Certificazione unica

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La certificazione unica (o CU)[1], precedentemente certificato unico dipendente (o CUD), è una certificazione dei redditi da lavoro dipendente, da pensione, da lavoro autonomo o da redditi diversi[1] nella Repubblica Italiana.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Fu introdotto col nome di CUD (certificato unico dipendente) dall'art. 4 del D.P.R. 22 luglio 1998 n. 322, emanato ai sensi della legge 23 dicembre 1996 n. 662. Prima della sua introduzione i redditi erano certificati con il modello 101, per i lavoratori dipendenti, e con il modello 201, per i pensionati. A partire dal 2015 ha cambiato nome in certificazione unica e include anche redditi da lavoro autonomo o redditi diversi.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Essa serve a certificare redditi derivanti da pensione e assimilati (compensi percepiti da soci di cooperative di produzione e lavoro, remunerazioni dei sacerdoti, assegni periodici corrisposti al coniuge) che il datore di lavoro, o l'ente pensionistico, ha l'obbligo di rilasciare ai propri dipendenti o pensionati per attestare le somme erogate e le relative ritenute effettuate e versate all'erario statale. A differenza del modello 101, nel CU sono certificati anche i dati previdenziali relativi agli imponibili previdenziali, i contributi trattenuti ai fini della pensione. Esso riepiloga i redditi corrisposti dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico nell'arco di un anno solare.

Al modello sono allegate le schede per il versamento (eventuale, a discrezione del contribuente) relative al cinque per mille e all'otto per mille.

Periodo di riferimento[modifica | modifica wikitesto]

Il modello CU è rilasciato - di norma in due copie - entro il 28 febbraio dell'anno successivo a quello cui si riferiscono i redditi certificati (fino al 2007 - periodo d'imposta 2006 - la consegna doveva avvenire entro il 15 marzo), tranne che all'atto della cessazione del rapporto di lavoro, nel qual caso viene rilasciato entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente. È necessario per effettuare la denuncia dei redditi con il modello 730 o il modello unificato compensativo.

Entro il mese di febbraio dell'anno successivo, il sostituto d'imposta effettua il conguaglio fiscale, cioè il conguaglio tra l'IRPEF trattenuta nel corso dell'anno e quella dovuta secondo la normativa fiscale.

Dati riportati[modifica | modifica wikitesto]

Il sostituto d'imposta calcola:

  • l'IRPEF,
  • l'addizionale regionale all'Irpef, dovuta alla regione in cui si risiede al 31 dicembre dell'anno dei redditi,
  • l'addizionale comunale, dovuta al comune in cui si risiede al 1º gennaio dell'anno del pagamento.

Le addizionali sono trattenute sullo stipendio o pensione nell'anno successivo, rateizzate al massimo fino al mese di novembre. Nel caso di cessazione del rapporto di lavoro, le addizionali residue sono recuperate con l'ultimo stipendio.

La legge 27 dicembre 2006 n. 296 (legge finanziaria 2007)[2] ha introdotto l'acconto sull'addizionale comunale all'Irpef. L'acconto è pari al 30% dell'addizionale dovuta nell'anno dei redditi. Anche questo tipo di addizionale viene rateizzata in un numero max di nove rate mensili, a partire da marzo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Dipendenti e pensionati, addio al Cud: arriva la certificazione unica, su ilsole24ore.com. URL consultato il 13 marzo 2018.
  2. ^ Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 27 dicembre 2006, n. 299

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]