Black Mafia

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La Black Mafia fu un sindacato del crimine organizzato con base a Philadelphia, dedito inizialmente a piccole attività illegali, in seguito divenne particolarmente attivo nel settore del traffico della droga e delle estorsioni, rendendosi protagonista di diversi crimini tutt'oggi irrisolti e di più di 40 omicidi.

Tra i membri principali si ricordano: Samuel Christian, Ronald Harvey, Richard "Pork Chops" James, Donald "Donnie" Day, Robert "Bop Daddy" Fairbanks e Walter Hudgins.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel settembre 1968 da Samuel Christian, che in seguito alla conversione all'Islam diverrà Suleiman Bey, le operazioni della Black Mafia continuarono incessanti fino all'apice intorno al 1975.

Declino[modifica | modifica wikitesto]

Il potere iniziale della Black Mafia iniziò a frammentarsi intorno alla metà degli anni '70. Nel settembre 1974 in una operazione della polizia coordinata da agenti federali dell'antidroga in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia, furono arrestati 21 membri e affiliati del gruppo criminale e questo segnò inesorabilmente un periodo fatto di alti e bassi. L'organizzazione si vide distruggersi dall'interno e frammentarsi in più piccole cellule disomogenee tra loro che tentarono attraverso le nuove generazioni di proseguire i traffici illeciti.

Il colpo fatale all'organizzazione fu dato dalla collaborazione di Charles Robinson, un attivista della comunità afroamericana, che temendo la cattiva influenza che avrebbe potuto avere la Black Mafia nella crescita della sua famiglia e soprattutto la possibile scoperta della provenienza dei suoi fondi datigli dalla BM per la sua campagna politica da parte delle autorità. Robinson non era membro, né affiliato diretto alla organizzazione, ma essendo in parentela con James Fox, di cui era cognato, che ne era un membro a tutti gli effetti, riceveva alcuni favori. Tuttavia, nel tempo, Fox si rivelò fare atti intimidatori contro la famiglia di Robinson, particolarmente contro sua madre, e questa fu anche una delle circostanze decisive che portarono l'uomo a offrire il proprio contributo alla giustizia.

In 21 giorni di indagini fatte di pedinamenti e intercettazioni ambientali, fu provata l'evidenza delle affermazioni di Robinson e ciò aprì le porte al processo ai membri della Black Mafia per i crimini di: spaccio di cocaina ed eroina, stupro e omicidio. Nel 1975, quindi, l'organizzazione fu dichiarata sciolta e il regno del terrore nei sobborghi neri di Philadelphia arrestato.[1]

La rinascita nella Junior Black Mafia[modifica | modifica wikitesto]

Intorno agli anni '80, le giovani generazioni delle famiglie una volta strette nella Black Mafia si misero d'accordo per la creazione della Junior Black Mafia. Non si trattava più di una organizzazione criminale ma di una banda giovanile impegnata nella lotta ai malavitosi jamaicani che stavano prendendo il controllo del traffico di crack a Philadelphia.

In similiarità con la vecchia struttura, i giovani membri mostrarono ai rivali e alla giustizia una inaudita ferocia sia per le intimidazioni che negli omicidi. Il capo della JBM fu trovato in Aaron Jones, oggi nel braccio della morte in un penitenziario della Pennsylvania, e dal suo arresto il gruppo si frammentò anch'esso. Chi abbandonò la banda si dedicò ad altre attività, mentre altri preferirono mettersi sotto la tutela della famiglia di Filadelfia, una potente cosca mafiosa di Cosa nostra statunitense egemone in diversi settori nella metropoli.

Nel 2010, diverse fonti citarono la potenziale salita al potere di Russel Barnes come nuovo capo della banda, data la sua vicinanza al mondo della criminalità di Philadelphia e New York e per la capacità di rigenerazione e organizzazione dimostrata dal sindacato criminale nel corso del tempo.

