Diego Simonetti

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Diego Simonetti
Ammiraglio Simonetti2.jpg
L'ammiraglio Simonetti in uniforme da parata
14 giugno 1865 – 20 dicembre 1926
Nato aGemona del Friuli
Morto aPisa
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Anni di servizio1880-1926
Gradoammiraglio d'armata
GuerrePrima guerra mondiale
Guerra italo-turca
CampagneSpedizione italiana in Cina
Studi militariAccademia navale
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Diego Simonetti (Gemona del Friuli, 14 giugno 1865Pisa, 20 dicembre 1926) è stato un ammiraglio italiano ricordato soprattutto per i fatti di Fiume.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entrato in Marina all'età di 15 anni, nel 1885 raggiunse il grado di Guardiamarina.[2] Nella sua carriera prese parte tra il 1900-1901 in seguito alla Rivolta dei Boxer, alla campagna in Estremo Oriente con il Corpo di spedizione italiano in Cina, tra il 1911-1912 alla guerra italo-turca e poi alla prima guerra mondiale, nella quale fu capo di stato maggiore delle forze navali mobilitate[1] conseguendo nel corso del conflitto nel 1916 la promozione al grado di contrammiraglio e successivamente a viceammiraglio e meritarndo l'Ordine militare di Savoia e la Croce al merito di guerra.[2]

L'ammiraglio Simonetti

Al termine della prima guerra mondiale fu uno dei protagonisti dell'azione che mise fine all'Impresa di Fiume, quando in seguito al trattato di Rapallo al rifiuto di Gabriele D'Annunzio di lasciare la Reggenza del Carnaro la città di Fiume venne completamente circondata e il mattino della vigilia di Natale il 24 dicembre 1920, il Governo italiano ordinava un intervento militare per provocare l'evacuazione del territorio da parte dei legionari dannunziani e Fiume venne cannoneggiata dalle navi della Regia Marina. L'ammiraglio Simonetti in qualità di Comandante in Capo delle forze navali dell'Alto Adriatico ordinò dal ponte di comando della corazzata Andrea Doria il bombardamento dal mare della città e un colpo di cannone sparato dall'Andrea Doria sventrò la residenza fiumana del Vate che il 31 dicembre si arrese, dopo che negli scontri con l'esercito italiano della settimana precedente quasi cinquanta uomini, tra legionari, civili e militari del regio Esercito, avevano perso la vita in quello che venne definito il Natale di sangue.

Successivamente è stato Comandante in capo della Piazza marittima di Pola e governatore di Corfù[1] durante la crisi tra Italia e Grecia nel 1923, quindo Comandante in Capo del Dipartimento Marittimo dello Jonio e del Basso Adriatico, Comandante in Capo del Dipartimento Marittimo dell’Alto Tirreno[2] e infine dal 1º giugno 1925 Comandante in capo dell'Armata Navale.

In seguito al regio decreto n. 2395 dell'11 novembre 1923 con cui vennero modificati assieme agli altri vertici delle forze armate del Regno i gradi degli ammiragli, il grado di viceammiraglio venne diviso in due gradi distinti, ovvero in viceammiraglio di armata e viceammiraglio di squadra e l'ammiraglio Simonetti fu tra coloro che vennero elevati al grado di viceammiraglio d'armata, per poi assumere il grado di ammiraglio d'armata quando in seguito alla legge 8 giugno 1926 n. 1178 le denominazioni di grado di viceammiraglio di armata e viceammiraglio di squadra furono abolite e sostituite con quelle di ammiraglio d'armata e di ammiraglio di squadra.

L'ammiraglio Simonetti morì a Pisa il 20 dicembre 1926 dopo breve malattia, mentre la sua insegna di Comandante in Capo della Armata Navale sventolava ancora sull'albero di maestra dell'Ammiraglia Conte di Cavour.[2]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
«Quale Comandante delle forze navali dislocate nelle acque di Albania e dell’Alto Epiro concorse efficacemente con

ottimi risultati e con personale intervento alle operazioni svoltesi dal marzo a tutto l’ottobre 1918 in stretta collaborazione col comando delle R.R. Truppe, particolarmente distinguendosi nella organizzazione della difesa di Valona e di vari punti della costa, nella protezione di numerosi convogli, nelle operazioni belliche; poi batteva dal mare la Malakastra, nell’occupazione di Durazzo e nell’appoggio delle truppe in avanzata nella linea del Mathi. In ogni occasione confermò le sue elette qualità d’animo e d’intelletto e la sua competenza professionale, ottenendo con le forze alla sua dipendenza il raggiungimento di importanti obiettivi militari»
— Adriatico 1915-1916-1917-1918

Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
«Quale Comandante di nave all’inizio della guerra in brillanti operazioni sotto la costa avversaria, ed in seguito destinato ad alto comando in luoghi sottoposti all’offesa nemica dava prova in ogni circostanza di virtù militari»
— Adriatico 1915-1916-1917-1918

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Breve biografia dell'ammiraglio Diego Simonetti su Treccani online