Comunità di energia rinnovabile

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Energy Communities

Una comunità di energia rinnovabile (CER; in inglese Renewable Energy Community, abbreviato REC), anche detta comunità energetica rinnovabile o semplicemente comunità energetica, è un gruppo di soggetti che si organizzano per produrre e condividere localmente l'energia prodotta da fonti rinnovabili.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2018, nell'Unione Europea ne è stata introdotta una prima definizione comunitaria con la direttiva sulla promozione delle fonti rinnovabili, la Direttiva UE 2018/2001[1].Questa direttiva, conosciuta anche come direttiva RED II (dall'inglese Renewable Energy Directive II), introduce la CER come nuovo schema di autoapprovvigionamento (o autoconsumo) locale da fonti rinnovabili. Nella realizzazione di questa prospettiva, i consumatori (o consumers) divengono autoconsumatori (o prosumers) e agiscono collettivamente[1]. La definizione delle CER rientra nelle strategie di transizione energetica europea: si propone un'adozione diffusa di fonti di energia rinnovabile sul territorio comunitario a stabilire un nuovo assetto del sistema energetico, dov'è fortemente incentivata la produzione di energia a livello locale[1][2][3].

La direttiva ha richiesto che entro il 2021 tutti gli stati membri si dotassero di misure di incentivazione per gli schemi di autoconsumo, quali le comunità di energia rinnovabile e i gruppi di autoconsumo collettivo, al fine di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Green Deal[4][5].

È necessario precisare che il concetto di comunità di energia rinnovabile differisce da quello di "comunità energetica dei cittadini" (in inglese citizens energy community, o CEC), introdotto dalla Direttiva UE 2019/944 (c.d. IEMD)[6].

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

A partire dall'emanazione delle direttive (2018, RED II e 2019, IEMD), il concetto di comunità di energia rinnovabile nell'UE è stato univocamente definito. Prima di questa definizione, ove previsto dalla normativa dei singoli stati, esistevano già esperienze di autosufficienza energetica e schemi di condivisione di energia a livello locale, sia in Europa che in altri paesi non-UE[7].

Tuttora, nel resto del mondo, sono presenti progetti assimilabili agli schemi CER [8]. In questi casi si parla di energy communities (o EC, o anche, in riferimento al concetto di energia di comunità, community energy), non sempre con un riferimento diretto alle fonti rinnovabili[9]. Quando associate al tema delle energie rinnovabili, le EC, sono annoverate tra gli strumenti per contrastare la crisi climatica e la povertà energetica[9][10].

Definizioni[modifica | modifica wikitesto]

L’autoconsumatore di energia rinnovabile è definito, a livello europeo, come un cliente finale che produce energia elettrica da fonti di energia rinnovabile (abbr. FER) per il proprio consumo e che può immagazzinare o vendere questa energia autoprodotta purché questa attività non costituisca l’attività commerciale o professionale principale del soggetto[1].

L’autoconsumo collettivo, secondo l'Art. 2, punto 15 della Direttiva UE 2018/2001 (RED II), è l’estensione del concetto di autoconsumatore a livello di edificio/condominio: “un gruppo di almeno due autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente e abitano nello stesso edificio o condominio”[1].

La comunità di energia rinnovabile è, a sua volta, un’estensione dell’autoconsumo collettivo a livello di distretto/vicinato. Prevede la partecipazione su base volontaria di soggetti molteplici, che attraverso la sottoscrizione di un contratto collettivo costituiscono un soggetto giuridico diventando azionisti o membri della comunità costituita[1].

