Arancia meccanica (romanzo)

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Arancia meccanica
Titolo originaleA Clockwork Orange
Altri titoliUn'arancia a orologeria
A CLOCKWORK ORANGE.jpg
AutoreAnthony Burgess
1ª ed. originale1962
1ª ed. italiana1969
Genereromanzo
Sottogenerefantascienza, fantapolitica, satira
Lingua originaleinglese

«Un uomo che non può scegliere cessa di essere un uomo.»

(Opinione del seminarista riguardo la Tecnica Ludovico)

Arancia meccanica (A Clockwork Orange), è un romanzo fantapolitico di Anthony Burgess del 1962. Riadattato per il grande schermo, Stanley Kubrick ne trasse la celeberrima versione cinematografica Arancia meccanica, distribuita negli Stati Uniti nel 1971 e nel resto del mondo nel 1972. Prima ancora del film di Kubrick, il romanzo ha goduto di un ulteriore adattamento intitolato Vinyl, diretto nel 1965 da Andy Warhol, ma ispirato molto più liberamente al libro rispetto alla successiva versione, e, inoltre, nei decenni successivi furono prodotti numerosi spettacoli di teatro ispirati al libro. Il romanzo venne tradotto in italiano nel 1969 col titolo Un'arancia a orologeria e nel 2005 è stato riedito con il titolo del film.

Origine del titolo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Burgess, l'espressione Clockwork Orange era tipica dello slang cockney (il dialetto dei londinesi): «sballato come un'arancia meccanica» (oppure «a orologeria», altra traduzione possibile). L'autore pensava che l'espressione potesse essere erroneamente utilizzata per riferirsi a una persona che reagisce meccanicamente (in malese orang significa persona). In una lettera scritta al Los Angeles Times, Burgess affermò che il titolo e il tema dell'opera prendevano spunto da un grave episodio in cui fu coinvolto lo scrittore, allora residente a Giava. La sua compagna fu pestata e violentata da un gruppo di soldati americani ubriachi[1].

L'autore commentò come l'uomo (urang in Giavanese - v. orango) sia un animale azionato da meccanismi ad orologeria. Da ciò l'associazione fonetica tra la bestia ed il frutto (orange). È possibile, tuttavia, che Burgess avesse inventato la frase come gioco di parole sull'espressione «un'opera di nettare e momento». Più avanti (1986), nel suo saggio A Clockwork Orange Resucked, Burgess chiarì che una creatura che può solo fare il bene o il male è una «clockwork orange» - con ciò intendendo che ha l'apparenza di un organismo amabile caratterizzato da colore e succo, ma in effetti è solo un giocattolo a molla pronto a essere caricato da «Dio, dal Diavolo o dallo Stato onnipotente», e a far scattare la propria violenza, appunto, come un congegno a orologeria.

Nel saggio Clockwork Oranges, Burgess afferma che "il titolo sarebbe adatto ad un racconto sull'applicazione delle leggi di Ivan Pavlov, ovvero meccaniche, ad un organismo che, come un frutto, era capace di esprimere colore e dolcezza". Questo titolo allude alle reazioni del protagonista, il cui libero arbitrio viene 'congelato', in seguito alle sue malefatte, dalla cura Ludovico.

Quale che sia la corretta interpretazione del singolare titolo, è certo che nel romanzo - a differenza che nel film - viene espressamente precisato più volte come A Clockwork Orange fosse il titolo del testo a cui stava lavorando lo scrittore vittima della visita a sorpresa[2] che costituirà uno degli episodi salienti del ciclo "eroico" del protagonista Alex.

In Italia, dove venne pubblicato per la prima volta nel 1969 da Einaudi come Un'arancia ad orologeria, il titolo venne cambiato in Arancia meccanica, in quanto una nota presente prima dell'inizio citava: «Poiché, come lo stesso Burgess ha riconosciuto, romanzo e film sono venuti a rappresentare un caso esemplare di complementarità tra diversi linguaggi artistici, in occasione della presente edizione tascabile si è preferito proporre il titolo scelto per il film»[3].