Vittime[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito una lista degli omicidi comprovati della quale furono protagonisti membri della Black Mafia:

Nome Data Modalità
Richard James 1969 Morto di overdose in seguito all'ingerimento forzato di eroina per garantire il suo silenzio in caso di omicidio che sarebbe andato a processo.
Nathaniel Williams 1969 Ucciso dopo aver contratto affari e in seguito truffato la Black Mafia.
Shane Albert 1971 Inserviente ucciso in una rapina in un negozio Dubrow.
Wardell Green 1971 Ucciso da Russell Barnes per motivi sconosciuti.
Velma Green 1971 Uccisa davanti la propria porta una settimana prima del processo per l'uccisione del fratello Wardell, cui avrebbe testimoniato.
Richard Harris 1972 Ucciso in un bar tra la 17ª e Dauphin Street, nel North Philadelphia dopo aver truffato Richard Smith in un affare per il traffico di stupefacenti.
Richard Smith 1972 Ucciso in un parcheggio a 3700 Brown Street, in Philadelphia, come conseguenza dell'omicidio di Richard Harris e per aver truffato Tyrone Palmer nell'affare.
Tyrone Palmer 1972 Ucciso in un agguato dal capo Samuel Christian fuori dal Club Harlem di Atlantic City in relazione agli omicidi Harris e Smith.
Gilbert Satterwhite 1972 Guardia del corpo di Tyrone Palmer, uccisa nell'agguato.
James Boatright 1972 Ucciso per motivi sconosciuti a South Philadelphia.
Uccisione di 7 islamici Hanafi 1973 Uccisi da 7 affiliati della Black Mafia in seguito ad alcune controversie religiose e ideologiche con dei neri islamici.
Major Coxson 1973 Ucciso in casa propria a Cherry Hill (New Jersey) da Ronald Harvey e altri per un affare di droga.
Charles Cooper 1973 Ucciso insieme ad altre due donne in un appartamento di West Philadelphia da Russell Barnes, per un contratto stipulato tra neri islamici e Black Mafia.
Lita Luby 1973 Uccisa per rappresaglia in seguito alla morte del padre.
Hilton Stroud 1973 Ucciso a Camden (New Jersey) per aver intercettato un carico di droga destinato a Bo Baynes.
Walter Tillman 1973 Ucciso a Camden (New Jersey) per aver intercettato un carico di droga destinato a Bo Baynes.
Thomas Farrington 1973 Ucciso dall'assassino professionista Charles Russell su commissione di George "Bo" Abney, nel contesto di una disputa per il controllo del mercato della droga.
Robert James 1973 Ucciso vicino casa propria per motivi sconosciuti.
Joseph Borisch 1973 Ucciso in casa propria a Bala Cynwyd (Pennsylvania) per motivi sconosciuti.
John Clark 1973 Ucciso a Camden (New Jersey) in una disputa interna della Black Mafia.
George Abney 1974 Decapitato dalla Black Mafia in un affare di droga.
Jeremiah Middleton 1974 Ucciso tra 19ª e Carpenter Street da Clarence Starks.
Charles Price 1974 Torturato e impiccato in prigione dopo le sue dichiarazioni contro la Black Mafia nel caso dell'omicidio Hanafi.
Herschell Williams 1975 Ucciso da Jo-Jo Rhone e Roy Hoskins in una disputa per la droga.
James Hadley 1976 Ucciso tra la 20ª e Pierce Street da Jo-Jo Rhone in una disputa.
Louis Gruby 1976 Ucciso in casa propria per aver testimoniato contro la Black Mafia in un caso di rapina.
Yetta Gruby 1976 Uccisa insieme al marito.
Barry Kelly 1980 Ucciso per rappresaglia alla testimonianza del padre in un caso di rapina e sequestro.
Frederick Armour 1980 Ucciso da Larris Frazier in una disputa per il controllo del territorio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Griffin, Sean. Philadelphia's Black Mafia: A Social and Political History. Kluwer Academic Publishers, 2003.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sean Griffin. Philadelphia's Black Mafia: A Social and Political History. Kluwer Academic Publishers, 2003.
  • Sean Griffin, Sean Patrick. Black Brothers, Inc.: The Violent Rise and Fall of the Philadelphia Black Mafia Leicester, UK: Milo Books Ltd., 2005.
  • John W. King. The Breeding of Contempt: Account of the Largest Mass Murder in Washington, D.C. History, Xlibris Publishing 2003.
  • City Paper, "Allah Behind Bars: Even La Cosa Nostra members fear the Nation of Islam in jail", Brendan McGarvey, November 7-13, 2002. http://joost.com/075000k

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]