«comunità di energia rinnovabile»: soggetto giuridico:

a) che, conformemente al diritto nazionale applicabile, si basa sulla partecipazione aperta e volontaria, è autonomo ed è effettivamente controllato da azionisti o membri che sono situati nelle vicinanze degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che appartengono e sono sviluppati dal soggetto giuridico in questione;

b) i cui azionisti o membri sono persone fisiche, PMI o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali;

c) il cui obiettivo è fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai suoi azionisti o membri o alle aree locali in cui opera, piuttosto che profitti finanziari

( Parlamento europeo e Consiglio europeo, DIRETTIVA (UE) 2018/2001, su eur-lex.europa.eu, 11 dicembre 2018.)

Sono previste, inoltre, le comunità energetiche dei cittadini (CEC) che costituiscono un'estensione del concetto comunità di energia. Diversamente dalle CER, le CEC, secondo la normativa comunitaria, sono sempre entità legali la cui partecipazione è a base volontaria, a prescindere dalle declinazioni delle direttive nei singoli stati membri, non devono necessariamente prevedere l'uso di fonti di energia rinnovabile e non sono soggette a vincoli di prossimità presso le fonti dell'energia condivisa[6][11][12].

Diritti e doveri delle comunità energetiche[modifica | modifica wikitesto]

La direttiva RED II specifica i diritti e doveri delle CER come entità giuridiche riconosciute, ma anche il ruolo che queste sono chiamate a svolgere all’interno della visione europea di transizione energetica.

In particolare, l’Articolo 22, stabilisce che le CER [1]:

  • hanno diritto di produrre, consumare, immagazzinare e vendere l’energia rinnovabile;
  • possono scambiare l’energia rinnovabile prodotta e accedere a tutti i mercati dell’energia elettrica, direttamente o come aggregazione;
  • sono aperte a tutti i consumatori, comprese famiglie a basso reddito o soggetti vulnerabili;
  • beneficiano di procedure eque (proporzionate e trasparenti) e gli oneri di rete debbono tener conto dei costi sostenuti e garantiti sulla base di un'attenta analisi costi-benefici a cura delle autorità nazionali competenti.

Inoltre, gli stati membri sono chiamati a fornire sostegno e promozione alle CER, per il loro sviluppo e la loro diffusione, garantendo anche una competizione alla pari con altri partecipanti nei mercati energetici[1][6].

A chi si riferiscono[modifica | modifica wikitesto]

Le possibilità di configurazione di una CER sono determinate dalla legislazione dei singoli stati membri, nel rispetto della direttiva europea. Sebbene sussistano delle differenze nelle varie declinazioni della direttiva tra gli stati membri, è riconosciuto l'accesso alla partecipazione ad una CER a tutti consumatori di energia[1].

Utenti[modifica | modifica wikitesto]

I membri di una comunità energetica rinnovabile sono differenti dai soggetti che possono genericamente configurarsi come autoconsumatori di energia rinnovabile o autoconsumatori collettivi. Questo perché lo schema di una CER è indirizzato alla dimensione di vicinato: si riferisce a cittadini che abitano nello stesso quartiere o in quartieri limitrofi. I soggetti, per costituire una comunità energetica possono consociarsi tra loro e/o insieme ad altri utenti della rete elettrica (ad esempio, negozi, scuole ed ospedali) presenti nell’area, per produrre e consumare energia rinnovabile[1].

In generale, le condizioni essenziali per essere membri di una comunità energetica sono tre:

- la vicinanza dei soggetti agli impianti FER;

- i membri devono essere persone fisiche, PMI o autorità locali;

- gli obiettivi della CER sono di carattere ambientale e/o sociale.

Inoltre, i soggetti membri devono garantire ai clienti finali il diritto di partecipare alla CER, ma al contempo la possibilità di svincolarsi in qualsiasi momento.

Le motivazioni per costituire o partecipare ad una CER possono riferirsi a differenti livelli di beneficio: ambientale, sociale o anche esclusivamente economico. Da un punto di vista economico la comunità può produrre benefici per i membri, purché le attività svolte dalla comunità non costituiscano la principale attività commerciale dei partecipanti.

