Chiesa di San Procolo (Bologna)

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Chiesa di San Procolo
Chiesa san procolo bologna.jpg
Stato Italia Italia
Regione Emilia Romagna
Località Bologna
Religione cattolica
Inizio costruzione XI secolo circa

La chiesa di San Procolo, di origine antichissima, venne riedificata dai monaci benedettini cassinesi nell'XI secolo ed ebbe volte gotiche a crociera fra il 1383 ed il 1407 per volontà dell'abate Giovanni di Michele.

Fra il 1535 ed il 1557 l'architetto Antonio Morandi detto Terribilia costruì la quinta campata della chiesa, il coro ed il campanile e mascherò le volte a sesto acuto per farle sembrare a tutto sesto. Nel 1744 l'architetto Carlo Francesco Dotti diresse la trasformazione interna rifatta dopo il 1826, dopo la quasi trentennale chiusura della chiesa al culto dovuta alle soppressioni napoleoniche.

Al suo interno, nella navata di destra, si trova l'organo costruito da Baldassarre Malamini nel 1580 e con aggiunte ottocentesche di Verati.

Nella chiesa è sepolto il pittore bolognese Paolo Alboni[1][2].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

All'esterno della Chiesa è presente una piccola lapide, che recita uno scioglingua in latino

(LAT)

« SI PROCUL A PROCULO PROCULI CAMPANA FUISSET NUNC PROCUL A PROCULO PROCUL IPSE FORET A.D. 1393 »

(ITA)

« SE PROCOLO FOSSE STATO LONTANO DALLA CAMPANA DI S. PROCULO, ORA PROCOLO SAREBBE LONTANO DALLO STESSO S. PROCOLO ANNO DOMINE 1393 »

(Sconosciuto, Iscrizione su muro')

L'iscrizione è sicuramente un gioco di parole, che i più fanno risalire al racconto di uno studente, di nome Procolo, morto per il troppo studio e sepolto dentro al cimitero del Monastero di San Procolo[3][4]. Particolarità di questa interpretazione è il tono ironico verso il troppo studio, imposto già alla fine del 300 agli allievi della Università di Bologna

Una interpretazione alternativa, citerebbe Procolo, centurione romano, decapitato sulle colline vicino alla città di Bologna, il cui capo sarebbe rotolato verso il basso, fino alla posizione della lapide.

Iscrizione sulla facciata della Chiesa di San Procolo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Crespi, Vite de' Pittori Bolognesi, non descritte nella "Felsina Pittrice", Bologna, Marco Pagliarini, 1769, pp. 274-275.
  2. ^ Ugo Galetti e Ettore Camesasca, Enciclopedia della pittura italiana, vol. 1, Garzanti, 1950, pp. 27-28.
  3. ^ http://www.miabologna.it/CD%20CURIOSITA/MONOGRAFIE/10%20PROCOLO.htm
  4. ^ https://anobiibologna2013.wordpress.com/2013/05/15/un-antico-scioglilingua-la-campana-di-procolo/