Abbazia di San Germano

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Abbazia di San Germano
Abbaye Saint-Germain
Auxerre - Abbaye Saint-Germain - 2.jpg
Veduta dal fiume Yonne.
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Bourgogne Franche Comté.svgBorgogna-Franca Contea
LocalitàBlason de la ville de Auxerre (Yonne).svg Auxerre
ReligioneCattolica
TitolareGermano d'Auxerre
Arcidiocesi Sens
Stile architettonicoCarolingio, romanico e Gotico
Inizio costruzione841 su edifici precedenti
Completamento1398
Sito webSito dell'abbazia

Coordinate: 47°48′02″N 3°34′22″E / 47.800556°N 3.572778°E47.800556; 3.572778

Logo monument historique - rouge ombré, encadré.svg

L'abbazia di San Germano, in francese Abbaye Saint-Germain, sorge nella parte nord della città di Auxerre, in Francia.

Fa parte di un'antica abbazia benedettina fondata nel V secolo e oggi destinata a Musée d'Art et d'Histoire, dedicato alla Preistoria, al Neolitico e all'archeologia Gallo-romana[1].

Dal 21 giugno 1971 l'abbazia è stata dichiarata Monumento storico di Francia e iscritta nella Base Mérimée del Ministero della Cultura francese[2].

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Veduta dell'abbazia nel XVII da una stampa del Monasticon Gallicanum.
Portale romanico della Sala Capitolare.
La Sala Capitolare romanica.
Veduta della chiesa e del chiostro.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Una prima cappella sorse in questo sito nel V secolo per volere di san Germano d'Auxerre, che donò alcuni terreni di proprietà della sua famiglia che si trovavano allora a nord della città gallo-romana, fuori dalle mura. Venne eretta per accogliervi alcune reliquie di san Maurizio martire e della Legione Tebea. Germano stesso vi venne sepolto il 1º ottobre 448[3]; da quel momento la cappella venne chiamata Chiesa di San Germano[4].

La basilica merovingia[modifica | modifica wikitesto]

Verso l'inizio del VI secolo la Regina Clotilde, seconda moglie di Clodoveo I e principessa borgognona cristiana, volle onorare il culto del vescovo san Germano erigendo un nuovo mausoleo-basilica al posto della modesta cappella originaria. La nuova chiesa, di stile merovingio, con pianta basilicale a tre navate, misurava circa 50 metri di lunghezza[5]. Questo edificio attira sempre più la volontà dei cristiani di farsi seppellire vicino al Santo. Soprattutto con la conversione al cattolicesimo dei Franchi, che pian piano stavano conquistandosi tutta la Gallia. Già dal 725 è attestata la presenza di una comunità di monaci benedettini, che inglobarono la chiesa nella loro abbazia[6].

Il re Carlo il Calvo, particolarmente devoto al Santo, accorda delle Lettere patenti all'abbazia per garantire il suo patrimonio fondiario, e veglia per preservare i suoi privilegi[7].

La basilica carolingia[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla sua prodigiosa guarigione, nell'840, il conte Corrado I di Borgogna, del ramo borgognone dei Welfen (quelli che diedero poi il nome al partito guelfo) dispose di edificare una nuova basilica, come ex voto.

I lavori iniziarono nell'841 e terminarono verso l'865; l'edificio aveva pianta basitale divisa in tre navate e misurava 100 metri di lunghezza. Resta di quel periodo la cripta, a più livelli per seguire la conformazione del terreno, terminata nell'857 con la traslazione delle spoglie di san Germano.

La Scuola di San Germano d'Auxerre diventa una delle più rinomate del Regno dei Franchi Occidentali e della cristianità, tanto che nell'815 l'abbazia accoglie ben 600 monaci e quasi 5000 studenti[8]. Fra i più illustri maestri compaiono: Aimone di Auxerre, Erico di Auxerre e Remigio di Auxerre.

Decadenza e rinnovazione[modifica | modifica wikitesto]

Verso il X secolo l'abbazia decadde, e per lungo tempo restò governata da prevosti senza avere un proprio abate[9].

Erberto, vescovo di Auxerre dal 971 al 996, e fratellastro di Ugo Capeto e del duca Enrico I di Borgogna, incita Enrico I a riportare l'ordine nell'abbazia. Cosi san Maiolo, abate di Cluny, fu incaricato di restaurare la disciplina dell'ordine religioso[10]. Cosi Maiolo nomina abate Heldric e dal 994 l'abbazia riceve il diritto reale di nominare i propri abati. Inoltre il vescovo e Enrico I faranno numerosi doni all'abbazia, fra cui 11 chiese della sua diocesi[11].

