Bob Johnston

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Bob Johnston (a sinistra) con Howard Bilerman (a destra), presso l'Hotel2Tango Studio di Montreal, Canada

Donald William "Bob" Johnston (Hillsboro, 14 maggio 1932Nashville, 14 agosto 2015) è stato un produttore discografico statunitense.

Nel corso della sua carriera ha collaborato con Bob Dylan, Simon & Garfunkel, Marty Robbins, Johnny Cash, Burl Ives, Leonard Cohen, The Byrds, Michael Martin Murphey, Pete Seeger, New Riders of the Purple Sage, Willie Nelson, Jimmy Cliff, The Waterboys, Carl Perkins e altri.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Johnston nacque in una famiglia che già frequentava il mondo del music business. Sua nonna Mamie Jo Adams scriveva canzoni, e così anche la madre Diane Johnston. Diane compose brani musicali per Gene Autry negli anni cinquanta, ottenendo anche un successo di classifica nel 1976 quando gli Asleep at the Wheel incisero Miles and Miles of Texas, vecchio demo datato 1950, di sua composizione. Dopo un breve soggiorno in Marina, Bob tornò a Fort Worth, dove insieme alla madre iniziò a scrivere canzoni per l'artista rockabilly Mac Curtis, ed altri. Dal 1956 al 1961 Bob registrò alcuni 45 giri rockabilly con lo pseudonimo "Don Johnston".[1] Nel 1964 si specializzò nella produzione discografica facendo pratica alla Kapp Records di New York. In questo periodo si sposò con Joy Byers, anch'essa compositrice, con la quale iniziò a collaborare.[2]

Elvis e Joy Byers[modifica | modifica wikitesto]

In seguito, Bob Johnston affermò che le canzoni accreditate solo a sua moglie Joy Byers erano in verità delle coproduzioni a due, o soltanto scritte da lui stesso. Egli citò "vecchie ragioni contrattuali" come causa della situazione circa i crediti compositivi. I brani in questione includino What's A Matter Baby, successo del 1962 di Timi Yuro, più altre 16 canzoni (minimo) composte per le colonne sonore di film di Elvis Presley tra il 1964 e il 1968, incluse It Hurts Me, Let Yourself Go e Stop, Look and Listen. Due canzoni accreditate alla Byers, la citata Stop, Look and Listen e Yeah, She's Evil! furono incise da Bill Haley & His Comets (l'ultimo brano venne ribattezzato The Meanest Girl in Town quando fu inciso da Presley). Presley registrò The Meanest Girl in Town il 10 giugno 1964, mentre Bill Haley la incise una settimana dopo, il 16 giugno 1964.[3]

Columbia Records: Dylan, Cash, Cohen[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver lavorato per breve tempo come staff producer presso la Kapp Records, per poi trasferirsi alla Columbia Records di New York, dove egli divenne un produttore discografico rinomato. Mentre era il produttore di Patti Page, nel 1965 gli venne affidato l'incarico di produrre un disco di Bob Dylan, seguito da altri lavori di Simon & Garfunkel, The Pozo-Seco Singers, Johnny Cash, Flatt & Scruggs, e Leonard Cohen. Il suo stile di produzione spaziava da uno stile "documentaristico" adatto a catturare su nastro particolari momenti ispirati (come negli album di Dylan e nei dischi dal vivo di Cash) al fornire arrangiamenti elaborati che comprendessero archi, cori di sottofondo, e l'impiego di session men (vedasi gli album di Cohen).

Dopo un paio d'anni trascorsi a New York, Johnston divenne capo della sezione della Columbia con sede a Nashville, Tennessee, dove conobbe molti musicisti del luogo, come Charlie Daniels.[4] Produsse tre dischi di Cohen, andò in tournée con lui e compose anche le musiche per alcune liriche di Cohen, per il brano Come Spend the Morning, canzone incisa in seguito sia da Lee Hazlewood che da Engelbert Humperdinck.[5]

All'inizio della traccia To Be Alone with You presente nell'album Nashville Skyline, è possibile sentire Bob Dylan che chiede a Johnston: «Is it rolling, Bob?» ("sta registrando, Bob?").[6]

Produttore indipendente[modifica | modifica wikitesto]

Insoddisfatto dello stipendio della Columbia, in particolar modo dopo aver contribuito a molti album di successo senza ricevere nessuna royalties, Johnston decise di diventare un produttore indipendente, collaborando con svariati artisti ed anche con il gruppo Lindisfarne per l'album Fog on the Tyne, che raggiunse la vetta della classifica britannica nel 1972.

Nel 1972, in qualità di tastierista, andò in tour con Leonard Cohen, e produsse l'album dal vivo Live Songs.

Nel 1978 produsse l'album Give Thankx di Jimmy Cliff.

Negli anni ottanta, durante un periodo difficile dal punto di vista finanziario, venne messo sotto sorveglianza da parte dell'ufficio delle tasse, e si trasferì in Texas, smettendo momentaneamente di lavorare. Tornò a produrre nel 1992 lavorando con Willie Nelson sull'album The IRS Tapes: Who'll Buy My Memories? (anche Nelson aveva avuto guai con le tasse all'epoca).

Negli ultimi anni lavorò con Natalie Pinkis (USA), Eron Falbo (Brasile),[7] e la rock band indie Friday's Child (USA).[8]

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 agosto 2015 Johnston è deceduto in un ospizio di Nashville all'età di 83 anni.[9] La moglie Joyce (alias Joy Byers) è morta nel maggio 2017.

Discografia parziale come produttore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert Hilburn, Johnny Cash: The Life, Hachette Digital Inc., 2013, ISBN 978-0-316-24869-3.
  2. ^ Sylvie Simmons, I’m Your Man: The Life of Leonard Cohen, Random House LLC, 2012, ISBN 978-0-7710-8042-5.
  3. ^ Elvis Presley: The Originals.
  4. ^ Paul Kingsbury, The Encyclopedia of Country Music: The Ultimate Guide to the Music, Oxford University Press, 1998, pp. 297, ISBN 978-0-19-977055-7.
  5. ^ Engelbert Humperdinck – Come Spend the Morning, AllMusic. URL consultato il 6 gennaio 2014.
  6. ^ (EN) Paul Nelson, Nashville Skyline, in Rolling Stone, 31 maggio 1969. URL consultato il 6 gennaio 2014.
  7. ^ Breedlove Presents Bob Johnston at Festival, in Cascade Business News, 7 luglio 2011. URL consultato il 3 gennaio 2014.
  8. ^ [1] Archiviato il 31 marzo 2012 in Internet Archive.
  9. ^ Bob Johnston, producer for Bob Dylan, Johnny Cash & more, dies at 83, Billboard.com. URL consultato il 16 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nick Logan e Bob Woffinden, Enciclopedia del rock, Milano, Fratelli Fabbri Editore, 1977.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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