Canuto VI di Danimarca

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Canuto VI
Knud 4. Valdemarsen.jpg
Re di Danimarca
In carica 1182 - 1202
Predecessore Valdemaro I
Successore Valdemaro II
Nascita 1163
Morte Ringsted, 12 novembre 1202
Padre Valdemaro I
Madre Sofia di Minsk
Consorte Gertrude di Baviera
Canuto VI

Canuto IV, anche chiamato Canuto VI poiché i due re precedenti Harthacanute (Hardknud) vennero conteggiati sotto il nome Canuto nella vecchia Lista dei Governanti (1163Ringsted, 12 novembre 1202), fu re di Danimarca dal 1182 al 1202.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Canuto VI di Danimarca nacque nel 1163, figlio primogenito del re Valdemaro I e di Sofia di Minsk. Venne proclamato co-reggente di Danimarca nel 1070 e dodici anni dopo, alla morte del padre, ne divenne il solo sovrano. Poco dopo la salita al trono dovette fronteggiare una rivolta di contadini nella Scania che rifiutavano di pagare le decime al vescovo Absalom. Si tenne, a tal proposito, un'assemblea dove i contadini scelsero di farsi rappresentare da Harald Skreng, amico del re, ma questi non volle, apparentemente, sentire ragioni e decise di radunare un esercito. Prima che egli avesse finito i nobili di Halland e Scania agirono per loro conto soffocando la rivolta con una sanguinosa battaglia. Sul fronte della politica estera, a suo tempo Federico Barbarossa aveva chiesto a Valdemaro di riconoscere la sua autorità e nel 1184 fece la stessa richiesta a Canuto che avrebbe dovuto, dunque, nominarsi suo vassallo. Canuto, spinto dal vescovo Absalon non rinnovò la sua fedeltà all'Impero e nemmeno lo fece quando Federico lo minacciò apertamente, in quell'occasione fu Abaslon a rispondergli che Canuto era un re libero tanto quanto l'imperatore stesso e che dunque l'imperatore non poteva aspettarsi alleanze di quel genere[1]. Federico non accettò tale risposta e mandò un proprio vassallo, Bogusław I, duca di Pomerania (1130circa-18 marzo 1187). Questi vide una grossa opportunità e mise insieme una flotta di 500 navi, le prime avvisaglie di pericolo giunsero da Jaromar I, Principe di Rügen che salpò verso la Zelanda per avvertire. Poiché Canuto era nello Jutland fu Absalon a mettere insieme a propria volta una flotta per poi dirigersi a Rügen per attendere Bogusław. Poiché questi tardava ad arrivare Absalon gli andò incontro e avanzò fino a che l'esercito di Pomerania non si trovò con i danesi troppo vicini per poter reagire coerentemente, con poche perdite Bogusław venne battuto e Federico dovette attendere tempi migliori. L'anno seguente Canuto ordinò due spedizioni in Pomerania nel tentativo di convincere Bogusław a sottomettersi a lui e infine conquistò la regione. Fonti contemporanee lo descrivono come un uomo fortemente religioso e fervente e condusse personalmente una crociata in Estonia nel 1197[2]. La sua influenza personale è discussa. Molte volte è stato visto semplicemente come un leale sostenitore della politica di Absalon. Il fratello minore di Canuto, Valdemaro, duca dello Jutland meridionale era appena dodicenne quando il padre morì e venne nominato reggente Valdemaro di Danimarca, vescovo di Schleswig, questi tuttavia era un uomo ambizioso e iniziò a raccogliere supporto fra i nobili tedeschi perché lo appoggiassero contro il re. Travestendo i propri interessi verso quelli del giovane Valdermaro il vescovo tramò con Adolfo III di Schaumburg per rovesciare Canuto e solo quando fu eletto arcivescovo rese chiari i propri piani. Al tempo ormai Valdemaro era divenuto grande e chiese di poter incontrare il prelato, una volta insieme ne ordinò l'arresto nel 1192, passarono sette anni prima che Adolfo contrattaccasse e quando lo fece venne sconfitto alla battaglia di Stellau del 1201. Adolfo venne fatto prigioniero insieme all'arcivescovo e per comprare la propria libertà dovette cedere tutte le proprie terre a nord dell'Elba. Quando Canuto morì nel 1202 il suo regno era alla massima estensione poiché si spingeva fino all'Estonia e alla Svezia. Nel 1177 Canuto si sposò con Gertrude di Baviera (fra il 1152 e il 1155-1º giugno 1197), figlia di Enrico il Leone duca di Baviera e di Sassonia, i due non ebbero figli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Huitfeldt, Arild. Danmarks Riges Krønike 1595-1604
  2. ^ Huitfeldt, Arild. Danmarks Riges Krønike 1595-1604

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine dell'Elefante - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dell'Elefante

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re di Danimarca Successore
Valdemaro I 11821202 Valdemaro II
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