Concetta Scaravaglione

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«Alla scultura sono grata per il piacere che mi ha dato e per l'opportunità di essere libera e indipendente, e di creare nella misura delle mie capacità[1]»

Ritratto di Concetta Scaravaglione, Smithsonian Institution, Peter A. Juley & Son Collection

Concetta Maria Scaravaglione (New York, 9 luglio 1900New York, 4 settembre 1975) è stata una scultrice e docente statunitense, conosciuta soprattutto per la sua scultura architettonica così come per le opere prodotte per la Works Progress Administration (WPA), durante gli anni della Grande depressione.[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Scaravaglione nacque in terra americana da una famiglia di emigranti italiani appena arrivati dalla Calabria. Rimasta orfana di padre in tenerissima età, era la più giovane di nove figli e per questo motivo, non senza ostacoli, le fu consentito di coltivare l'ambizione, alquanto inconcepibile per la sua famiglia, di diventare un'artista.[3] Ancora adolescente, ha frequentato lezioni ad accesso libero presso la National Academy di New York sotto la guida di Frederick Roth, ma quando la classe di scultura fu annullata perché era l'unica ragazza a seguire il corso, si iscrisse alla nota Art Students League, lavorando di giorno e studiando la sera. Presso la Art Students League ha avuto come docenti John Sloan e Boardman Robinson (disegno), Stirling Calder e William Zorach (scultura). Nel 1924 ha ricevuto una borsa di studio per l'Istituto di scultura dove ha avuto come maestro Robert Laurent[4], suo maestro di intaglio diretto.

Nel 1931 ha esposto alla mostra realizzata presso il Brooklyn Museum dall'Associazione delle artiste di New York (New York Society of Women Artists) insieme alla Società delle artiste svedesi (Society of Swedish Women Artists)[5]. Nella stessa location, nel 1938 ha partecipato alla seconda mostra dell’Associazione dei Scultori che si tiene dal 21 ottobre al 7 novembre[6]. Insieme a William Thon, Jay Roland e all'artista Syd Browne, ha fatto parte della giuria della 30esima mostra annuale della Società degli artisti di Brooklyn (Brooklyn Society of Artists) presso le gallerie del museo dal 16 al 26 maggio 1944.[7]. Nel 1935 ha vinto la George D. Widener Gold Medal in scultura mentre nel 1950, prima donna nella storia di questo riconoscimento nella categoria arti visive[8], si è aggiudicata il prestigioso Rome Prize che ha finanziato la sua formazione presso la American Academy in Rome.

Acclamata dalla critica quale rappresentante di spicco dell'Art déco negli USA, ha sviluppato il suo lavoro divenuto col tempo sempre più astratto. Ha svolto attività didattica insegnando presso la New York University, il Black Mountain College, il Sarah Lawrence College e il Vassar College. Ha esposto in numerosissime mostre personali e collettive fra cui, nel 1949, al 3rd Sculpture International di Filadelfia.[9] Le sue sculture in marmo, legno, terracotta, metallo, sono esposte in numerosi musei fra i quali il Museum of Modern Art, il Whitney Museum of American Art, Roerich Museum, Glasgow Museum, Art Gallery of Hamilton (Ontario), Pennsylvania Academy of Fine Arts, Arizona State College, Dartmouth College e il Vassar College dove Concetta Scaravaglione ha insegnato dal 1952 al 1967.[10]

Ha ricevuto importanti commissioni da parte dell'amministrazione di Washinghton, tra le quali Railway Mail-1862 scultura in alluminio del 1935 per l'edificio dell'ufficio postale federale e Agriculture, rilievo in pietra per la sede della Commissione federale del commercio.[11]

Ultimamente vissuta al 441 West 21st Street di New York, è morta di cancro al Calvary Hospital, nel Bronx, la sera del 4 settembre.[12]

