Cosimo Pinto

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Cosimo Pinto
Cosimo Pinto 1964.jpg
Nazionalità Italia Italia
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi mediomassimi e Pesi medi
Società Esercito
Carriera
Incontri disputati
Totali
Palmarès
Gold medal mediterranean.svg Giochi del Mediterraneo
Oro Napoli 1963 Pesi mediomassimi
Transparent.png Campionati Mondiali Militari
Oro Tunisi 1964 Pesi medi
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Tokyo 1964 Pesi mediomassimi
Wikiproject Europe (small).svg Europei
Bronzo Roma 1967 Pesi mediomassimi
 

Cosimo Pinto (Novara, 14 marzo 1943) è un pugile italiano, che ha combattuto nelle categorie dei pesi medi e mediomassimi. Campione olimpico dei mediomassimi alle Olimpiadi di Tokyo 1964.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cosimo Pinto è nato e cresciuto a Novara, dove inizia a boxare tra le file della squadra locale Novara Boxe. Entra a far parte delle Forze armate italiane che ne promuovono la carriera. Nel 1961 è campione piemontese novizi dei pesi medi ed è terzo ai campionati italiani[1].

Passa ai mediomassimi nel 1963 ed è sconfitto da Giulio Saraudi, bronzo alle Olimpiadi di Roma del 1960, ai campionati italiani dilettanti. Rappresenta l'Italia all'edizione di Napoli dei Giochi del Mediterraneo, dove batte in finale il francese Cosimo Bruno[2]. Nello stesso anno vince anche il Torneo Preolimpico di Tokyo battendo per KO al 3º round il giapponese Tadeyuki Maruyama[2].

Nel maggio del 1964 vince i Campionati mondiali militari di Tunisi, nella categoria dei medi. Batte in finale il tedesco federale Starter Schneider, per abbandono al 1º round[3].

In vista delle Olimpiadi di Tokyo vengono organizzati due tornei preolimpici a Genova e a Rimini. Pinto combatte nei mediomassimi e si afferma sia sul più esperto Saraudi che su Macchia e Mancini[1]. Nella selezione decisiva, a Orvieto, è invece Saraudi a prevalere. Il civitavecchiese è però scoperto a fumare, dopo il match, dal trainer Natalino Rea che lo esclude dai giochi, spianando la strada a Cosimo Pinto[4].

Pochi mesi più tardi, ai Giochi Olimpici, Pinto conquista la medaglia d'oro, nella categoria dei mediomassimi, succedendo a Cassius Clay vincitore alle Olimpiadi di Roma 1960. Lungo la strada che lo conduce al titolo olimpico, Pinto batte Rudi Lubbers (Paesi Bassi), ai punti 5:0; Jürgen Schlegel (RDT), ai punti 4:1; in semifinale, Alexander Nikolov (Bulgaria), KOT al 3º round; in finale, Aleksej Kiselёv (Unione Sovietica), ai punti 3:2[2].

Dopo la vittoria olimpica, Pinto non passa professionista e riduce anche la propria attività agonistica, tra i dilettanti. Vince però il titolo italiano dei mediomassimi nel 1965 e, dopo due anni di stop, anche nel 1967[2]. Si ripresenta ad un torneo internazionale solo nel 1967, ai Campionati europei di Roma, dove batte Georgi Stankov (Bulgaria), per squalifica al 3º round, e Kurt Baumgarten (Svizzera), ai punti. Giunto in semifinale, Pinto è sconfitto da Peter Gerber (BRD), per KOT al 3º round[2].

A dispetto dei pronostici che lo volevano campione di livello internazionale anche tra i professionisti, Pinto preferisce concludere la propria carriera tra i dilettanti, interrompendola all'età di 25 anni, diventando in seguito un apprezzato funzionario di banca.

Campione olimpico

La carriera[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Collare d'oro al merito sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'oro al merito sportivo
— 15 dicembre 2015[5]
Medaglia d'oro al valore atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore atletico
— Roma, 1964
  • Amova International Award nel 2010[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cosimo Pinto. Il primo olimpionico di Novara, in: Magliazzurra, Anno XLVI, 1/2018
  2. ^ a b c d e Cosimo Pinto su Sport & Note
  3. ^ Campionati mondiali militari 1964
  4. ^ Orlando "Rocky" Giuliano, Storia del pugilato, Longanesi, Milano, 1982, p. 155
  5. ^ Collari d'oro 2015, su coni.it. URL consultato il 27 dicembre 2018.
  6. ^ L'Associazione Medaglie d'Oro premia cinque grandi protagonisti delle sport italiano e presenta il nuovo sito internet | Amova

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]