Gianfranco Macchia

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Gianfranco Macchia
Nazionalità Italia Italia
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi mediomassimi
Ritirato 9 marzo 1973
Carriera
Incontri disputati
Totali 37
Vinti (KO) 23 (13)
Persi (KO) 9 (3)
Pareggiati 5
 

Gianfranco Macchia (Consandolo, 2 novembre 1943) è un pugile italiano, ex campione italiano dei pesi mediomassimi.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Consandolo - frazione della provincia di Ferrara situata a pochi chilometri da Portomaggiore ma compresa nel comune di Argenta - da una famiglia di agricoltori è dotato di un fisico possente e robusto che, a differenza del fratello maggiore Bruno - che intraprenderà una discreta carriera di calciatore che lo porterà a giocare nella SPAL e nella Triestina - viene indirizzato da Uber Bacilieri a praticare sin da giovane il pugilato.[1]

Dopo aver militato in una società pugilistica di Molinella, approda alla corte del maestro della boxe ferrarese "Nando" Strozzi e nel 1961 si mette in luce conseguendo 3 vittorie consecutive fra i novizi per giungere, nell'estate di quell'anno, a conquistare a Roma in titolo italiano nella categoria dei pesi medi contro Gentiletti.[2]

Passato nel 1962 fra i dilettanti, diviene campione emiliano nel 1963 sempre fra i medi e arriva alla finale del titolo italiano dilettanti perdendo da Peri. Nel 1966 Macchia, lasciata la Palestra Padana di Strozzi e chiude con i dilettanti dopo aver combattuto 23 match di cui 20 vinti - 9 prima del limite - e 3 persi.

Professionista[modifica | modifica wikitesto]

Inizia a combattere a torso nudo il 18 agosto 1966 a San Remo vincendo ai punti contro Bruno Vettoretto - ormai il ferrarese combatte fra i pesi mediomassimi - continuando ad avere Strozzi all'angolo. La sua carriera si sviluppa in modo positivo anche se, il 7 marzo 1967, sul ring del Royal Albert Hall di Londra subisce il primo stop da professionista contro l'inglese Jimmy Tibbs per K.O. tecnico. Dopo una serie di incontri altalenanti, la carriera di Macchia decolla e il ferrarese infila una serie di ben 12 vittorie consecutive - di cui 7 prima del limite - che gli consentono di divenire l'aspirante ufficiale al titolo italiano dei mediomassimi.

Campione d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 marzo 1970 Macchia conquista, al Palladio di Milano il titolo di campione italiano dei mediomassimi battendo per getto della spugna il pavese Giovanni Biancardi. Il titolo gli viene però sottratto sul ring di Anzio il 22 agosto del medesimo anno da Giulio Rinaldi, ex campione europeo nonché avversario di Archie Moore per il titolo mondiale. Privato del titolo, Macchia ritenta la scalata il 13 febbraio 1971 al Palazzo dello sport di Roma contro il nuovo campione Domenico Adinolfi ma perde ai punti. L'impresa gli riesce invece il 3 marzo 1972 sullo stesso ring e di nuovo contro Adinolfi. Difende il titolo a Fermo 5 mesi dopo pareggiando contro il futuro campione d'Italia Renzo Grespan ma a Lecco, il 30 settembre dello stesso anno, perde il titolo ai punti contro il pugile di casa Mario Almanzo. Tenta di recuperare posizioni nella graduatoria nazionale per poter ottenere quella chance europea che da tempo rincorre ma inutilmente; il 9 marzo 1973, di nuovo al Palazzo dello sport di Roma perde ai punti con Aldo Traversaro che pone così fine alle sue speranze ed alla sua carriera.

Ritiratosi dal pugilato, Macchia vive oggi Portomaggiore dove ha svolto l'attività di agricoltore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "I figli dimenticati", di Raul Rimessi, Este Edition, Ferrara, 2010, pag.123
  2. ^ Giulio Prasca su "Boxe nel mondo-Sport match", n° 16-17, 5 settembre 1961

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]