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Caranx crysos

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Carango mediterraneo
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdinePerciformes
FamigliaCarangidae
GenereCaranx
SpecieC.crysos
Nomenclatura binomiale
Caranx crysos
Mitchill, 1815
Sinonimi

Caranx fusus

Nomi comuni

Carango dorato

Areale
Giovanili sotto l'ombrello di una medusa Cotylorhiza tuberculata
Banco di C. crysos

Il carango mediterraneo o carango dorato (Caranx crysos Mitchill, 1815) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Carangidae[2].

Distribuzione e habitat

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L'areale comprende l'Oceano Atlantico sia orientale (da Gibilterra all'Angola) che occidentale (dalla Nuova Scozia al Brasile compresi il golfo del Messico e il mar dei Caraibi) e il mar Mediterraneo[1]. Storicamente l'areale mediterraneo comprendeva solo le parti meridionali e orientali[3] ma tra gli anni 1990 del XX secolo e il nuovo millennio, a causa della meridionalizzazione, si è assistito a un'espansione dapprima nelle parti centrali del bacino[4] e quindi in quelle settentrionali compreso il mar Ligure[5]. Parallelamente è incrementata anche la presenza, seppur occasionale, nell'Atlantico europeo francese fino all'estremo sud dell'Inghilterra (Dorset e Cornovaglia), Paese nel quale si hanno circa 13 segnalazioni[1]. Si tratta di una delle poche specie ittiche mediterranee a essere penetrata nel Canale di Suez fino almeno al Lago Timsah effettuando il percorso inverso alla migrazione lessepsiana[3].

È un pesce pelagico costiero che non si allontana mai troppo dalle coste anche se occasionalmente può raggiungere una profondità di 100 metri[6]. È più comune sulle coste sabbiose. I giovanili si incontrano spesso all'ombra di oggetti galleggianti[7] come sargassi[6] o meduse e possono anche penetrare in foci e lagune salmastre[6].

Il corpo è ovale[8], allungato[6] e compresso lateralmente, ha più o meno lo stesso grado di convessità sul lato ventrale e su quello dorsale[7], il muso è arrotondato[6]. L'occhio ha una palpebra simile a quella del cefalo. La bocca è piuttosto grande[8], giunge alla verticale del centro dell'occhio[6], la mandibola è leggermente prominente[8]. Le scaglie sono piccole[6], il che conferisce al pesce un aspetto liscio[7]. La linea laterale ha una curva verso l'alto nella prozione anteriore per poi proseguire dritta dall'altezza dell'inizio della seconda pinna dorsale. Sulla parte posteriore della linea laterale le scaglie sono ingrossate (scudetti), sono da 39 a 45, con una carena rilevata longitudinale nella parte centrale, appuntita nella parte posteriore[3] e più grandi sul peduncolo caudale[7], che è sottile, breve e privo di pinnule[3]. Le pinne dorsali sono due, la prima è abbastanza breve, composta da 8 raggi spiniformi, la seconda è più lunga ed ha 1 raggio spinoso e 22-25 raggi molli, nella sua parte anteriore c'è un lobo rilevato abbastanza alto ma di altezza inferiore alla lunghezza della pinna. La pinna anale è simile alla seconda dorsale ma più breve, è composta da 2 raggi spiniformi e da 19-21 raggi molli, anch'essa ha un lobo rilevato anteriore. Le pinne pettorali sono lunghe e falcate, la lunghezza supera la lunghezza della testa[6]. La pinna caudale è ampia e biloba, con lobi appuntiti[8].

Il colore è grigio azzurro o verdastro sul dorso e argentato con riflessi madreperlacei su fianchi e ventre, talvolta con riflessi dorati. Nella parte superiore dell'opercolo c'è una macchia nera più estesa in altezza che in lunghezza. Le punte dei lobi della pinna caudale sono scure, questo colore può avere estensione variabile, talvolta anche su tutta la pinna[7]. I giovanili hanno 7 barre strasversali sui fianchi[6].

Misura al massimo 70 cm di lunghezza per 5,1 kg di peso, comunemente non supera i 40 cm[6]. Gli esemplari mediterranei sono più piccoli, non oltre 1,5 kg di peso[3].

Vive fino a 11 anni[6].

Comportamento

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Si tratta di un forte e veloce nuotatore che forma banchi[7].

Nel Mediterraneo orientale si riproduce in estate in acque costiere[3], in altri mari può riprodursi in altri periodi o anche tutto l'anno[1].

Alimentazione

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È un pesce predatore che si nutre soprattutto di altri pesci e di crostacei[9].

Tra le specie che predano C. crysos si ha la lampuga, il grande barracuda, il pesce vela atlantico, la sterna fuligginosa e la sterna stolida bruna[10].

Viene catturato con le reti da circuizione mentre i pescatori sportivi lo insidiano a traina o a spinning[8]. È considerato un ottimo pesce da tavola. Viene usato anche come esca[6].

Conservazione

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La specie sembra essere comune o abbondante in gran parte dell'areale, che è in espansione. Lo sforzo di pesca è moderatamente intenso ma solo in alcune aree e non sembra che le popolazioni soffrano di sovrapesca. La IUCN dunque classifica C. crysos come "a rischio minimo"[1].

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Collegamenti esterni

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