Breda Ba.201

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Breda Ba.201
Breda Ba.201 dive bomber prototype 1941 (MM451).jpg
Il Breda Ba.201 (MM451)
Descrizione
Tipobombardiere in picchiata
Equipaggio1
ProgettistaVittorio Calderini
Mario Pittoni
CostruttoreItalia Breda
Data primo volo3 luglio 1941
Data entrata in serviziomai
Utilizzatore principaleItalia Regia Aeronautica
Esemplari2
Dimensioni e pesi
Lunghezza11,13 m
Apertura alare13,00 m
Altezza3,10 m
Superficie alare24,84
Peso a vuoto2 380 kg
Peso max al decollo3 900 kg
Propulsione
Motoreun Daimler-Benz DB 601
Potenza1 175 CV (864 kW)
Prestazioni
Velocità max460 km/h a 4 000 m
Velocità di crociera405 km/h
Autonomia1 200 km
Tangenza8 000 m
Armamento
Mitragliatrici2 Breda-SAFAT calibro 12,7 mm
Bombe1 da 500 kg

i dati sono estratti da Уголок неба[1]

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Il Breda Ba.201 era un bombardiere in picchiata monomotore, monoplano ad ala bassa, sviluppato dalla divisione aeronautica dell'azienda italiana Società Italiana Ernesto Breda nei primi anni quaranta e rimasto allo stadio di prototipo.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Visto di profilo

Il 28 settembre 1939 il Ministero dell'Aeronautica emise una specifica per la fornitura di un nuovo velivolo da assalto, un bombardiere a tuffo ovvero la designazione italiana di bombardiere in picchiata, per equipaggiare i reparti della Regia Aeronautica. Tra le caratteristiche richieste la configurazione monomotore monoplano e monoposto.[2]

La Breda, che aveva avuto modo di studiare il progetto del pari ruolo Ju 87 Stuka prodotto dall'azienda tedesca Junkers GmbH, affidò alla coppia formata da Vittorio Calderini e Mario Pittoni il compito di realizzare un progetto con cui partecipare al bando.[2]

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Vista posteriore

Il Ba.201 era un velivolo dall'aspetto convenzionale ma di impostazione moderna grazie alla costruzione interamente metallica. Era caratterizzato da una fusoliera sottile, a sezione ellittica, realizzata in tubi d'acciaio ricoperta da pannelli in duralluminio, dotata di cabina di pilotaggio monoposto chiusa e collocata in posizione avanzata. Posteriormente terminava in una coda dall'impennaggio classico, con la deriva di grandi dimensioni. L'ala, montata bassa ed a sbalzo, riprendeva la configurazione ad "ali di gabbiano rovesciate", o a "doppia V", dell'omologo tedesco Stuka e dotata di freni aerodinamici ma a differenza di questo integrava un carrello d'atterraggio completamente retrattile verso l'interno. Il carrello era completato da un ruotino d'appoggio posteriore parzialmente carenato. La propulsione era affidata ad un DB 601 prodotto su licenza negli stabilimenti Alfa Romeo e capace di 1 175 CV (864 kW) abbinato ad un'elica tripala di costruzione metallica, anch'essa di produzione Alfa Romeo. L'armamento era affidato a due mitragliatrici Breda-SAFAT calibro 12,7 mm e ad un carico bellico di 500 kg massimo, nel primo prototipo alloggiata in un vano di carico chiuso, nel secondo esternamente.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Ne vennero realizzati solo due esemplari, il primo fu portato in volo per la prima volta il 3 luglio 1941 e andò distrutto durante prove di collaudo, il secondo, che volò il 28 marzo 1942 rimase definitivamente a terra il 26 giugno 1943, pur avendo favorevolmente impressionato per le sue caratteristiche. A causa della decisione di assegnare i motori DB 601 alla produzione di caccia il progetto fu interrotto per la sopraggiunta indisponibilità di unità motrici. Alla fine del conflitto se ne persero definitivamente le tracce.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Italia Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Breda Ba.201 in Уголок неба.
  2. ^ a b Dorati, Breda Ba.201.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Daniele Lembo, I tuffatori della Regia Aeronautica (Aerei nella Storia n.8), Parma, Delta Editrice.

Velivoli comparabili[modifica | modifica wikitesto]

Germania Germania

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]