Punto di vista narrativo[modifica | modifica wikitesto]

È il protagonista medesimo, in prima persona, a narrare la propria storia, fornendone un'apparente prospettiva assimilabile ad una fonte erronea e inaffidabile[4]. Alex non tenta mai di avanzare giustificazioni per le proprie azioni, trasmettendo un'istintiva idea della propria (supposta) buona fede. Un narratore tanto "improbabile", dovrebbe evocare nel lettore un senso di pietà per il ciclo infinito di sofferenze, che egli descrive come fossero "ingiuste" disgrazie che lo colpiscono. La sua tecnica è efficace in quanto riferisce in modo facile situazioni che facili certo non sono. Stilisticamente, egli mescola parole del linguaggio comune a termini del Nadsat, un gergo[5] delle generazioni giovanili.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia comincia nel Korova Milk Bar, dove si ritrovano il protagonista Alex e i suoi scagnozzi (che nel romanzo sono chiamati drughi) Pete, Georgie e Bamba. Nel bar si consuma il Lattepiù, una bevanda a base di droghe che induce l’ultraviolenza. È così che uscendo dal bar i ragazzi iniziano le loro scorribande: iniziano aggredendo un uomo che tornava dalla biblioteca, segue una rapina in un negozio e un pestaggio a un senzatetto. In seguito incontrano i ragazzi della banda rivale di Billyboy, con i quale scoppia un rissa, finita la quale rubano un'auto e si dirigono verso la campagna, dove entrano in casa di uno scrittore, lo picchiano e violentano sua moglie.

In seguito a una lite con i drughi, Alex li picchia per consolidare il suo ruolo di leader. Per rinnovare lo spirito di gruppo allora la banda decide di mettere in atto una nuova violenza. Si dirigono a casa di una ricca signora, ma la donna si rende conto del pericolo e chiama la polizia. I ragazzi riescono lo stesso ad entrare in casa e Alex uccide la donna colpendola con una statuetta, ma viene colto in flagrante dalla polizia e arrestato. 

In carcere diventa amico del prete e, per velocizzare la scarcerazione, fa credere di essersi pentito e convertito. Ma dopo due anni di carcere uccide un altro prigioniero. In seguito viene scelto dal Ministero dell’Interno per la sperimentazione del cosiddetto Progetto Ludovico. Questo innovativo trattamento contro la violenza consiste nella proiezione di immagini di sesso e violenza accompagnate all’assunzione di sostanze che provocano nausea e malessere. La musica classica fa da sottofondo alle immagini, in particolare la Nona Sinfonia di Ludwig Van Beethoven, da cui il nome del Trattamento Ludovico. In seguito al trattamento il soggetto è portato ad associare la violenza con il malessere fisico e così costretto a fare il bene.

Alla fine del trattamento Alex, ormai ufficialmente guarito dalla sua inclinazione verso il male, viene liberato. Ma arrivato a casa si rende conto che i suoi genitori lo hanno sostituito con un altro ragazzo e non può ristabilirsi in casa sua. Si dirige allora verso la biblioteca, dove c’è l’uomo che Alex e i drughi hanno picchiato all’inizio della storia, che insieme ad altri anziani si scaraventa su Alex.

Arrivano allora due poliziotti, che si rivelano però essere Bamba e Billyboy, che lo portano in un bosco e lo picchiano a loro volta. Scappando nel bosco, Alex giunge alla casa dello scrittore che avevano aggredito in casa. Inizialmente lo scrittore non lo riconosce, ma in seguito si rende conto. Tuttavia, fa finta di niente e decide di usare Alex come simbolo per la sua campagna contro l’attuale governo

Alex viene allora rinchiuso in una stanza e lo scrittore e i suoi compagni lo inducono al suicidio riproducendo musica classica, per poi dare la colpa al governo attaccando i metodi rieducativi utilizzati su Alex. In seguito al tentativo di suicidio Alex viene portato in ospedale, dove il ministro dell’interno gli fa visita e lo convince a collaborare con lui al fine di dare una buona immagine delle politiche del governo.

L’ultimo capitolo, (che non appare in tutte le edizioni e nemmeno nel film),, ci mostra Alex di nuovo nel Korova Milk Bar con tre nuovi drughi. I compagni aggrediscono un uomo, ma Alex non si sente più attratto dall’ultraviolenza, si separa da loro. Incontra allora l’amico Pete, felicemente sposato, che gli racconta la sua vita coniugale e familiare. Alex capisce allora che il vuoto che sentiva era quello della famiglia e che finalmente è maturato e non ha più bisogno della violenza. Tuttavia, saluta i lettori chiedendo di essere ricordato come il ragazzo che era all’inizio della storia.

omicidio.

condanna.

