Archivio Storico Capitolino

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L'Archivio Storico Capitolino è, amministrativamente, una Unità organizzativa del Dipartimento IV (Politiche culturali) del Comune di Roma. Funzionalmente, «ha il compito di conservare, valorizzare e rendere consultabile la documentazione prodotta dal Comune di Roma». Ha sede, dal 1922, presso l'Oratorio dei Filippini, che dagli anni 1990 è stato oggetto di radicali interventi di manutenzione e restauro, tuttora (2010) in corso.

Documentazione conservata[modifica | modifica wikitesto]

Fonti di natura amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

L'Archivio venne istituito dopo il trasferimento a Roma della capitale del Regno d'Italia, e il superamento dei primi problemi di impianto della nuova amministrazione, nel 1874. Vi confluirono innanzi tutto i fondi archivistici dell'amministrazione pontificia:

  • l'Archivio Notarile Urbano, comprendente documenti che andavano dal 1348 al 1871[1];
  • l'Archivio della Camera Capitolina[2] dal 1515 al 1847;
  • l'Archivio del Comune Pontificio dal 1847 al 1870, costituito dagli atti del Comune come riformato da Pio IX, che nel 1847 suddivise l'amministrazione in 8 sezioni analoghe a quelle moderne;
  • All'archivio afferiscono naturalmente anche gli atti del Comune postunitario, indicizzati sulla base dei 76 titoli del comune pontificio fino al 1922. A questi si affiancarono, in seguito, fondi settoriali prodotti dagli uffici[3]. L'Archivio dispone inoltre, ovviamente, dell'intera serie dei verbali delle deliberazioni del Consiglio e della Giunta dal 1871 al 1982.

Biblioteca ed Emeroteca[modifica | modifica wikitesto]

Dell'Archivio fanno parte, oltre alle collezioni di atti amministrativi:

  • la Biblioteca Romana: un fondo che oggi comprende circa 150.000 volumi relativi a Roma, la sua storia, la sua economia. Vi confluì, verso il 1930, la Biblioteca del Popolo romano[4] che, fondata nel 1523, era stata aggregata all'Archivio capitolino nel 1879. Ne fanno parte circa 600 cinquecentine, la raccolta di piante topografiche di Roma e cartelle di incisioni e disegni.
  • l'Emeroteca romana, creata nel 1970.[5] Contiene circa 2000 titoli di periodici e 278 collezioni di quotidiani editi a Roma, per la maggior parte successivi all'Unità. Ne fa parte tuttavia anche una raccolta di giornali del Comune pontificio, dal 1815 al 1851.
  • Archivi familiari acquistati (come quello della famiglia Orsini, acquistato nel 1904) o ricevuti in donazione.
  • Il libro d'oro della nobiltà romana, istituito da Benedetto XIV nel 1746 e ricompilato tra il 1839 e il 1847, giacché l'originale depositato in Campidoglio era stato bruciato durante la repubblica giacobina del 1798-99.

Risorse digitali e accesso al pubblico[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Archivio Storico Capitolino è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 16.
  • Esiste un catalogo in linea integrato nel Polo SBN del Comune di Roma.
  • Alcune risorse sono state digitalizzate (Pergamene Orsini, Archivio Fotografico, Libro d'oro della nobiltà romana, Capitolium).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'archivio notarile comprende atti originali a partire dal 1348 e , per volontà di Urbano VIII, copie di tutti i rogiti stipulati in Roma a partire dal1625.
  2. ^ La Camera Capitolina, al cui vertice erano i Conservatori dell'Urbe, era una delle due magistrature civili che governarono la città di Roma dal Rinascimento fino al 1847. L'altra, che esercitava la giurisdizione penale, era la Curia Capitolina. La Camera Capitolina gestiva, sulla base di fondi provenienti dalla tassazione locale (tasse sul grano, dazi sulle merci che passavano dai porti del Tevere, proventi da risorse comunali come le rendite dai feudi appartenenti al popolo romano, da cause civili e penali e anche dalla vendita di alcuni uffici), principalmente funzioni annonarie, di gestione dell'ordine pubblico (particolarmente durante la sede vacante), di manutenzione del patrimonio cittadino, dei monumenti e di opere pubbliche - come strade e acquedotti,
  3. ^ Di particolare rilievo tra questi, per la storia moderna della città, sono da considerarsi i fondi archivistici del Piano Regolatore e della Ripartizione X Antichità e Belle Arti.
  4. ^ Sulla Biblioteca Romana si veda Vincenzo Frustaci, La vocazione amministrativa della Biblioteca romana dell'Archivio capitolino, in Le biblioteche d'archivio Atti della giornata di studi, Roma, 24 febbraio 1999.
  5. ^ Per il catalogo si veda Loredana Magnanti, Catalogo dei quotidiani romani dell'Emeroteca dell'Archivio storico capitolino, Palombi 1993, e l'elenco pubblicato dal CASPUR.

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