Dente Italiano

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Dente Italiano
Monte-Pasubio Italienische Seite des Eselsrücken nach der Sprengung.JPG
Il Dente Italiano con gli effetti della mina austriaca del 13 marzo 1918
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
ProvinciaVicenza Vicenza
Trento Trento
Altezza2 220 m s.l.m.
CatenaAlpi
Coordinate45°47′40″N 11°10′35″E / 45.794444°N 11.176389°E45.794444; 11.176389Coordinate: 45°47′40″N 11°10′35″E / 45.794444°N 11.176389°E45.794444; 11.176389
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Dente Italiano
Dente Italiano
Mappa di localizzazione: Alpi
Dente Italiano
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Orientali
Grande SettoreAlpi Sud-orientali
SezionePrealpi venete
SottosezionePrealpi vicentine
SupergruppoPiccole Dolomiti
GruppoMassiccio del Pasubio
SottogruppoDorsale del Pasubio
CodiceII/C-32.I-B.4.a

Il Dente Italiano (2220 m) è una delle creste dell'acrocoro sommitale del Pasubio, nelle Prealpi vicentine. Venne così chiamato durante la Prima guerra mondiale, in quanto rappresentava la prima linea nella parte più alta del massiccio; mentre dalla parte austro-ungarica c'era il Dente Austriaco.

Situato sulla linea delle creste fra la conca del Cosmagnon e l'Alpe del Pasubio, a sud la selletta Damaggio lo separa da Cima Palon, a nord la selletta dei Denti lo separa dal Dente Austriaco.

Le vicende di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Il Dente Italiano e il Dente Austriaco ripresi dal monte Novegno.

Il Dente italiano, all'inizio del Prima guerra mondiale, diventò dai primi giorni un punto di forza dell'esercito italiano sul Pasubio, occupato nell'iniziale ritirata austriaca per fortificare le linee di difesa. Tuttavia, durante la Strafexpedition, l'esercito asburgico avanzò fino ad insidiare la stessa Cima Palon, assestandosi all'inizio dell'estate 1916 sulla linea fra i Denti.

La grande battaglia del 2 luglio 1916 vide il tenente Damaggio fermare l'avanzata nemica sulla selletta fra Dente e Cima Palon, da cui il nome della selletta stessa.

Durante la guerra di mine il Dente Italiano fu scavato non solo per offrire postazioni di fuoco e ricoveri per l'esercito italiano, ma anche nel tentativo di insinuarsi sotto le postazioni nemiche del Dente Austriaco con lo scopo di farle saltare con dell'esplosivo. Spesso però le gallerie del Dente Italiano sono gallerie di "contromina", scavate in maniera disordinata, senza un preciso progetto, ma seguendo i rumori degli scavi dei nemici nel tentativo di fermarli. Assumono perciò un andamento tortuoso.

Dal settembre 1917 al 13 marzo 1918 vennero fatte brillare numerose mine, dall'una e dall'altra parte, senza mai ottenere i risultati voluti.

Alle 4:30 del 13 marzo 1918 furono fatti brillare 50.000 kg di tritolo e altri esplosivi in una camera di scoppio al di sotto del Dente Italiano, provocando una gigantesca esplosione e causando il crollo della parte settentrionale del monte. Rimasero uccisi nel crollo della roccia 52 militari italiani e, a causa del ritorno di fiamma dei gas, anche 3 austro-ungarici.

Le postazioni italiane erano state ridotte al minimo in quell'occasione, a causa di una mina italiana che doveva essere fatta scoppiare quella mattina stessa.

Con quest'ultima grande mina austriaca terminò la guerra di mine che interessò il Dente Italiano ed Austriaco.

A comando del "Dente Austriaco" vi fu, nelle ultime fasi del conflitto, il capitano Giovanni Battista Conzatti, di origine trentina, capitano del II. Reggimento Kaiserjäger.

Le gallerie del Dente Italiano sono oggi in parte crollate, ma accessibili con la dovuta prudenza nella loro parte iniziale. Vi è inoltre la Galleria Papa che permetteva un collegamento al coperto con la vicina Cima Palon.