In alcuni stati, come l'Italia, possono essere membri della comunità, quindi avere accesso ai meccanismi di incentivazione dell'energia, soltanto alcune categorie di utenti. Ciò, tuttavia, non esclude una partecipazione indiretta alle attività di produzione, vendita e condivisione dell'energia da parte di quegli attori che non possono essere membri della CER[13].

Nelle prime esperienze di comunità energetiche i promotori di queste iniziative sono stati gli stessi privati cittadini, le associazioni di quartiere, gli amministratori di condominio, le pubbliche amministrazioni locali, ma anche le università e le associazioni socio-culturali presenti sul territorio[8][14].

Configurazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le configurazioni prevalenti prevedono l'utilizzo dell'infrastruttura esistente (ad esempio, la rete elettrica pubblica), conformemente a quanto suggerito dalle direttive[1][6]. Alcuni esempi di infrastrutture di rete private sono presenti in Europa, ove concesso dalla legislazione locale[15]. In questi casi, l'intera infrastruttura è gestita dalla comunità e, spesso, è concessa da sandbox regolamentari (ad esempio, grandi impianti industriali, progetti sperimentali)[16].

Le comunità energetiche in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, le comunità energetiche rinnovabili costituiscono uno dei possibili meccanismi di autoproduzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili a livello locale e sono disciplinate dalle leggi di recepimento delle direttive europee. I meccanismi di incentivazione dello schema delle CER, insieme a quello dell'autoconsumo collettivo, sono regolati sulla base di provvedimenti attuativi redatti dal Ministero della transizione ecologica (MiTE) e dall'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), e sono erogati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE)[13].

CER e transizione energetica[modifica | modifica wikitesto]

Le CER si inseriscono in un quadro di transizione energetica, definito attraverso piani strategici nazionali (vd. PNIEC, PNRR), al fine di allinearsi agli altri stati europei nel raggiungimento degli obiettivi comunitari in materia di energia, emissioni e sviluppo sostenibile[17][18].

In particolare, iI Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) del 2020 cita le CER tra gli strumenti che l'Italia vuole mettere in campo per portare avanti una transizione energetica verso la decarbonizzazione e la decentralizzazione del sistema energetico. In particolare, nel PNIEC è espressa l’intenzione di esplorare le modalità con cui gli impianti FER in schemi di autoconsumo e CER possano essere uno strumento valido per contrastare la povertà energetica, per sostenere le economie dei piccoli comuni sfruttando le risorse locali, per evitare inefficienze nell'implementazione della rete nazionale e valorizzare la rete elettrica esistente[17].

Normativa[modifica | modifica wikitesto]

Recepimento della direttiva europea[modifica | modifica wikitesto]

Il recepimento delle direttive europee RED II e IEMD nei diversi stati membri è stato previsto per il 2021. In alcuni casi, tra cui quello dell’Italia, l’implementazione delle azioni proposte dalla direttiva è avvenuta in due fasi: una prima fase preliminare in cui sono stati emanati provvedimenti transitori al fine di avviare una fase di sperimentazione e, successivamente, quella in cui sono state emanate le leggi di recepimento della direttiva.

Fase transitoria[modifica | modifica wikitesto]

L’Italia ha introdotto nel proprio quadro normativo i concetti di comunità di energia rinnovabile e di autoconsumo collettivo, prima del recepimento effettivo delle direttive, avviando una fase di sperimentazione (anche detta "transitoria").

Il Decreto-legge 162/19 (c.d. DL Milleproroghe) [19], convertito in Legge nel 2020 [20], ha anticipato il recepimento degli articoli 21 e 22 della direttiva RED II, disciplinando e rendendo possibili le configurazioni di autoconsumo collettivo e CER entro specifiche condizioni.

L’attuazione del DL Milleproroghe è avvenuta nello stesso anno con la delibera ARERA 318/2020/R/eel [21], relativa alla regolazione economica delle comunità energetiche, e il Decreto Ministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) del 16 settembre 2020 [22], che ha definito tariffe incentivanti per gli schemi di autoconsumo da fonti rinnovabili.

