Certificato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Attestato)

Un certificato (dall'espressione tardo-latina certum facere, 'dichiarare vero', composta da certum, 'certo', e facere, 'fare'), spesso detto anche attestato è un documento contenente una certificazione, intesa quale atto giuridico e, più precisamente, dichiarazione di conoscenza di fatti, atti o qualità, rilasciata in forma scritta da un soggetto investito di determinate attribuzioni.

Certificazione[modifica | modifica wikitesto]

Spesso utilizzati come sinonimi, certificazione e certificato sono due concetti ben distinti:

  • certificato: è il risultato, l'output, documentato attraverso una formale dichiarazione;
  • certificazione: è il processo che, attraverso diverse operazioni di valutazione e accertamento svolte da soggetti terzi, qualificati e autorizzati, conferisce (in caso di esito positivo) il certificato. La certificazione è un'attività non un documento.

Come detto, con linguaggio non propriamente corretto, si usa "certificazione" al posto di certificato, come nelle espressioni "mi deve consegnare la certificazione..." oppure "ho le certificazioni necessarie..." e simili.

Certificati e attestati[modifica | modifica wikitesto]

Come sinonimi di certificato e certificazione sono usati anche i termini attestato e attestazione. Alcuni autori, però, riservano quest'ultimo ai casi in cui la dichiarazione di scienza è "originaria", in quanto riferita a fatti o atti direttamente percepiti o compiuti da chi la rilascia; parlano, invece, di certificazione quando la dichiarazione di scienza è "derivativa", riferendosi a fatti, atti o qualità non direttamente percepiti o compiuti da chi la rilascia, ma risultanti da elementi obiettivi, quali registri o documenti cui l'ordinamento giuridico riconosce particolare efficacia probatoria. Sono stati proposti anche altri criteri di distinzione basati, ad esempio, sul tipo di certezza creata dall'atto: legale nel caso della certificazione, notiziale nel caso dell'attestazione.

Vi sono alcuni usi impropri e tecnicamente sbagliati del concetto di certificazione e certificato. Di seguito alcuni esempi.

Nel contesto della certificazione accreditata secondo gli standard degli enti di normazione nazionali e internazionali (UNI, ISO, ecc.), certificazione è un termine ben preciso, previsto dalla norma UNI EN ISO 17000. In termini sintetici si può dire che il certificato è un attestato di conformità (rilasciato rispetto ad una specifica precisata, non esiste la certificazione generica) emesso da un soggetto, terzo e indipendente, autorizzato (qualificato, accreditato, abilitato) a farlo (per legge, per norme ISO e relativi accordi di riconoscimento, etc.). Negli altri casi occorre usare la dizione dichiarazione di conformità o attestato di conformità e non certificato di conformità, specie quando trattasi della cosiddetta autocertificazione. In particolare, per parlare di certificazione (e non mera attestazione) il certificatore, per essere accreditato, deve essere anche indipendente ovvero essere un terzo tra le parti coinvolte[1]. Ecco perché è scorretto parlare di certificazione nei casi in cui il soggetto certificato sia lo stesso (o ha delle dipendenze) che certifica oppure quando chi esegue una determinata attività (esempio la formazione) sia anche colui il quale rilascia un "certificato" al soggetto che ha fruito della detta attività. Un altro caso simile di uso improprio del termine si ha nella "certificazione" di dati (numero visitatori, quantità venduta, posizionamento sul territorio, ecc.) proprio da parte dell'interessato cioè il soggetto fornitore/produttore dei dati.

Infine, per i motivi sopra esposti, certificazione non è un termine da usare al posto di qualificazione né, tanto meno, di normazione.

Soggetti deputati al rilascio[modifica | modifica wikitesto]

Le certificazioni sono spesso, ma non necessariamente, rilasciate da una pubblica amministrazione, nel qual caso si parla di "certificazione amministrativa" (e conseguentemente di "certificato amministrativo"), e siamo in presenza di una particolare specie di atto amministrativo.

Nell'ordinamento italiano una definizione positiva di certificato amministrativo è contenuta nell'art. 1, comma 1, lettera f), del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa) secondo il quale per certificato s'intende "il documento rilasciato da una amministrazione pubblica avente funzione di ricognizione, riproduzione o partecipazione a terzi di stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche". Lo stesso decreto stabilisce i casi in cui i privati possono presentare, in luogo del certificato, una dichiarazione sostitutiva di certificazione o una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà.

