Bunga bunga

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L'espressione bunga bunga, tipica della cultura indigena dell'Indonesia, è attestata nel corso del XIX secolo, in particolare nella letteratura odeporica e nella manualistica botanica, prevalentemente come toponimo dell'Australia o come usanza aborigena della stessa nazione. Il termine è stato poi ripreso nel 1910, nell'ambito di un celebre scherzo, il Dreadnought hoax, durante il quale si è lasciata volutamente intendere un'origine africana, con l'attribuzione di un significato incerto. L'espressione è diventata nota in Italia e all'estero, a partire dal 2010, per indicare i festini a presunto sfondo erotico-sessuale che si svolsero nelle ville di Silvio Berlusconi, allora presidente del Consiglio dei ministri italiano. Infatti, alcuni partecipanti riferirono che parte delle serate era dedicato al bunga bunga, anche se non è chiaro a quale atto ci si riferisse.

Uso[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura anglosassone[modifica | modifica wikitesto]

I partecipanti della "bufala del Dreadnought" furono tra i primi a utilizzare il termine. La prima a sinistra è Virginia Woolf; l'ultimo a destra è Horace de Vere Cole

Come toponimo è attestato varie volte, nel corso dell'800, per indicare una località vicino a Moreton Bay, sulla costa orientale dell'Australia. In questi termini se ne parla diffusamente nel 1845 nei "Diari" di Edward John Eyre,[1] così come in alcune pubblicazioni di botanica del 1851-1852, in cui pure se ne evidenzia la valenza di festival indigeno.[2][3]

Bufala del Dreadnought[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dreadnought hoax.

Nel 1910, un gruppo di inglesi, fra cui Virginia Woolf, camuffati da principi abissini, ottennero il permesso di visitare la corazzata HMS Dreadnought, una delle più potenti navi da guerra dell'epoca. Ogni volta che il comandante mostrava loro una meraviglia della nave, gli ospiti mormoravano "bunga, bunga!". L'episodio passò alla storia come "bufala del Dreadnought" (Dreadnought hoax)[4][5] e il termine divenne un popolare tormentone di quel periodo.[6]

Umorismo antropologico[modifica | modifica wikitesto]

Durante il XX secolo, il termine compare nel mondo anglosassone all'interno di una storiella umoristica, in cui tre antropologi ed esploratori, perdutisi in un'area selvaggia, finiscono catturati da una popolazione indigena. Il capo villaggio chiede loro se preferiscono "la morte o il bunga bunga": il primo antropologo sceglie il "bunga bunga", scatenando reazioni di gioia tra la popolazione locale che, dopo averlo seviziato e umiliato, lo brucia vivo; il secondo esploratore, dubbioso, pensa che il capo abbia capito erroneamente "morte" e chiede anche lui il "bunga bunga", subendo lo stesso trattamento, sempre tra l'entusiasmo dei selvaggi. Il terzo esploratore, allora, chiede direttamente la morte, gettando nello sconforto i selvaggi: il capo quindi risponde "Hai chiesto morte e morte avrai, ma prima un po' di bunga bunga!".[7][8]

Cultura di massa italiana[modifica | modifica wikitesto]

In lingua italiana, la barzelletta inglese sugli indigeni viene ripresa da diversi comici fin dagli anni ottanta del Novecento, a volte con una leggera variazione del termine ("Bumba bumba" al posto di "Bunga bunga")[9] e quasi sempre con la sodomia come forma di tortura a cui vengono sottoposti gli esploratori. Nel 1994, il gruppo rock dialettale Charlie & The Cats include nell'album Orzinuovi la canzone Bumba bumba, ispirata a questa barzelletta.

Uso in Italia negli anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rubygate.
A partire dal 2010 il termine "bunga bunga" è stato associato a Silvio Berlusconi e allo scandalo riguardante il caso Ruby.

