Castello di Masino

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Castello di Masino
Masino.JPG
Castello di Masino
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
CittàCaravino (TO)
Coordinate45°23′31″N 7°57′33″E / 45.391944°N 7.959167°E45.391944; 7.959167Coordinate: 45°23′31″N 7°57′33″E / 45.391944°N 7.959167°E45.391944; 7.959167
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Masino
Informazioni generali
TipoCastello
Proprietario attualeFondo Ambiente Italiano
Visitabilesi
http://www.fondoambiente.it/beni/Index.aspx?q=il-castello-di-masino
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Castello Masino 02.JPG

Il castello di Masino, a Caravino, per dieci secoli fu la residenza principale dei conti Valperga di Masino. Fino al Rinascimento venne difeso da alte mura e imponenti torri di guardia, poi abbattute per far posto a monumentali e splendidi giardini di fattezze romantiche e tipiche dell'Italia aristocratica. L'intero edificio è letteralmente ricoperto da affreschi, mobili di raffinatissima fattura e sede d'un museo di carrozze settecentesche davvero straordinario. Attualmente il castello è gestito dal Fondo Ambiente Italiano ed è inserito nel circuito dei castelli del Canavese.


Il castello fu costruito nell'XI secolo per volere della famiglia Valperga, casato che si dichiarava discendente dal re Arduino d'Ivrea. A causa della sua posizione strategica la fortezza fu subito teatro di numerose battaglie tra le varie famiglie nobili dell'epoca (Savoia, gli Acaia, i Visconti e gli stessi conti di Masino) che si contendevano la zona del Canavese. Nel XVI secolo il Castello venne demolito e ricostruito completamente dai francesi, assumendo la funzione di dimora signorile. Nel XVIII secolo venne arricchita da decorazioni in gusto neoclassico. Alla morte dell'ultima abitatrice della residenza, nel 1988, Vittoria Leumann, moglie del conte Cesare Valperga[1], il figlio, Luigi Valperga di Masino, cedette al FAI il castello.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello di Masino si trova su una collina morenica al centro della piana di Ivrea, in Canavese, vicino alla Serra d'Ivrea ed è circondato da un immenso parco in cui è collocato un labirinto di siepi. Nelle scuderie settecentesche è stato allestito il Museo delle Carrozze, mentre all'interno sono state riportati alla bellezza di un tempo le sale monumentali riccamente arredate, tra cui spicca lo splendido Salone da ballo.

Il parco e il labirinto[modifica | modifica wikitesto]

Castello Masino 03.JPG

Il giardino del castello, gigantesco e lussureggiante, è tipico dell'arte inglese e risalente al milleottocento, circonda per intero la rocca, e si estende per diversi ettari di terreno, solcata da una strada che percorre per intero i suoi boschetti e che arriva fino alla vicina località di Strambino. Collocato nel parco si trova il secondo labirinto botanico più grande d'Italia[2], un percorso intricato tra siepi ricostruito grazie al disegno settecentesco ritrovato negli archivi.

L'appartamento di Madama Reale[modifica | modifica wikitesto]

L'appartamento, così chiamato per la lunga permanenza di Giovanna Battista di Savoia Nemours, fu fatto costruire attorno al 1670 dal Conte Carlo Francesco I di Masino appunto per la reggente di casa Savoia, seguendo il modello del Castello Ducale di Agliè e di Castello Reale di Racconigi. La stanza da letto è ricco di preziose quanto fragili sete e di un raffinatissimo letto a baldacchino.

Accesso secondario[modifica | modifica wikitesto]

L'accesso al castello era possibile anche dal lato opposto all'ingresso principale, attraverso un viale secondario sterrato, il cui accesso è situato sul lato nord della collina in località Gravellino, nei pressi del naviglio di Ivrea. L'accesso al viale, protetto da un possente cancello in ferro, è stato presieduto fino agli anni 70 da nuclei famigliari affittuari, aventi funzione di guardiani, ospiti della casa attigua denominata "Casa Svizzera", un edificio con tetto in pietra a due piani più solaio, oggi sotto tutela delle belle arti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il padre del conte Luigi Valperga di Masino che vi soggiornava, conobbe molto bene per aver vissuto l'adolescenza nel castello di Masino, per tutta la vita privilegiò il titolo di marchese di Caluso con l'appellativo: marchese Cesare Valperga di Masino o, più propriamente: Cesare Valperga di Masino marchese di Caluso. Al tempo mi fu spiegato che, nella casata Valperga, il titolo di marchese era privilegio dei primogeniti nati da madre nobile, mentre agli altri competeva il titolo di conte. L'ultimo discendente diretto della casata: Luigi Valperga, per non essere nato da madre nobile utilizzò, l'appellativo: conte Luigi Valperga di Masino, a mo' di ricordo di famiglia, pur essendo cessata, con l'avvento dell'ordinamento repubblicano, la significanza dei titoli nobiliari. All'ineguagliabile dedizione e competenza della marchesa Vittoria Valperga si deve la conservazione dei beni della casata e la sopravvivenza in essi, fino agli anni settanta, dei modelli d'uso loro congruenti: uno spiraglio di corte principesca sopravvissuto, per un po', nel ventesimo secolo.
  2. ^ Vicino a Torino, il secondo più grande labirinto d’Italia, su Mole24, 2 febbraio 2017. URL consultato il 20 luglio 2017.

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