Cerimoniale

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Il cerimoniale è quell'insieme di regole e consuetudini da applicare durante le cerimonie, sia pubbliche che private. Viene disciplinato da un Protocollo.

Il cerimoniale è un linguaggio, costituito di un complesso patrimonio di segni, di simboli, di gesti, di espressioni, di rituali, di formule, mediante i quali si attua e si ripete la manifestazione del soggetto pubblico[1]. Il protocollo è, invece, ciò che rende comprensibile, accettato e applicabile questo linguaggio; è il sistema delle regole, dei principi, dei criteri, delle significazioni.

Il cerimoniale che attiene alla sola sfera di relazioni e d'azione delle istituzioni di uno Stato viene definito Cerimoniale di Stato. Estrinseca la propria attività nella manifestazione formale della vita dello Stato e si riferisce alla esplicazione della sovranità di esso e delle sue potestà. Ha natura "giuridica" e discende dall'ordinamento giuridico-costituzionale. Nell'epoca contemporanea, si distingue solitamente il cerimoniale in cerimoniale di Stato, in cerimoniale diplomatico ed in cerimoniale ecclesiastico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il cerimoniale di Stato, prese forme precise sotto Carlo Magno, durante il cui impero però risentiva della preponderanza ecclesiastica nella Corte palatina[2] giunse nelle sue forme più complesse ed articolate col fiorire delle monarchie assolute, ma risentì anche del processo di formazione degli Stati nazionali: in particolare, per il Sacro Romano Impero il principio cuius regio eius religio - imposto dalla pace di Augusta- introdusse un attentissimo bilanciamento delle forme con cui le pubbliche autorità si manifestavano, per evitare il sospetto di propensioni per l'una o l'altra delle parti coinvolte nelle recentissime e sanguinose guerre di religione. Da ciò scaturì una progressiva depurazione di elementi religiosi, con un alto tasso di laicità sconosciuto ai cerimoniali degli Stati nazionali estranei alla tradizione mitteleuropea. Nel XIX secolo il cerimoniale di Stato si limitò a forme assai più semplici, specie negli stati a regime repubblicano ove è generalmente limitato alla disciplina dell'ordine delle precedenze nelle pubbliche funzioni ed a quella per lo scambio di visite tra autorità, all'atto di assumere e lasciare la carica.

Il cerimoniale ecclesiastico si occupa invece delle cerimonie liturgiche, e non, della Curia romana, cioè quelle della cappella e dei palazzi papali, le funzioni celebrate dai Cardinali ed il cosiddetto cerimoniale di corte, ovvero la precedenza tra i Cardinali e tra i diplomatici accreditati presso la Santa Sede. Tale singolare ma importante campo era di competenza della Congregazione cerimoniale, una delle Sacre Congregazioni, costituita da Sisto V, unita a quella dei Riti (Congregatio pro sacris ritibus et caerimoniis) con la Costituzione Immensa Aeterni Dei del 1588.

Le regole e le direttive che disciplinano il comportamento dei Vescovi e le funzioni pontificali, l'Uffizio sacro ed alcune feste delle chiese metropolitane, cattedrali, collegiate e monastiche sono invece contenute nel libro liturgico detto Cerimoniale dei Vescovi.

Il Cerimoniale Diplomatico è il complesso delle regole che regolano le formalità relative allo svolgimento della funzione diplomatica ed attinenti ain generale ai rapporti formali tra organi di vari stati. Esso trova le sue fonti più recenti e più note nel trattato di Vestfalia del 1648, in quello di Vienna del 1815 e, da ultimo, sulle relazioni diplomatiche del 1961. Pur ispirandosi ad una certa uniformità nei criteri generali, ogni Stato determina liberamente le proprie regole di cerimoniale anche nello svolgimento delle relazioni internazionali. Infatti in ogni Ministero degli Esteri esiste generalmente un ufficio cerimoniale o del protocollo che tratta i relativi affari.

Nella Repubblica Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cerimoniale di Stato e Cerimoniale diplomatico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ James J. Fox, Hierarchy and Precedence, Department of anthropology, Research School of Pacific Studies, Australian National University , 1990.
  2. ^ Soltanto con Filippo il Bello il regno di Francia ebbe il primo Guardasigilli laico: cfr. M. Bloch, La società feudale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]