Il termine bunga bunga è tornato alla ribalta in Italia nel 2010, e poi rimbalzato su scala internazionale, a seguito della pubblicazione di intercettazioni telefoniche fra l'imprenditore Silvio Berlusconi (in quel momento Presidente del Consiglio dei ministri italiano) e alcune persone coinvolte nel cosiddetto scandalo Rubygate. In queste intercettazioni, viene riportato che lo stesso Berlusconi pronuncia il termine in una versione modificata della barzelletta (in cui gli esploratori vengono sostituiti da esponenti del centro-sinistra, mentre il "bunga bunga" diventa un rituale di violenza sessuale).[10] In quel momento, in Italia, il termine "diventa istantaneamente un'espressione comica".[11] Secondo una delle protagoniste della vicenda, Karima El Mahroug, detta Ruby Rubacuori, il Bunga Bunga è un rituale sessuale che Berlusconi avrebbe appreso dall'allora leader libico Mu'ammar Gheddafi.[12] Fuori dall'Italia, il bunga bunga del Rubygate viene descritto come una sorta di orgia subacquea in una piscina,[13] un rituale di ispirazione africana eseguito da molte donne nude per spettatori maschili[14] o altri intrattenimenti erotici. Una spiegazione alternativa sull'uso del termine da parte di Berlusconi è stata proposta dall'attrice Sabina Began, secondo cui si tratta di un nomignolo per identificarla.[15][16] A causa di queste rivelazioni tramite intercettazioni telefoniche, Silvio Berlusconi venne condannato a 7 anni di carcere in primo grado per i reati di concussione e sfruttamento della prostituzione minorile.[17] In appello, il 18 luglio 2014, Berlusconi viene prosciolto da tutte le accuse con formula piena perché il fatto non sussiste.[18]

Echi nella musica e nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nella cultura di massa, l'espressione incontra un certo successo, tanto che Elio e le Storie Tese ne fanno una canzone satirica, suonata per la prima volta dal vivo nella trasmissione Parla con me il 28 ottobre 2010, sulla base di Waka Waka (This Time for Africa) di Shakira.[19] Il gruppo heavy metal italiano Trick or Treat ha inciso la canzone Heavy Metal Bunga Bunga, ispirata al Rubygate. Nel 2011, i registi pornografici Andy Casanova e Marco Trevi hanno diretto Bunga Bunga Presidente, parodia porno delle vicende legate al Rubygate.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eyre, pp. 177-178.
  2. ^ Mossman, p. 228.
  3. ^ Hogg's Instructor, p. 411.
  4. ^ (EN) The Dreadnought hoax, Museum of Hoaxes. URL consultato l'11 marzo 2015.
  5. ^ Stanksy, p. 33.
  6. ^ Rosenbaum, p. 13.
  7. ^ Robbe-Grillet e Pickering, pp. 85-87.
  8. ^ Pickering, p. 92.
  9. ^ Alessandro Dall'Orto, "Io e Bisio ci divertivamo col Bunga Bunga già 25 anni fa" in Libero, 14 febbraio 2011. (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2011).
  10. ^ Angelo Agrippa, Ecco la bella Noemi, diciottenne che chiama Berlusconi "papi" in Corriere del Mezzogiorno, 28 aprile 2009. URL consultato l'11 marzo 2015.
  11. ^ (EN) Maria Laura Rodotà, Silvio Berlusconi's sex antics disgust me and other Italian women in The Observer, 7 novembre 2010. URL consultato l'11 marzo 2015.
  12. ^ Il bunga bunga di Gheddafi non è una barzelletta su Ultimaora.net, 13 settembre 2011. URL consultato l'11 marzo 2015.
  13. ^ (EN) Barbie Latza Nadeau, Will Berlusconi Get the Boot? in The Daily Beast, 7 novembre 2010. URL consultato l'11 marzo 2015.
  14. ^ (EN) Emma Alberici, Exile an option for besieged Berlusconi in ABC News, 9 novembre 2010. URL consultato l'11 marzo 2015.
  15. ^ (EN) Kathryn Westcott, At last - an explanation for 'bunga bunga' in BBC, 5 febbraio 2011. URL consultato l'11 marzo 2015.
  16. ^ In un'intervista rilasciata a Sky Tg 24 la Began afferma che dietro la parola non si nasconde nessuna definizione erotica, ma è solo un modo per identificarla.
  17. ^ Sentenza Ruby, Berlusconi condannato a 7 anni. Interdizione perpetua, Il Fatto Quotidiano, 24 giugno 2013. URL consultato l'11 marzo 2015.
  18. ^ Giovanna Trinchella, Berlusconi assolto nel processo d’appello Ruby. Non ci fu concussione, Il Fatto Quotidiano, 18 luglio 2014. URL consultato l'11 marzo 2015.
  19. ^ Il successo del bunga bunga, dal web a Elio e le Storie Tese, Tg24 - Sky.it, 29 ottobre 2010. URL consultato l'11 marzo 2015.
  20. ^ Al cinema sbarca il film porno sul Presidente in l'Unità, 18 gennaio 2011. URL consultato l'11 marzo 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]