Antonio Basoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Antonio Basoli

Antonio Basoli (Castel Guelfo, 18 aprile 1774Bologna, 30 maggio 1843) è stato un pittore e incisore italiano esponente del neoclassicismo bolognese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il portico di S. Maria dei Servi, 1836

Originario di Castel Guelfo, bolognese d'adozione, era figlio di Lelio Andrea e Apollonia Fontana.

Fu pittore e decoratore d'interni, incisore e membro dell'Accademia delle Belle Arti di Bologna.

La sua formazione si è nutrita dell'interesse onnivoro e costante per le opere dell'arte classica, la letteratura classica e contemporanea, i repertori e le decorazioni, le incisioni di Piranesi. I primi segreti dell'arte li prese da suo padre Lelio Andrea Basoli.

Scenografie per la Semiramide riconosciuta di Meyerbeer

Basoli, insieme con i fratelli Luigi e Francesco, operò come scenografo, decoratore, disegnatore di sipari, per vari teatri dell'area bolognese, il Marsigli Rossi, il Comunale, e soprattutto il teatro Contavalli (1814); restano ormai poche tracce di queste sue opere, documentate tuttavia dalla ricca produzione di disegni, acquerelli e incisioni, tra le quali le acquatinte della Collezione di varie scene teatrali, realizzate dal 1821.

Decoratore eclettico, Basoli si cimentò in vari stili, dall'ornatismo bolognese, come la "stanza paese" o la "tenda cispadana", decorazione di origine francese e di carattere militaresco che poi si muterà in "tenda civica"), al quadraturismo, alla pittura rococò alle grottesche, quest'ultime influenzato dal viaggio a Roma.[1]

Gli anni dal 1818 agli anni Venti dell'Ottocento rappresentano gli anni della massima maturità artistica di Basoli in questo settore, con il viaggio a Milano e la visita alla "sala di Sanquirico", ossia lo studio del principale scenografo della Scala di Milano, cui Basoli si ispirò per la scenografia dell'Edipo re al Contavalli nel 1822, la rappresentazione di Semiramide riconosciuta nel 1820 e infine la pittura delle scene e del teatro dei Cavalieri dell'Unione di Santarcangelo di Romagna.

Suoi allievi furono Francesco Cocchi e Domenico Ferri.

Antonio Basoli è sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Bologna, nel pozzetto LXIV/1 del Chiostro V.[2]

Capolettera[modifica | modifica wikitesto]

Basoli disegnò innumerevoli capilettera. Essi furono utilizzati all'inizio di ogni capitolo de La storia infinita, il celeberrimo romanzo di Micheal Ende.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Tav.XLII Raccolta di Prospettive Serie, Rustiche, e di Paesaggio
  • Palazzo Hercolani, in via Mazzini, 45 (oggi Strada Maggiore), Bologna - decorazioni di alcune camere del palazzo in collaborazione con il fratello[3]
  • Raccolta di Prospettive Serie, Rustiche, e di Paesaggio (1810)
  • Esemplare di elementi d'ornato che contiene lo studio della pianta d'Acanto, Bologna, (1812)
  • Vedute pittoresche della città di Bologna (1833)
  • Alfabeto pittorico (1839)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filmato audio Elena Musiani e Jadranka Bentini, Ritratto e storia, specchi del potere > 1797 dalla tenda cispadana alla tenda civica Antonio Basoli, su YouTube, Museo civico del Risorgimento, marzo 2021, a 44 min 27 s. URL consultato il 12 aprile 2021.
  2. ^ Roberto Martorelli, Basoli Antonio, su www.storiaememoriadibologna.it, Istituzione Bologna Musei. URL consultato il 18 febbraio 2021.
  3. ^ Le camere del palazzo (Hercolani) furono decorate dai fratelli Basoli, da Luigi Busatti, Davide Zanotti, Flaminio Minozzi (1735-1817), Rodolfo Fantuzzi, Gaetano Caponeri (1763-1833) ecc. Fonte: Corrado Ricci, Guida di Bologna, 5ª edizione, ed. Zanichelli, p. 78.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wanda Bergamini e Vincenza Riccardi Scassellati (a cura di), Antonio Basoli: decorazioni di interni, 1796-1803. (catalogo della mostra a Castelguelfo, Palazzo Malvezzi-Hercolani, 19 giugno - 4 luglio 1993), Imola, Grafiche Galeati, 1993, SBN IT\ICCU\UBO\0051295.
  • Giulio Ferrari, Scenografie di Antonio Basoli, con 4 illustrazioni, in Architettura e Arti decorative, VI, febbraio 1924, pp. 251-254, ISSN 1591-9498 (WC · ACNP). URL consultato il 18 febbraio 2021.
  • E. Lavagnino, L'arte moderna, I, Torino 1956
  • Anna Ottani, BASOLI, Antonio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 7, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970. URL consultato l'11 novembre 2018.
  • S. Sermisoni (a cura di), Antonio Basoli. Fantasie e Studi di Cose Egizie (Catalogo della mostra Disegni di Architettura alla Galleria Antonia Jannone), Milano, 1985.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN69202246 · ISNI (EN0000 0001 1069 397X · Europeana agent/base/115096 · LCCN (ENn90609293 · GND (DE118859641 · BNF (FRcb13754279m (data) · ULAN (EN500007027 · BAV (EN495/49526 · CERL cnp00401493 · WorldCat Identities (ENlccn-n90609293