Bastida de' Dossi

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Bastida de' Dossi
frazione
Bastida de' Dossi – Veduta
Il borgo di Bastida de' Dossi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Pavia-Stemma.png Pavia
ComuneCornale e Bastida-Stemma.png Cornale e Bastida
Territorio
Coordinate45°00′N 8°56′E / 45°N 8.933333°E45; 8.933333 (Bastida de' Dossi)Coordinate: 45°00′N 8°56′E / 45°N 8.933333°E45; 8.933333 (Bastida de' Dossi)
Altitudine77 m s.l.m.
Superficie1,71 km²
Abitanti173[1] (31-12-2013)
Densità101,17 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale27056 (già 27050)
Prefisso0383
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT018010
Cod. catastaleA711
TargaPV
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 619 GG[3]
Nome abitantibastidesi
Patronosan Giovanni battista, san Mauro, santa Scolastica
Giorno festivoseconda domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bastida de' Dossi
Bastida de' Dossi
Bastida de' Dossi – Mappa
Posizione di Bastida de' Dossi nella provincia di Pavia

Bastida de' Dossi (Bastia in dialetto oltrepadano[4]) è una frazione geografica di 173 abitanti[5] del comune italiano di Cornale e Bastida della provincia di Pavia in Lombardia, al cui toponimo contribuisce. Si trova nella pianura dell'Oltrepò Pavese, alla destra del torrente Curone, poco prima della sua confluenza nel Po.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vecchio stemma comunale

Il territorio dell'attuale Bastida de' Dossi dipendeva nell'alto medioevo dalla Corte regia di Corana, donata nel X secolo dall'imperatrice Adelaide al monastero di San Salvatore di Pavia. A questa corte faceva capo la più piccola corte di Blundi, da cui a sua volta dipendeva il castello di Gazzo, che attorno al XIV secolo prese il nome di Loco Dossorum dal nome dei suoi signori, probabilmente subfeudatari del monastero del Salvatore. Essi sono anche ricordati dalla cascina Ca de' Dossi di Corana. Nei pressi si trovava anche il Porto Dossorum, che serviva per il transito sul Po, e a difesa di questo passo dal 1452 appare anche Bastida Dossorum.

Bastida rimase sempre legata al feudo di Corana del Comune (vedi Corana (storia)), e con esso venne infeudata dapprima il 24 marzo 1447 al condottiero Angelello di Lavello dal duca Francesco Sforza, approfittando della decadenza del monastero del Salvatore che ne aveva la signoria; ma, ricostituita nel frattempo l'autorità del monastero, esso riuscì a subinfeudare nel 1468 la corte di Corana (comprendente anche Silvano Pietra e Bastida de' Dossi) ai Bottigella di Pavia, fino alla loro estinzione nel 1690, dopo di che Bastida rimase sotto la diretta giurisdizione del monastero fino all'abolizione del feudalesimo (1797). Dal 1802 al 1814, in epoca napoleonica, il comune fu soppresso e unito a Silvano Pietra.

La collocazione geografica di Bastida fino ad allora era diversa da oggi, trovandosi alquanto più a nord, sempre alla destra del Curone. All'inizio del XIX secolo il Po si spostò temporaneamente più a sud, e ciò costrinse gli abitanti a ricostruire il paese nella posizione attuale più sicura. Il territorio comunale era composto anche da 2 altri corpi di territorio oltre il Po, nell'attuale Lomellina. Storicamente anche il castello di Armentera (ora in comune di Silvano Pietra) era parte del territorio. Le 4 losanghe dello stemma (adottato durante l'amministrazione Angeleri) simboleggiano i 4 territori storici della comunità.

Il 4 febbraio 2014, a seguito di un referendum, Bastida de' Dossi si è unita insieme al limitrofo comune di Cornale nel nuovo ente comunale di Cornale e Bastida.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990.
  5. ^ Dato Istat al 31/12/2013.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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