Chiesa di Santa Maria della Visitazione (Roma)

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Santa Maria della Visitazione
Collatino - S. Maria della Visitazione 04.JPG
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
Coordinate41°54′34.87″N 12°33′05.57″E / 41.909687°N 12.551546°E41.909687; 12.551546
Religionecattolica di rito romano
TitolareMaria Santissima della Visitazione
Diocesi Roma
Consacrazione22 ottobre 1971
ArchitettoSaverio Busiri Vici
Stile architettonicomoderno
Inizio costruzione1965
Completamento1971

La chiesa di Santa Maria della Visitazione è un luogo di culto cattolico della città di Roma, nel quartiere Casal Bruciato (zona Tiburtina), in via dei Crispolti (all'incrocio con via Alfredo Comandini).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Essa fu costruita tra il 1965 ed il 1971 su progetto dell'architetto Saverio Busiri Vici, e consacrata il 22 ottobre 1971 da Sua Eminenza Monsignor Ugo Poletti.

La chiesa, già vicecura dal 1959, è sede parrocchiale, istituita dal cardinale vicario Clemente Micara il 30 marzo 1960 con il decreto Qua celeritate.

La chiesa fu visitata da papa Giovanni Paolo II il 20 gennaio 1985. Fu visitata in precedenza, negli anni settanta, anche dal Santo Padre Paolo VI.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Così il Quercioli descrive questa originalissima chiesa:

«Si presenta come un virtuosismo del cemento armato, riprova delle possibilità che esso consente. In questo caso, enormi costoloni curvi verticali vengono intersecati senza una voluta simmetria da ripiani orizzontali, sporgenti come terrazzi senza ringhiere o come gli spigoli di certi castelli di carta. Ne risulta una sorta di pagoda sui generis

(M. Quercioli, op. cit., p. 581)

La chiesa è affiancata da un campanile cilindrico composto di colonne e di elementi sporgenti in cemento “che rammentano un trampolino a più piani” (Quercioli).

Il vasto interno non presenta opere significative e quasi inesistente ne è la decorazione. Merita una particolare menzione il gruppo scultoreo raffigurante la Visitazione, opera dello scultore altoatesino Mussner G. Vincenzo di Ortisei.

La chiesa intende ricordare e trasfigurare il costato del Cristo con lo sterno ben visibile sulla facciata e con il cuore che coincide con la posizione dell'altare maggiore. Tuttavia vi sono in merito altri differenti ed opposti punti di vista[1]. Nel complesso l'edificio mantiene un desolante aspetto di costruzione non terminata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda in bibliografia dal terzo punto[non chiaro].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Rendina, Le Chiese di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000
  • M. Quercioli, Quartiere XXII. Collatino, in AA. VV, I quartieri di Roma, Newton & Compton Editori, Roma 2006
  • Architecture D'aujourd hui, nº161, 1972
  • Maurizio Fagiolo Dell'Arco, Finalità dell'Architettura, nº4, 1973
  • Industria delle Costruzioni, nº26, 1971
  • Annich Lein, Batiment Bruxelles, nº68, ottobre 1972
  • Andreola e D'Agostino, Arte Cristiana, nº631, settembre 1976
  • Der Deutsche Baumeister, Stoccarda, dicembre 1972
  • Irene De Guttry, Guida di Roma Moderna, Ed. De Luca 1978
  • Achille M. Ippolito, ROMA COSTRUITA, Fratelli Palombi, 1981
  • Daniele Baldassarre, ROMA, Ed. Periodici Newton, ANNO VII, nº68, 1994
  • Pont. Op. Preservazione della Fede, Guida alle Nuove Chiese di Roma, Ed. Cangemi 1990
  • Anna Paola Briganti, Alessandro Mazza, ROMA Architetture Biografie, Ed. prospettive 2013
  • Giorgi Muratore e altri, Guida all'architettura moderna. Italia, gli ultimi trent'anni, Ed. Zanichelli, 1992

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