Legge di recepimento[modifica | modifica wikitesto]

Decreto-legge 8 novembre 2021, n.199 [23] è entrato in vigore a partire dal 15 dicembre 2021 e recepisce a livello italiano la Direttiva RED II.

Le principali novità, rispetto alla fase transitoria, riguardano l'innalzamento della soglia di potenza massima ammissibile per ciascun impianto della CER e l’ampliamento del perimetro delle configurazioni:

  • è stato stabilito che possono accedere all’incentivo gli impianti a fonti rinnovabili che hanno singolarmente una potenza fino a 1 MW (la cui entrata in esercizio è in data successiva a quella di entrata in vigore del decreto RED II);
  • il perimetro di aggregazione è riferito alle utenze di consumo connesse sotto la stessa cabina primaria.

Infine, il D.Lgs. 199/2021 ha previsto che la disciplina stabilita per la fase di transizione dalla legge n.8/2020 continui ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore dei provvedimenti, da adottare da parte del MiTE e di ARERA, ai sensi di quanto stabilito agli articoli 8 e 32 del predetto decreto.

Progetti e piattaforme digitali[modifica | modifica wikitesto]

A partire dall’introduzione del concetto di comunità di energia rinnovabile, l’Europa ha finanziato progetti di ricerca volti allo studio e al monitoraggio dei progetti di CER in via di sviluppo nei diversi stati membri. Si è così dotata di strumenti di analisi dei limiti e delle possibilità di questi nuovi schemi di produzione e scambio di energia locale. I principali progetti che sono stati attivati, vertono sul tema delle comunità energetiche, in termini specifici, o includono le CER in una più ampia trattazione di temi quali la transizione energetica, la decarbonizzazione e lotta alla povertà energetica[24].

Come prodotto di questi progetti europei, sono stati creati strumenti digitali a supporto della diffusione delle CER in Europa: strumenti per la disseminazione delle “buone pratiche”, lo studio e la progettazione di comunità energetiche. Tra le iniziative portate avanti dalla commissione europea, è stata creata una piattaforma online chiamata “Energy Communities Repository”, che oltre a fornire supporto tecnico e legale, raccoglie gli strumenti digitali in un toolbox[25].

Progetti in Italia[modifica | modifica wikitesto]