Ludovico[modifica | modifica wikitesto]

accontentato.

Nona).

carcere[modifica | modifica wikitesto]


Finali alternativi[modifica | modifica wikitesto]

Il finale del romanzo - nella versione inglese e nella traduzione italiana - contiene un capitolo conclusivo edificante, a differenza del volume che venne distribuito negli Stati Uniti.

«Esistono due versioni del romanzo, ma io ho letto quella che contiene un capitolo in più solo dopo aver lavorato per molti mesi alla sceneggiatura. Sono rimasto sorpreso, perché non c'era alcun rapporto con lo stile satirico del resto del libro; credo che l'editore sia riuscito a convincere Burgess a chiudere con una nota di speranza, o qualcosa di simile. Sinceramente, quando ho letto quell'ultimo capitolo non potevo credere ai miei occhi. Alex esce di prigione e torna a casa. Uno dei ragazzi si sposa, l'altro sparisce, e alla fine Alex decide di diventare un adulto responsabile.»

(Stanley Kubrick)

Esistono diverse teorie riguardanti l'ultimo capitolo e la sua omissione; alcuni asseriscono che i responsabili statunitensi scelsero di escluderlo perché "noioso". Altre fonti invece riferiscono che l'ultimo capitolo fu giustapposto dall'autore in epoca successiva per evitare complicazioni con la censura nei diversi paesi di pubblicazione.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Traduzione di Floriana Bossi per Einaudi:
    • Anthony Burgess, Un'arancia a orologeria, Supercoralli, 1969.
    • Anthony Burgess, Un'arancia a orologeria, Nuovi Coralli 27, 1972, pp. 222.
    • Anthony Burgess, Arancia meccanica, Einaudi Tascabili. Letteratura 351, 1996, ISBN 88-06-13640-2.
    • Anthony Burgess, Arancia meccanica, Super ET, 2005, pp. 240, ISBN 88-06-17356-1.

Seguito[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2019 viene scoperto un libro inedito, sempre a opera di Burgess, seguito della storia di Arancia Meccanica e analisi filosofica sul successo e sugli scandali dietro all'adattamento cinematografico di Kubrick[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lettera inviata da Anthony Burgess al Los Angeles Times il 21 febbraio 1972
  2. ^ Brutale aggressione a domicilio con stupro della moglie e vari vandalismi. Il fatto narrato è in qualche modo ispirato alla disavventura di sua moglie violentata da tre disertori americani nel 1942 a Londra, "al tempo dei bombardamenti". Tutto ciò dà luogo a un affascinante rispecchiarsi infinito tra letteratura e vita, sol che ci si pensi.
  3. ^ Anthony Burgess, Arancia meccanica, traduzione di Floriana Bossi, Super ET, Einaudi, 2005, pp. 240, ISBN 88-06-17356-1, pagina 6.
  4. ^ Curiosamente, il medesimo espediente narrativo caratterizza Le Memorie di Barry Lyndon, che pure costituì il materiale di partenza di un altro capolavoro di Kubrick.
  5. ^ Inventato da Burgess. Peraltro, per chi abbia una certa dimestichezza con la trasposizione cinematografica del romanzo, è perfino sorprendente notare la radicale diversità delle invenzioni lessicali operate dalla nostra traduttrice rispetto al nadsat "genuino" che echeggia nei dialoghi di Kubrick. Va anche dato atto che si tratta di ingegnose trasformazioni piuttosto felici sul piano semantico; un esempio per tutti: l'originario aggettivo/avverbio horrorshow (nadsat dal russo хорошо khorosho, con il valore di "buono", "bene") è stato reso con il fantasioso, ma corrispondente, cinebrivido, che ben può riassumere horror + show.
  6. ^ Lost 'A Clockwork Orange' sequel discovered in author's archives su CNN Style

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) A Clockwork Orange: A Play With Music. Century Hutchinson Ltd. 1987.
  • (EN) Gore Vidal. «Why I Am Eight Years Younger Than Anthony Burgess», in At Home: Essays, 1982-1988, p. 411. New York: Random House, 1988. ISBN 0-394-57020-0
  • (EN) Donald H. Tuck. The Encyclopedia of Science Fiction and Fantasy. Chicago: Advent, 72 1974. ISBN 0-911682-20-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]