Da allora ristrutturazioni e ampliamenti si susseguono. Nella metà del XII secolo il complesso viene profondamente trasformato. La chiesa, con la creazione di un grande piedicroce e nartece romanici, poi dotati di due torri gemelle sulla facciata, di cui oggi ne rimane quella destra. Il monastero con la ricostruzione del chiostro, della sacrestia e della sala capitolare, ancora conservati[12].

La chiesa attuale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1256 l'abbazia si associa con quella di San Martino a Autun, ottenendo la loro indipendenza da Cluny. Danneggiata nel corso degli anni da diversi incendi[13], nel 1277 l'abate Jean de Joceval decide la riedificazione dell'abbazia in stile gotico. In quest'epoca si costruisce la chiesa attuale, dalla pianta a croce latina divisa in tre navate, con transetto, coro a deambulatorio e profonda cappella absidale a tre navate su esili colonnine. Inoltre si mette mano alla cantina e al refettorio, rispettivamente nel XIII e nel XV secolo[14]. Il cantiere continuerà fino al 1398, quando i lavori furono interrotti, anche se non del tutto completati, a causa della Guerra dei cent'anni.

Tempi moderni[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1540 vi si installa un regime In commendam, che porterà a una prima decadenza dell'abbazia.

Nel 1567 il complesso viene vandalizzato, e in parte distrutto, dagli Ugonotti, che ne disperdono anche le reliquie. L'abbazia viene riorganizzata nel 1629 dalla Congregazione di San Mauro, alla quale viene assegnata, che nel corso di due secoli, procedettero a diverse ricostruzioni degli edifici abbaziali e del chiostro.

Nel 1792, con la Rivoluzione francese, la congregazione viene soppressa e i benedettini cacciati l'anno dopo. L'abbazia, danneggiata e in parte distrutta, diventa bene nazionale e destinata a un collegio militare.

Nel 1810, una parte gli antichi edifici abbaziali accolgono un ospedale, mentre un'altra parte viene distrutta. La torre sinistra della facciata viene demolita nel 1812 insieme al nartece e alle prime tre campate del piedicroce.

Nel 1817, sotto il regno di Luigi XVIII, viene costruita la facciata attuale, in un modesto stile neogotico e nel 1840, viene dichiarata monumento storico.

I primi importanti restauri sono effettuati nel 1924; ma nel 1968 il Comune di Auxerre acquista il complesso e intraprende dei grandi lavori di restaurazione fra il 1969 e il 1972 per adibirlo a Museo.

La cripta[modifica | modifica wikitesto]

Lapidazione di Santo Stefano, affresco nella cripta

La cripta è particolarmente importante sia per l'originaria architettura carolingia, tra le meglio conservate di Francia, sia per il ciclo di affreschi risalente al IX secolo[15], i più antichi del Paese, riscoperti nel 1927. Da queste pitture si è potuto studiare l'aspetto delle arti figurative di quel tempo, poiché altrove sono quasi completamente distrutte (restano pochi esempi coevi a Malles, a Müstair, a Naturno ed a Castelseprio).

Le pareti sono trattate con decorazioni di finti elementi architettonici (volte a crociera, fregi e altro), all'interno dei quali sono disegnate alcune lunette istoriate con scene di santi. Una scena riporta la Lapidazione di Santo Stefano ed è interessante come il pittore sia attento alla dinamica delle figure, ritraendo con verosimiglianza i gesti e le espressioni facciali, ma lasci lo sfondo vagamente indeterminato, con una chiesa dalla quale esce il santo, incongruente per dimensioni (la porta arriva appena alla vita dei personaggi) e per prospettiva (un po' frontale, un po' "a volo d'uccello").

Abati[modifica | modifica wikitesto]

  •  ?-622 : Pallade d'Auxerre ;
  •  ?-853 Corrado I di Borgogna, abate laico ;
  • 853 - 862 : Ugo l'abate;
  • 862-865 : Lotario (m. 865) figlio di Carlo il Calvo (dinastia carolingia)
  • 853 - 886 : Ugo l'abate (morto il 12 maggio 886) ;
  • 894-921 : Riccardo di Borgogna;
  • 989-994 : Heldric[16];
  • Oddone di Auxerre, dal 1032 al 1052
  • 1104-1116 : Hugues de Montaigu, diventa vescovo d'Auxerre ;
  • 1148-1174 Arduin[17]
  •  ?-? : Humbaud  ;
  •  ?-1193 : Radulfe ;
  • 1193-? Raoul  ;
  • prima metà del 1200 : Renaud de Jocenal ;
  • seconda metà del 1200 : Jean de Joceval (costruttore della chiesa gotica);
  • 1285-1309 : Guy de Munois ;
  • 1309-1334 : Gaucher Dignon de Chéu ;
  • 1334-1353 : Stefano I de Chitry ;
  • 1353-1362 : Guillaume de Grimoard, poi Papa Urbano V
  • 1362-1381 : Stefano II de Chitry ;
  • 1381-1408 : Hugues V de Ballore ;
  • 1409-1422 : Jean II de Nanton ;
  • 1422/23-1453 : Hervé de Lugny ;
  • 1453-1495 : Hugues VI de Tyard, o Thiard