  • Comunità energetica rinnovabile di Villanovaforru in Sardegna; attraverso il progetto sviluppato dalla Comunità, con il sostengo finanziario del Comune, gli associati compensano i propri consumi con l’energia prodotta localmente. [26]
  • Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale “Critaro” di San Nicola da Crissa in Calabria; il progetto prevede l'installazione di un impianto fotovoltaico su edifici comunali, per alimentare il consumo elettrico di almeno 4 edifici comunali e di circa 30 associati.[27]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea, DIRETTIVA (UE) 2018/2001 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell'11 dicembre 2018 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, 2018.
  2. ^ Marialaura Di Somma, Claudia Meloni e Gianluca D’Agosta, Le Energy Community nel quadro delle politiche europee e nazionali per la transizione energetica, in Energia, ambiente e innovazione, n. 2, 2020-10, pp. 113–115, DOI:10.12910/EAI2020-045. URL consultato il 29 giugno 2022.
  3. ^ European Commission. Joint Research Centre., Energy communities: an overview of energy and social innovation., Publications Office, 2020, DOI:10.2760/180576. URL consultato il 30 giugno 2022.
  4. ^ European Commission. Joint Research Centre., Energy communities: an overview of energy and social innovation., Publications Office, 2020, DOI:10.2760/180576. URL consultato il 28 giugno 2022.
  5. ^ Green Deal europeo, su consilium.europa.eu. URL consultato il 28 giugno 2022.
  6. ^ a b c d Parlamento Europeo e Consiglio dell'Unione Europea, DIRETTIVA (UE) 2019/944 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 giugno 2019 relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e che modifica la direttiva 2012/27/UE, in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 2019.
  7. ^ (EN) Rolando Madriz-Vargas, Anna Bruce e Muriel Watt, The future of Community Renewable Energy for electricity access in rural Central America, in Energy Research & Social Science, vol. 35, 2018-01, pp. 118–131, DOI:10.1016/j.erss.2017.10.015. URL consultato il 1º luglio 2022.
  8. ^ a b Francesca Cappellaro, Carmen Palumbo e Sara Trincheri, La comunità energetica – Vademecum 2021, ENEA, 20 aprile 2020, DOI:10.12910/doc2021-011. URL consultato il 1º luglio 2022.
  9. ^ a b (EN) Vasco Brummer, Community energy – benefits and barriers: A comparative literature review of Community Energy in the UK, Germany and the USA, the benefits it provides for society and the barriers it faces, in Renewable and Sustainable Energy Reviews, vol. 94, 1º ottobre 2018, pp. 187–196, DOI:10.1016/j.rser.2018.06.013. URL consultato il 1º luglio 2022.
  10. ^ (EN) Energy communities bring renewable power to the people | Research and Innovation, su ec.europa.eu. URL consultato il 1º luglio 2022.
  11. ^ (EN) Energy Communities, su energy-communities-repository.ec.europa.eu. URL consultato il 30 giugno 2022.
  12. ^ Marialaura Di Somma, Claudia Meloni e Gianluca D’Agosta, Le Energy Community nel quadro delle politiche europee e nazionali per la transizione energetica, in Energia, ambiente e innovazione, n. 2, 2020-10, pp. 113–115, DOI:10.12910/EAI2020-045. URL consultato il 1º luglio 2022.
  13. ^ a b GRUPPI DI AUTOCONSUMATORI E DI COMUNITÀ DI ENERGIA RINNOVABILE, su gse.it. URL consultato il 30 giugno 2022.
  14. ^ RSE e Fondazione UTILITATIS, Orange Book (PDF), 2022, ISBN 9788861210172.
  15. ^ (DE) Rhein-Hunsrück-Kreis, Startseite Klimaschutz, su Rhein-Hunsrück-Kreis. URL consultato il 1º luglio 2022.
  16. ^ (NL) Schoonschip – Amsterdam, su schoonschipamsterdam.org. URL consultato il 1º luglio 2022.
  17. ^ a b Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, PIANO NAZIONALE INTEGRATO PER L’ENERGIA E IL CLIMA (Italia) (PDF), in https://www.mise.gov.it/index.php/it/, 2019.
  18. ^ PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PDF), in governo.it.
  19. ^ Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, Decreto Legge 30 dicembre 2019, n. 162, "Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonche' di innovazione tecnologica.", in Gazzetta Ufficiale Della Repubblica Italiana, 2019.
  20. ^ Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, Legge 28 Febbraio 2020, n.8, Testo coordinato del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, in Gazzetta Ufficiale Della Repubblica Italiana.
  21. ^ Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, Deliberazione 4 agosto 318/2020/R/EEL.
  22. ^ Ministero dello Sviluppo Economico, Decreto Ministeriale 16 settembre 2020, "Individuazione della tariffa incentivante per la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili inseriti nelle configurazioni sperimentali di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili", in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
  23. ^ Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 199, "Attuazione della direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili.", in Gazzetta Ufficiale Della Repubblica Italiana.
  24. ^ (EN) Toolbox, su energy-communities-repository.ec.europa.eu. URL consultato il 1º luglio 2022.
  25. ^ (EN) Toolbox, su energy-communities-repository.ec.europa.eu. URL consultato il 30 giugno 2022.
  26. ^ Il progetto su Essenziale.it
  27. ^ Il progetto su Comunirinnovabili.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]