Cichorium endivia

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Indivia
Indivia.jpg
Indivia crispum: macrofoto
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Cichoriinae
Genere Cichorium
Specie C. endivia
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Cichoriinae
Nomenclatura binomiale
Cichorium endivia
L.

L'indivia (Cichorium endivia) (dal greco éntybon[1]), chiamata anche scarola, è una pianta commestibile appartenente alla famiglia delle Asteraceae (o Composite).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Spesso confusa con la "cugina" cicoria (entrambe appartengono allo stesso genere Cichorium), l'indivia sviluppa una rosetta di foglie assai increspate le quali formano un cespo piuttosto lasso.

L'imbianchimento delle foglie si esegue raccogliendole e legandole con un filo di rafia. La varietà belga, Indivia Belga, si presenta a forma di grosso sigaro color crema perché fatta crescere al buio; questa tecnica consente alle foglie di rimanere bianche e più tenere.

Varietà[modifica | modifica sorgente]

Si presenta fondamentalmente in due varietà: la varietà classica detta crispum (particolare in foto) e la varietà latifolium, comunemente chiamata scarola.

Tra la varietà crispum ricordiamo: la Riccia fine d'estate, la Riccia fine di Ruen, la riccia grossa di Pancalieri, la Riccia a cuore giallo.

Tra la varietà scarola ricordiamo: la Gigante degli ortolani, la Dilusia, la Bionda a cuore pieno, la Cornetto di Bordeaux.

Coltivazione e raccolta[modifica | modifica sorgente]

La pianta predilige terreni molto fertili, sciolti e ricchi di sostanza organica. Si semina in semenzaio e si mette a dimora quando le piantine hanno quattro o cinque foglie, rispettando la distanza di 25–30 cm sulla fila e 30–40 cm tra le file.

Le irrigazioni devono essere frequenti finché le piante non formano il cespo, poi vanno a diradare onde evitare il marciume delle foglie e del colletto.

La raccolta si esegue in autunno, inverno e all'inizio primavera.

Avversità[modifica | modifica sorgente]

L'indivia può essere attaccata dalla peronospora e dalla ruggine, nonché da parassiti animali come gli afidi e la lumaca.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Indivia cruda
Valori nutrizionali per 100 g
Energia 17 kcal (70 kJ)
Proteine 1,25 g
Carboidrati
Totali 3,35 g
Fibre 3,1 g
Grassi
Totali 0,2 g
Saturi 48 mg
Monoinsaturi 4 µg
Polinsaturi 87 µg
Colesterolo 0 mg
Acqua 93,79 g
Vitamine
Vitamina A 2050 µg
Tiamina (Vit. B1) 80 µg
Riboflavina (Vit. B2) 75 µg
Niacina (Vit. B3) 400 µg
Acido pantotenico (Vit. B5) 900 µg
Vitamina B6 20 µg
Acido folico (Vit. B9) 142 µg
Vitamina C 6,5 mg
Vitamina E 0,44 mg
Minerali
Calcio 52 mg
Ferro 830 µg
Fosforo 28 mg
Magnesio 15 mg
Manganese 420 µg
Potassio 314 mg
Rame 99 µg
Selenio 0,2 µg
Sodio 22 mg
Zinco 790 µg

Dal punto di vista nutrizionale va evidenziato il buon contenuto di vitamina A.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ voce sul Liddell-Scott, attestata nei Geoponica bizantini.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.

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