Castello di Montalto Dora

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Castello di Montalto Dora
Montalto Dora Castello 1.JPG
Stato attualeItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
CittàMontalto Dora
Coordinate45°29′52″N 7°52′15″E / 45.497778°N 7.870833°E45.497778; 7.870833Coordinate: 45°29′52″N 7°52′15″E / 45.497778°N 7.870833°E45.497778; 7.870833
Informazioni generali
TipoCastello medievale
CostruzioneXII secolo-Restaurato nel 1890 da Alfredo d'Andrade
Condizione attualebuono
Visitabileparzialmente
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Il castello di Montalto Dora, che si erge a 405 metri di quota sul monte Crovero e si rispecchia nel lago Pistono, nell'Anfiteatro morenico di Ivrea, risale alla metà del XII secolo.

Esso ha subito nei secoli molteplici distruzioni, riedificazioni e ristrutturazioni, sino ad assumere, nel 1890, con il restauro progettato da Alfredo D'Andrade, l'aspetto che, grosso modo, ha conservato sino ad oggi. Di proprietà privata, il castello è parte integrante del borgo di epoca romana su cui sorge ed ha pianta quadrata irregolare con una doppia cinta. Un'alta torre domina la parte interna intorno al mastio, l'annessa cappella, gli ambienti in parte visitabili e il camminamento di guardia.

Nell'antichità funzionava da fortezza a guardia della strada che da Ivrea conduce in Valle d'Aosta, lungo la via Francigena[1].

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Montalto Dora risale alla prima metà del XII secolo (se ne fa cenno in un documento del 1140 circa che lo menziona come castrum monsalti) con una torre ed una cinta muraria che avevano funzione di rocca difensiva[1][2]. Nel corso del XIV e XV secolo il castello venne sottoposto ad ampliamenti e rimaneggiamenti volte a irrobustire le sue capacità difensiva che hanno condotto all'imponente struttura che ha poi mantenuto nel tempo.

Molteplici furono le casate che tennero in possesso il maniero. Affidato in giurisdizione al vescovado di Ivrea che concesse in feudo l`intera valle di Montalto ai signori di Settimo Vittone nel XII secolo,di seguito il castello passò nel XIV secolo a far parte dei possedimenti dei Savoia che nel 1403 lo infeudarono alla casa dei de Jordano di Bard che ne continuarono i lavori di edificazione.

Il maniero subì, nel corso della sua storia molteplici attacchi, a volte devastanti. Tra essi va ricordato quello avvenuto durante l'assedio di Ivrea del 1641 da parte delle truppe francesi del marchese d'Harcourt, in guerra contro il ducato di Savoia: in quella occasione infatti l'interno dell'edificio venne smantellato, mentre rimasero in larga parte intatte le strutture esterne.

All'inizio del XVIII secolo il castello passò in proprietà alla famiglia Vallesa che lo tennero sino al principio dell'Ottocento, quando la casata si estinse. Divenne poi patrimonio del conte Severino dei baroni di Casana che iniziò a restaurarlo ed a valorizzarlo. Per i lavori di restauro e recupero dell'intero complesso architettonico vennero interessati gli architetti Carlo Nigra e Alfredo D'Andrade, ideatori del borgo medievale di Torino

Nella stirpe dei Gamacchio sono sempre stati giardinieri di corte, i più conosciuti sono Guglielmo Alfredo Gamacchio, Silvio Gamacchio e Gregorio Gamacchio. Ma essi sono tutti ormai morti e sepolti a Nova Milanese.[contestualizzare i Gamacchio rispetto alla voce sul castello, grazie][senza fonte]

La struttura[modifica | modifica wikitesto]

Piantina del Castello di Montalto Dora (Carlo Nigra)
Sezione verticale del castello (Carlo Nigra)

Posto in posizione strategica sul monte Crovero, il maniero si presenta in forma di quadrilatero irregolare (che si sviluppa lungo un perimetro di circa 175 metri), con torri angolari rotonde e con alte mura merlate lungo le quali si sviluppa il camminamento di guardia, con una lunghezza di circa 160 metri. La massiccia torre quadrata (il mastio), posta all'interno delle mura, rappresentava il caposaldo difensivo: da essa era possibile esercitare il controllo della piana lacustre di Ivrea e della strada che conduce in Valle d'Aosta.

Nel cortile del castello trovano posto una costruzione relativamente bassa, che presumibilmente costituiva il posto di guardia, e la cappella castrense con affreschi del XV secolo. Sulla facciata di quest'ultima, ad opera di Giacomino da Ivrea, è rappresentato un San Cristoforo, protettore dei pellegrini che percorrevano la via Francigena; altri affreschi (tra i quali una Santa Liberata sono conservati all'interno della cappella.

Gli ambienti della dimora nobiliare, risistemati ed arredati in stile d'epoca, comprendono, tra l'altro, la grande sala baronale ove il signore riceveva gli ospiti di riguardo.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il castello è stato scelto, nel 2006, come location per la nuova edizione del popolare sceneggiato televisivo RAI, "La freccia nera", tratto dal romanzo di Robert Louis Stevenson, con la regia di Anton Giulio Majano le cui riprese furono effettuate nel Castello Ducale di Aglié.
Il castello è stato utilizzato dal regista Dario Argento per le riprese del film Dracula 3D.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Federica Sesia (a cura di), Montalto Dora, Castello, Mondi medioevali, 2005. URL consultato il 30 dicembre 2014.
  2. ^ P. Pollino, Guida turistica della città di Ivrea, dintorni eporediesi, Valchiusella e Dora Baltea canavesana, Ivrea, Enrico ed., 1979

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Nigra, Torri e castelli e case forti del Piemonte dal 1000 al secolo XVI. La Valle d'Aosta, Quart (AO), Musumeci, 1974, pp. 48-51.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

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