Cusercoli

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Cusercoli
frazione
Cusercoli – Veduta
Panorama del borgo antico di Cusercoli
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
ComuneCivitella di Romagna-Stemma.png Civitella di Romagna
Territorio
Coordinate44°04′22″N 12°01′03″E / 44.072778°N 12.0175°E44.072778; 12.0175 (Cusercoli)Coordinate: 44°04′22″N 12°01′03″E / 44.072778°N 12.0175°E44.072778; 12.0175 (Cusercoli)
Altitudine210 m s.l.m.
Abitanti1 200
Altre informazioni
Cod. postale47012
Prefisso0543
Fuso orarioUTC+1
Patronosan Biagio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cusercoli
Cusercoli

Cusercoli è una frazione di Civitella di Romagna situata nell'appennino forlivese, nella valle del fiume Bidente. Il centro si erge su uno sperone roccioso dominato dal castello medievale e dalla chiesa di San Bonifacio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È situata nell'appennino forlivese, alla destra del fiume Bidente, in una posizione di dominio sul territorio circostante tra Meldola e Civitella di Romagna. Il borgo antico sorge su uno sperone di roccia calcarea che sbarra la valle del fiume Bidente, costringendolo a deviare dal corso principale.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Proprio il caratteristico sperone roccioso su cui sorge il borgo, che sbarra la valle del Bidente e costringe il fiume a deviare dal corso principale fece generare una leggenda tra gli abitanti, che attribuirono la creazione del massiccio sperone ad opera del mitico Ercole. Da qui secondo alcune fonti deriverebbe il termine Clusum o Clausum Erculis (chiusa di Ercole), di conseguenza Cusercoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Cusercoli dal castello

La storia della frazione dipende da quella del castello che la dominava. Esso fu costruito sul luogo dove prima esisteva un impianto tardo romano, di cui resta solo un imponente muro a secco.

L'impianto medievale viene segnalato per la prima volta nel XII secolo, posseduto dagli Arcivescovi di Ravenna, soggetta all'Abbazia di Sant'Ellero e compresa nella contea di Giaggiolo. Nel XIV secolo, i Malatesta, della contea, fecero un ampliamento per ricavare un palazzo fortificato accanto al castello, utilizzato come residenza del feudatario e venne aggiunta la seconda cortina di mura.

Lo sperone roccioso su cui sorge il castello

Dal 1571 appartenne ai Malatesta, ai Manfredi, ai Guidi di Bagno, ai Gottifredi di Cesena, fino all'assegnazione definitiva ai conti Guidi. Dal 1400 Essi, per adeguare il fabbricato alle loro esigenze abitative, modificarono la struttura apportata nella seconda metà del Settecento, aggiungendo i giardini pensili e la chiesa di San Bonifacio. Quest'ultima è il frutto di una ricostruzione effettuata nella seconda metà del Settecento sulla precedente chiesa di Sancta Maria de Saxo, lesionata pesantemente da un'alluvione avvenuta nel 1750.

I conti Guidi continuarono a trascorrere periodi dell'anno nel palazzo finché non lo abbandonarono completamente e lo lasciarono al degrado. Lo stato di abbandono fu tale che nel 1937 una parte della rocca crollò sulle case facendo 21 vittime; questo diffuse nella popolazione il terrore di frane del masso su cui poggia il fortilizio. Nel 1973 il Comune lo acquistò.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Bonifacio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Bonifacio
La chiesa di Santa Maria del Sasso

La chiesa di San Bonifacio è compresa nel complesso gentilizio del castello. Venne fatta costruire dalla contessa Miaria Polissena Albicini, vedova del conte di Cusercoli Ferdinando dei Guidi di Bagno, inserita nei lavori di trasformazione del castello come nuova chiesa parrocchiale; l'ala ad ovest era destinata a canonica. Fu edificata dopo che nel 1750, in seguito ad un'alluvione, andò in rovina la piccola chiesa di Santa Maria De Saxo. I muri esterni sono assediati da crepe e muschi; l'interno si presenta in stile barocco preneoclassico.