Abati commendatari

  • 1540-1568 : Luigi di Guisa;
  • 1568-1591 : François de Beaucaire de Péguillon ;
  • 1591-1607 : Pierre de Lyon ;
  • 1607-1646 : Octave de Saint-Lary de Bellegarde ;
  • 1646-1660 : Armando di Borbone-Conti;
  • 1660-1661 : Giulio Mazzarino;
  • 1661-1720 : Charles-François de Loménie de Brienne ;
  • 1720-1721 : Henri de Charpin des Halles ;
  • 1721-1735 : Jean-Michel de Charpin des Halles ;
  • 1735-1738 : Jean Jacques Bouhier;
  • 1738-1758 : François de Crussol d'Uzès ;
  • 1758-1761 : François-Bénigne du Trousset d'Héricourt ;
  • 1761-1791 : Jean-Baptiste du Plessis d'Argentré.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Otto Demus, Romanische Wandmalerei. Aufnahmen von Max Hirmer, München, 1968
  • (FR) Jean Leboeuf: Mémoires concernant l'histoire civile et ecclésiastique d'Auxerre et de son ancien diocèse, vol. I, Auxerre, Ed.Perriquet, 1743
  • (FR) Jean Leboeuf: Mémoire concernant l’histoire ecclésiastique et civile d’Auxerre, vol. 1, 1848, 544 p.
  • (FR) Vaast-Barthélemy Henry: Mémoires historiques sur la ville de Seignelay, département de l'Yonne, depuis sa fondation au viiie siècle, jusqu'en 1830, vol. 1 et 2, Ed. Comynet, Avallon, 1833, 369 e 370 pag.
  • (FR) Christian Sapin: Archéologie et architecture d'un site monastique. 10 ans de recherche à l'abbaye Saint-Germain d'Auxerre, Centre d'études médiévales d'Auxerre e Edizioni du Comité des travaux historiques et scientifiques, Auxerre e Paris, 2000, 493 p., (ISBN 978-2-7355-0421-3).
  • (FR) Noëlle Deflou-Leca: Saint-Germain d'Auxerre et ses dépendances (ve – xiiie siècle), Ed. PSE, 2010, 773 p., (ISBN 978-2-86272-455-3).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Francia", Guida TCI, 1997, pag. 103
  2. ^ (FR) Sito ufficiale del Ministero della Cultura francese
  3. ^ (FR) Sito dell'abbazia
  4. ^ (FR) Jean Leboeuf: Mémoires concernant l'histoire civile et ecclésiastique d'Auxerre et de son ancien diocèse, vol. I, Auxerre, Ed.Perriquet, 1743
  5. ^ (FR) Sito dell'abbazia
  6. ^ (FR) Sito Bourgogneromane.com
  7. ^ (FR) Sito dell'abbazia
  8. ^ (FR) Vaast-Barthélemy Henry: Mémoires historiques sur la ville de Seignelay, département de l'Yonne, depuis sa fondation au viiie siècle, jusqu'en 1830, vol. 1 et 2, Ed. Comynet, Avallon, 1833, 369 e 370 pag.
  9. ^ (FR) Jean Leboeuf: Mémoires concernant l'histoire civile et ecclésiastique d'Auxerre et de son ancien diocèse, vol. I, Auxerre, Ed.Perriquet, 1743
  10. ^ (FR) Jean Leboeuf: Mémoire concernant l’histoire ecclésiastique et civile d’Auxerre, vol. 1, 1848, 544 p.
  11. ^ (FR) Jean Leboeuf: Mémoire concernant l’histoire ecclésiastique et civile d’Auxerre, vol. 1, 1848, 544 p.
  12. ^ "Francia", Guida TCI, 1997, pag. 103
  13. ^ (FR) Sito dell'abbazia
  14. ^ "Francia", Guida TCI, 1997, pag. 103
  15. ^ "Francia", Guida TCI, 1997, pag. 103
  16. ^ (FR) Sito Bourgogneromane.com
  17. ^ (FR) Sito Bourgogneromane.com

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