Breda A.3

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Breda A.3
Breda A.3-i.jpg
Breda A.3
Descrizione
Tipobombardiere notturno
Equipaggio4
CostruttoreItalia Breda
Data primo volo1924 [1]
Utilizzatore principaleItalia Regia Aeronautica (previsto)
Esemplari1
Altre variantiBreda A.8 [1]
Dimensioni e pesi
Lunghezza17,0 m [1]
Apertura alare23,0 m [1]
Superficie alare148,0
Carico alare38 kg/m²
Peso a vuoto3 850 kg
Peso carico5 650 kg
Capacità1 800 kg
Propulsione
Motore4 SPA 6A
Potenza220 CV (162 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max175 km/h
Autonomia6 h
Tangenza4 000 m
Armamento
Mitragliatrici3 calibro 7,7 mm
Bombefino a 800 kg
Coefficiente di sicurezza8,5
Notedati relativi al prototipo

i dati sono estratti da Annuario dell'Aeronautica Italiana – 1929[2] integrati dove indicato

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Il Breda A.3, citato anche come Breda A3[2], era un bombardiere notturno bimotore biplano sviluppato dalla divisione aeronautica dell'azienda italiana Società Italiana Ernesto Breda negli anni venti e rimasto allo stadio di prototipo.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere entrata nel mercato dell'aviazione civile, nella prima parte degli anni venti la Breda decise di sviluppare il suo primo velivolo destinato al mercato bellico, il bombardiere notturno A.3.[1]

Il nuovo modello era caratterizzato dall'adozione di una configurazione alare biplano-sesquiplana, impennaggio di coda biplano ed unità motrici in configurazione traente-spingente collocate su gondole interalari.[1]

Venne portato in volo per la prima volta nel 1924, equipaggiato da quattro motori SPA 6A da 220 CV (162 kW) ciascuno, evidenziando però, durante le prove di volo, prestazioni modeste. Per cercare di migliorare le caratteristiche generali venne quindi deciso di sostituire gli originali propulsori con una coppia di motori Lorraine-Dietrich 12 Db da 400 CV (294 kW) ciascuno, non riuscendo comunque ad ottenere miglioramenti sostanziali e determinando così l'arresto dello sviluppo.[1]

L'esperienza acquisita verrà successivamente sfruttata nella realizzazione del nuovo modello Breda A.8, anch'esso però non avviato alla produzione in serie.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jotti da Badia Polesine, Annuario dell'Aeronautica Italiana 1929-1930, Milano, Ed. Libreria Aeronautica, 1930, ISBN non esistente.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Italia Italia

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]