Deadwing

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Deadwing
Porcupine Tree - Deadwing (album cover).jpg
ArtistaPorcupine Tree
Tipo albumStudio
Pubblicazionemarzo 2005
Durata58:48
Dischi1
Tracce9
GenereRock progressivo
Progressive metal
EtichettaLava
ProduttoreSteven Wilson
Registrazionemarzo 2004–ottobre 2004
No Man's Land, The Artillery, Bourne Place, New Rising, RAK, Astoria e Livingstone
FormatiCD, 2 CD, CD+DVD, 2 LP, download digitale
Porcupine Tree - cronologia
Album precedente
(2004)
Album successivo
(2005)
Singoli
  1. Shallow
    Pubblicato: gennaio 2005
  2. Lazarus
    Pubblicato: marzo 2005

Deadwing è l'ottavo album in studio del gruppo musicale britannico Porcupine Tree, pubblicato nel marzo 2005 dalla Lava Records.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile del disco prosegue il discorso iniziato con In absentia; Steven Wilson per i testi si è rifatto alla sceneggiatura di una Ghost story scritta da lui e Mike Bennion.

Riferendosi ad un copione già redatto, Deadwing risulta essere nient'altro che la trascrizione o l'esemplificazione di alcuni eventi salienti della struttura delle storyboard. La titletrack, ad esempio, narra della comparsa d'uno spettro che si rivela nell'animo di una persona non ben definita, al quale rievoca ricordi disordinati della sua infanzia, dei genitori, d'una visita dal dentista, e del suo rapporto con la società.

Lo spettro sembra essere quello d'una donna alla quale il protagonista teme di approcciarsi, ma, allo stesso tempo, entrambi risultano essere accomunati dal bisogno di restare insieme: lei, manifestandosi; lui, gettandosi dalla finestra per rincontrarla. Fra le altre tracce, poi, risalta Lazarus, riprendendo il medesimo motivo spettrale, nel cui testo si crea una congiunzione con la figura biblica di Lazzaro e la resurrezione d'un'entità chiamata con lo stesso nome. Arriving Somewhere but Not Here è un brano denso di immagini cupe e malinconiche; pare che la fase dello storyboard da cui è stata tratta narrasse dello spettro in prima persona, al quale affiorano i ricordi dei momenti precedenti alla sua morte: l'incedere del brano è riconducibile ad una sorta di monologo interiore su ciò che il protagonista ha vissuto, le impressioni che si susseguono, e, ancora una volta, riferimenti ad un'infanzia poco rosea: "Did you feel the envy for the sons of mothers tearing you apart?".

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Steven Wilson, eccetto dove indicato.

  1. Deadwing – 9:46
  2. Shallow – 4:16
  3. Lazarus – 4:18
  4. Halo – 4:38 (musica: Porcupine Tree)
  5. Arriving Somewhere but Not Here – 12:02
  6. Mellotron Scratch – 6:56
  7. Open Car – 3:46
  8. Start of Something Beautiful – 7:39 (musica: Steven Wilson, Gavin Harrison)
  9. Glass Arm Shattering – 6:13
Tracce bonus nell'edizione vinile
  1. So Called Friend – 4:48
  2. Half-Light – 6:20
Contenuto bonus nell'edizione giapponese
  • CD 1
  1. Glass Arm Shattering – 11:12
  2. Shesmovedon (2005 Version) – 5:02
  • CD 2
  1. Even Less – 7:13
  2. Pure Narcotic – 5:04
  3. How Is Your Life Today – 2:49
  4. Buying New Soul – 10:27
  5. Russia on Ice (Live) – 12:07
  6. Blackest Eyes – 4:25
  7. Trains (Edit) – 4:28
  8. Open Car – 3:51
  9. Lazarus (Single Edit) – 3:58
  10. Halo (Live) – 5:53
Contenuto bonus nell'edizione speciale statunitense
  • CD
  1. Glass Arm Shattering – 11:12
  2. Shesmovedon (2005 Version) – 5:02 – traccia fantasma
  • DVD
  1. Making-Of

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo
Altri musicisti
Produzione
  • Steven Wilson – produzione, missaggio
  • Gavin Harrison – produzione aggiuntiva
  • Richard Barbieri – produzione aggiuntiva
  • Paul Northfield – registrazione aggiuntiva parti di chitarra
  • Andy Van Dette – mastering

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]