Una scultura che la rappresenta, realizzata da Eugenie Gershoy e numerose sue lettere sono conservata presso lo Smithsonian Institution.[13]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Railway Mail 1862, alluminio, 1936, oggi presso il William Jefferson Clinton Federal Building

Una selezione di opere di Concetta Scaravaglione:[14]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • George D. Widener Gold Medal in scultura alla Pennsylvania Academy of Fine Arts nel 1935[18]
  • Rome Prize nella categoria arti visive nel 1950[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Carol Bonomo Albright e Christine Palamidessi Moore, American Woman, Italian Style: Italian Americana's Best Writings on Women, Fordham Univ Press, 2011, ISBN 9780823231751.
  2. ^ Regina Soria, American Artists of Italian Heritage, 1776-1945: A Biographical Dictionary, Fairleigh Dickinson Press, 1993
  3. ^ Italian American Woman Artists p.4 from American Artists of Italian Heritage, 1776–1945, A Biographical Dictionary, Fairleigh Dickinson Press, 1993, Regina Soria). (PDF) [collegamento interrotto], in Baltimore's Literary News, Sep–Oct 2001. URL consultato il 22 Aprile 2017.
  4. ^ (EN) Jules Heller e Nancy G. Heller, North American Women Artists of the Twentieth Century: A Biographical Dictionary, Routledge, 19 dicembre 2013, pp. 271-482, ISBN 9781135638825. URL consultato il 23 aprile 2017.
  5. ^ Paintings, Sculpture & Prints by the New York Society of Women Artists & the Society of Swedish Women Artists, su brooklynmuseum.org. URL consultato il 23 aprile 2017.
  6. ^ Contemporary Sculpture: Second Exhibition of the Sculptors' Guild, su brooklynmuseum.org. URL consultato il 23 aprile 2017.
  7. ^ Brooklyn Society of Artists: Annual Exhibition [30th], su brooklynmuseum.org. URL consultato il 23 aprile 2017.
  8. ^ a b (EN) Fellows - Affiliated Fellows - Residents 1950-1969, su aarome.org. URL consultato il 23 aprile 2017.
  9. ^ Rubenstein, Charlotte Streifer, ‘’American Women Sculptors’’, G.K. Hall and Co., Boston, 1990 p. 268-69
  10. ^ Cfr. Salvatore J. LaGumina, Frank J. Cavaioli, Salvatore Primeggia, Joseph A. Varacalli (a cura di), The Italian American Experience: An Encyclopedia, Garland Publishing Inc., New York, 2000
  11. ^ (EN) Salvatore J. LaGumina, Frank J. Cavaioli, Salvatore Primeggia e Joseph A. Varacalli, The Italian American Experience: An Encyclopedia, Routledge, 2 settembre 2003, p. 579, ISBN 9781135583330. URL consultato il 23 aprile 2017.
  12. ^ (EN) Concetta Scaravaglione Is Dead; Prize‐Winning Sculptor Was 75, su nytimes.com, 6 settembre 1975. URL consultato il 23 aprile 2017.
  13. ^ (EN) Concetta Scaravaglione, Smithsonian. URL consultato il 22 aprile 2017.
  14. ^ SIRIS - Smithsonian Institution Research Information System, in si.edu. URL consultato il 22 aprile 2017.
  15. ^ (EN) African-american woman, su artnet.com. URL consultato il 23 aprile 2017.
  16. ^ a b (EN) Guide to Local, 1930s-related Public Art, su chnm.gmu.edu. URL consultato il 23 aprile 2017.
  17. ^ (EN) Concetta Maria Scaravaglione (1900 - 1975) A Pair of Bronze Figural Lamps, Signed C. Scaravaglione, su invaluable.com. URL consultato il 23 aprile 2017.
  18. ^ (EN) Jules Heller e Nancy G. Heller, North American Women Artists of the Twentieth Century: A Biographical Dictionary, pp. 491-492. URL consultato il 23 aprile 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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