Ex chiesa di San Biagio[modifica | modifica wikitesto]

È l'ultimo edificio a sinistra lungo la rampa che conduce alla Rocca. Fu eretta nel 1702 ma nel 1951 venne ceduta a privati per essere adibita ad abitazione. A ricordala vi è solo una statua del Santo ed una lapide, affissi sulla facciata. Un passaggio pedonale sopraelevato conduceva alla chiesa, in un palco sovrastante l'ingresso, dai cortili della rocca e dai palazzo baronale.

Chiesa di Santa Maria del Sasso[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in largo Matteotti ed è sede della parrocchia di Cusercoli. Edificata nel 1972 in stile moderno, porta il nome dell'antica chiesa adiacente al castello. L'interno presenta una sola navata e vi è venerato San Biagio, patrono del paese.

Oratorio di Sant'Emidio[modifica | modifica wikitesto]

È sito lungo la Strada Statale 310 Bidentina in direzione Civitella di Romagna. Costruito nel 1782 dove un tempo vi era la primitiva chiesa parrocchiale ed un piccolo convento francescano, venne adibito a chiesetta del cimitero. La consacrazione avvenne nel 1788. Il muro perimetrale era ornato da 14 cellette in pietra arenaria, ognuna delle quali conteneva una formella policroma in maiolica rappresentante una stazione della Via Crucis. Le formelle in parte sono state saccheggiate; le restanti sono in restauro.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La cartiera[modifica | modifica wikitesto]

Si trova lungo la Strada Statale 310 Bidentina in direzione Forlì, sulla destra, oltre il ponte. Fu costruita dai conti Guidi di Bagno nel 1637 e cessò di funzionare nel 1904. Rappresentava la più antica cartiera della Romagna.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il castello
La portaccia

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

La prima rocca medioevale risale al XII secolo. Nel XIV secolo fu aggiunto al complesso un palazzo fortificato, adibito a residenza del feudatario. Successivamente vennero ampliate le mura ed una seconda cerchia racchiuse l'intero borgo circostante. Nella seconda metà del Settecento i conti Guidi di Bagno fecero apportare delle modifiche e vennero aggiunti i giardini pensili e la chiesa di San Bonifacio. Quando i conti Guidi abbandonarono il castello, precipitò in uno stato di abbandono. I segni del grande degrado non sono stati arginati nemmeno dagli interventi di consolidamento operati negli ultimi anni. Ma la maestosità di questo antico castello è comunque viva tuttora. È vero che oggi lassù il palazzo sembra vuoto, ma al pellegrin che intende rallegrar l'animo, offre tanto. L'erta è ripagata da una vista su un paesaggio unico, verso la pianura lo sguardo si posa sullo specchio esile del fiume Bidente giù da basso con i tetti di case vecchie di qua e tetti di case nuove al di là del fiume, insieme al vivo verde dei vigneti di sangiovese e al giallo del grano romagnolo. Dalla parte opposta, verso i primi contrafforti appenninici..il verde intenso delle marughe, le acacie, le ginestre giallo oro, poi da basso un cimitero piccino, in mezzo ad un boschetto di querce, con sopra il suo silenzio, e in alto il più bel cielo trasparente che la nostra terra possa offrire.

La portaccia[modifica | modifica wikitesto]

La portaccia (la purtaza in dialetto locale) costituiva uno dei due accessi al borgo, quello rivolto verso sud-est. Sull'arco si trova ancora ben conservato lo stemma dei Conti Guidi di Bagno.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La morfologia del territorio ha impedito l'utilizzo agricolo ed industriale della frazione. Le principali attività sono legate alle produzioni tipiche della località. Cusecoli è uno dei principali centri di produzione di coroncine e di rosari, realizzati con vari materiali (perle, legno, plastica fosforescente o semi di piante) ed esportati in tutto il mondo. Vi sono presenti numerose aziende agricole ed agriturismi che appartengono alla Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì-Cesena. Storica è la Cartiera, la più antica di Romagna, perla dell'archeologia industriale in Val Bidente. Venne costruita dai Conti Guidi di Bagno di Romagna nel 1637 e continuò a funzionare fino agli inizi del Novecento. Un discreto e fiorente economo, volto in toto allo sviluppo del territorio e all'interpretazione delle potenzialità socio-turistiche che esso ha, è il giovane cittadino Casadei Andrea studente alla Facoltà di Economia presso Bologna (BO).

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]