In ambito "privato" ovvero fuori dalla sfera della PA, i soggetti autorizzati a rilasciare certificati sono, ad esempio:

I secondi devono essere iscritti in un albo pubblico; i primi sono di prassi[2] accreditati da un ente di accreditamento[3].

Infine, esistono casi di asseverazione di fatti, osservazioni, pareri, attestazioni, progetti, rilasciata (secondo i disposti di legge) da privati (ad esempio: liberi professionisti): anche in questi casi, seppure impropriamente, si parla di certificazione.

Come spiegato sopra, nei casi in cui si parla impropriamente di certificazione (ad esempio nella formazione o addestramento e relativa eventuale qualifica diversi dall'ambito scolastico/universitario), si dovrebbe invece dire attestazione (a volte documentata attraverso i cosiddetti "patentini" o "diplomi" di qualifica). A meno che la formazione preveda poi un esame per rilascio di certificato (di conformità), rispetto ad uno standard, come nei casi di formazione del personale sotto accreditamento. Inoltre, occorre ben distinguere quando la certificazione o la qualifica sia obbligatoria per legge (ad esempio per svolgere determinate mansioni, tipo il certificatore energetico) oppure è facoltativa o è un libero requisito contrattuale tra le parti.

Oltre che ad attestazioni di conformità (a determinati requisiti), un certificato può riferirsi a veridicità, formale e sostanziale, di un'informazione, come nel caso di un certificato digitale.

Effetti giuridici[modifica | modifica wikitesto]

In generale le certificazioni sono destinate a dare certezza di fatti, atti o qualità; in certi casi, però, si tratta di una certezza legale, perché l'ordinamento impone alla generalità dei consociati il dovere di considerare come certo quanto affermato nell'atto, dovere che vale anche per il giudice di fronte al quale fa, quindi, prova legale; in altri casi, invece, tale dovere manca e si parla di certezza notiziale. Si ritiene che le certificazioni creatrici di certezza legale possano provenire solo da funzionari pubblici o da privati che esercitano funzioni pubbliche.

In quanto dichiarazioni di conoscenza (o, come si usa dire, di scienza) le certificazioni producono gli effetti giuridici stabiliti dall'ordinamento, a prescindere dalla volontà di chi le rilascia: sono, in altri termini, meri atti giuridici.

Legalizzazioni e autenticazioni[modifica | modifica wikitesto]

Casi particolari di certificazione sono la legalizzazione e l'autenticazione, dette certificazioni pedisseque perché non sono generalmente contenute in un documento a sé, ma apposte in calce al documento cui si riferiscono.

La legalizzazione è la certificazione della provenienza di un documento dall'autorità competente ad emetterlo. È diffusa a livello internazionale, nei casi in cui un documento formato in un ordinamento venga utilizzato in un altro. Nei paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell'Aia del 1961, tra i quali l'Italia, può essere sostituita dall'apostille.

L'autenticazione è la certificazione che un documento è stato sottoscritto da una determinata persona, avendolo sottoscritto alla presenza di chi certifica ed essendo questi certo della sua identità. Poteri di autenticazione sono attribuiti al notaio cosiddetto latino, negli ordinamenti di civil law dove è presente, e al notary public degli ordinamenti di common law.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ UNI EN ISO 17000. Si veda Sito UNI
  2. ^ Di prassi in quanto è così normalmente (perché così il mercato ormai si è disposto) anche se, a parte le certificazioni regolamentate per legge, non vi sarebbe obbligo di scegliere un organismo di certificazione accreditato.
  3. ^ Anche gli enti di accreditamento emettono certificati di conformità che si chiamano certificati di accreditamento.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Della Torre M., Diritto e informatica. Per esami universitari e pubblici concorsi. Principi e casi pratici, Giuffrè Editore, 2007. ISBN 9788814127144
  • Chizzoniti A., Le certificazioni confessionali nell'ordinamento giuridico italiano, Vita e Pensiero, 2000. ISBN 9788834306345

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità GND: (DE4190760-7
Diritto Portale Diritto: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di diritto