Domenico Ferri (architetto)

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Domenico Ferri (Selva Malvezzi, 16 aprile 1795Torino, 7 giugno 1878) è stato un architetto e scenografo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il soffitto dello scalone d'onore nel Palazzo Reale di Torino affrescato da Domenico Ferri

Domenico Ferri, originario di Selva Malvezzi, in provincia di Bologna. Nel suo atto di nascita risulta che suo padrino fu il Governatore di allora di Selva, Giuseppe Gianini, si deve arguire che la famiglia Ferri, che contava tra i suoi membri agricoltori ed anche un sacerdote, doveva essere abbastanza importante in un contesto ottocentesco delle zone rurali della provincia di Bologna.

Frequentò l'Accademia di belle arti di Bologna, formandosi alla scuola di Francesco Cocchi e di Antonio Basoli.

Esordì come scenografo realizzando nel decennio dal 1819 al 1829 scenografie per diversi teatri sia in Emilia-Romagna che a Roma, Ancona, Padova e Senigallia.

Per il suo lavoro, Domenico Ferri viaggiò molto per l'Europa; nel 1837 eseguì i disegni per le scene di alcune opere liriche al Teatro dell'Opera Italiana a Parigi, città nella quale lavorò a lungo. Richiamato da Gioacchino Rossini a Parigi nel 1850 rinnovò i trionfi degli scenografi italiani dei secoli XVII e XVIII. Chiamato da Carlo Alberto ad Insegnare nell'Accademia torinese, eseguì in questa città molte opere, fra cui lo scalone del palazzo reale. Eseguì alcuni progetti anche a Mosca, in particolare nel Cremlino[1]. La città di Molinella gli ha dedicato una via nel centro cittadino.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio Parrocchiale di Selva Malvezzi. Nel vecchio municipio di Molinella, in provincia di Bologna, era stata posta, nel 1878, una lapide con questa iscrizione: Ottobre MDCCCLXXVIII, Domenico Ferri, di civile architettura maestro, di scenografia novello sovrano, edificò dipinse adornò palagi, regge, teatri, in Francia Italia Inghilterra, guiderdonato da altri uffici plausi, di cavalleresche onoranze insignito, compiendo stupende opere che hanno un visibile parlare, aggiunse preziose pagine, alla storia delle arti belle, coronando se stesso di fama che non teme tramonto, laonde, il Municipio di Molinella, terra nativa del magno artista, piena di affetti onestamente orgogliosi materni, pose, con solennità di cerimonie festose, questa memoria, specchio alle presenti, lume alle future generazioni. Con la demolizione del palazzo municipale, la lapide non è stata più sistemata. Nell'arch. Comunale di Molinella sono conservati alcuni disegni di scene teatrali di D. Ferri.
  2. ^ Tullio Calori, Molinella Cronaca e Storia, Tamari Editore, Bologna

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