendo nella decorazione esterna lo stile della vecchia costruzione), funzionò fino al 1982. Dopo la chiusura rimase abbandonato per intoppi burocratici.

Dopo l'occupazione sono state ricavate al suo interno una sala per concerti e proiezioni, cucina, centro di documentazione, bar.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio, su ecn.org/elpaso. URL consultato il 23/4/2015.
  2. ^ Guido Andruetto, Manu Chao si reinventa i vecchi Mano Negra, Repubblica, 11 luglio 2006, 10. URL consultato il 10 novembre 2009
  3. ^ NOFX, musica per bambini?, su blackzine.com. URL consultato il October 19, 2016.
  4. ^ Intervista a Mario Spesso su www.punkadeka.it. URL consultato il 20 aprile 2009
  5. ^ El Paso autoproduzioni su Discogs
  6. ^ Centro sociale El Paso, già Scuola materna di Robilant, su MuseoTorino. URL consultato il 23/4/2015.
  7. ^ Ricordo della scuola materna Robilant. URL consultato il 19 aprile 2009

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Ferrari. 10 anni corsari. «la Stampa», 28 novembre 1997, 43
  • Jacopo Iacoboni, Francesca Paci. Notti in bianco / 3. «la Stampa», 6 febbraio 1999, 34
  • Paolo Ferrari. Dal cinema alla realtà: El Paso, qui batte il cuore del punk. «la Stampa», 15 febbraio 2002, 45
  • Paolo Ferrari. Com'erano punk quegli anni. «la Stampa», 21 febbraio 2004, 45
  • Leonardo Gambino, Il Lingotto una volta: voci e immagini di Torino nei primi decenni del Novecento, Città di Torino, Circoscrizione 9 Nizza-Lingotto, 1987.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]