Apuania

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Apuania
ex comune
Apuania – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
ProvinciaProvincia di Massa-Carrara-Stemma.png Massa e Carrara
CircondarioNon presente
MandamentoNon presente
Amministrazione
Data di istituzione1938
Data di soppressione1946
Territorio
Coordinate44°02′N 10°08′E / 44.033333°N 10.133333°E44.033333; 10.133333 (Apuania)Coordinate: 44°02′N 10°08′E / 44.033333°N 10.133333°E44.033333; 10.133333 (Apuania)
Altitudine65 m s.l.m.
Superficie181,42 km²
Abitanti106 378[1] (1936)
Densità586,36 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+1
TargaAU
Nome abitantiapuani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Regno d'Italia
Apuania
Apuania

Il toponimo Apuania indica una parte del territorio della Toscana comprendente i bacini idrografici della catena delle Alpi Apuane. Le montagne, già "lapicidines" lunensi, furono nelle pubblicazioni storico-geografiche di Emanuele Repetti comunemente chiamate "Apuane". Fino alla metà del XIX secolo vennero chiamate anche montagne di Carrara e/o Panie. In epoca pre-romana il territorio delle montagne lunensi era abitato dai Liguri Apuani. L'attuale popolazione, dal punto di vista linguistico-culturale, possiede caratteristiche che la differenziano, più o meno nettamente a seconda delle varie zone, dagli usi e dalle parlate toscane del resto della regione. Il territorio cosiddetto "Apuano" coincide all'incirca con quello della provincia di Massa e Carrara, della Versilia, della Garfagnana e di parte della provincia della Spezia.

Per un breve lasso di tempo, tra il 1938 e il 1946, la provincia di Massa e Carrara ha assunto la denominazione di Apuania, con sigla automobilistica AU. Denominazione questa che assunse anche il nuovo comune nato nel 1938 dalla fusione dei comuni di Massa, Carrara e Montignoso. All'interno dell'amplio territorio comunale fu creato (nello stesso anno, 1938, della formazione del comune unico) uno dei grandi poli industriali istituiti in Italia, nel periodo 1929-1941, dal regime fascista (Zone Industriali di: Fiume, Trieste-Monfalcone, Aurisina-Pola, Livorno, Ferrara, Roma, Apuania e Palermo). Il comune unico e la Zona Industriale Apuana furono istituzioni caldamente patrocinate dal carrarese Renato Ricci (Ministro dell'educazione nazionale, poi dal 1939 Ministro delle Corporazioni) e dal massese Osvaldo Sebastiani (Segretario particolare del Duce dal 1934 al 1941).

Lo stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del nuovo comune di Apuania venne creato dividendo la parte inferiore in tre zone uguali. La parte destra recava lo stemma del Comune di Carrara con la Ruota su campo blu, al centro lo stemma del comune di Massa e a sinistra quello di Montignoso. In alto lo sfondo della Alpi Apuane con in primo piano ciminiere e fabbriche a simboleggiare la Z.I.A Zona Industriale Apuana nata in quel periodo.

Sopra lo stemma venne usata Corona Marchionale che fu preferita a quella Ducale perché tale titolo era più antico.

Stemma di Apuania

Sotto lo stemma un cartiglio racchiude il motto latino del nuovo Comune «Ex tribus una» (Da tre una)

Tale stemma rimase pressoché inutilizzato a causa degli avvenimenti bellici che portarono prima alla caduta del Fascismo e poi allo scioglimento del Comune di Apuania ed alla ricostruzione dei vecchi comuni di Massa, Carrara e Montignoso.

Il comune e la provincia di Apuania[modifica | modifica wikitesto]

Il comune unificato aveva una superficie territoriale di 181 km² e al censimento del 1936 la popolazione complessiva dei tre comuni era di 106.378 abitanti (Carrara 59.031, Massa 41.819, Montignoso 5.528). La popolazione totale della provincia era (censimento del 1936) di 204.377 abitanti.

La sede politico-amministrativa del comune coincideva con il centro allora più importante per numero di abitanti e per attività economiche, ossia Carrara, mentre la sede municipale del podestà venne posta in un edificio fronteggiante il mare (con tipologia a "villa") costruito alla Partaccia (su progetto dell'architetto Ugo Prayer Galletti, direttore dal 1939 al 1945 dell'Accademia di Belle Arti di Carrara). La "villa" (utilizzata nel dopoguerra come ostello della gioventù) è alla foce del corso d'acqua Lavello, che, nella zona di pianura, fa da confine tra i "vecchi comuni" di Carrara e di Massa.

La targa automobilistica utilizzata per la nuova provincia di Apuania (già Massa e Carrara) era AU.

Nel 1946, al termine del secondo conflitto mondiale, fu deciso, lo smembramento del comune di Apuania e il ripristino dei tre comuni preesistenti[2]. La vecchia provincia, a seguito del Decreto Luogotenenziale che sancì lo scioglimento, non riacquistò però (per ignoranza storica o involontario errore) la vecchia denominazione di Massa e Carrara, bensì quella nuova di Massa-Carrara, e Massa fu designata capoluogo[3].

Regio Decreto che istituisce il comune di Apuania
Medaglia d'oro al valor militare

La Zona Industriale Apuana (istituita a fine 1938 con R.DL 24 luglio 1938 n. 1266, convertito nella legge 5 gennaio 1939, n. 343, per alleviare la crisi, venuta a seguito di quella internazionale del 1929/34, che aveva duramente colpito l'allora fiorente industria del marmo) si trova, dopo lo scioglimento del comune unico, per due terzi nel ricostituito comune di Massa e per il restante terzo in quello di Carrara.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Apuania è tra le istituzioni (vedere: Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Ardente focolare di vivido fuoco, all'inizio dell'oppressione nazifascista sprigionò la scintilla che infiammò i suoi figli alla resistenza. Vinse la fame con il leggendario sacrificio delle sue donne e dei suoi ragazzi sanguinanti sugli impervi sentieri; subì dovunque stragi, devastazioni e rappresaglie atroci; si abbandonò alle natie montagne facendo del gruppo delle Apuane la cittadella inespugnata della libertà. In epici combattimenti irrise per nove mesi il nemico e lo vinse; sacrificò il suo dolore e il sangue dei suoi caduti, offrendoli come olocausto alla difesa della propria terra ed alla redenzione della Patria.»
— Settembre 1944 – aprile 1945.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ la popolazione di riferimento è quella degli abitanti di Massa, Carrara e Montignoso al censimento del 1936.
  2. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 1 marzo 1946, n. 48, articolo 1, in materia di "Ricostituzione dei comuni di Massa, Carrara e Montignoso."
  3. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 1 marzo 1946, n. 48, articolo 2, in materia di "Ricostituzione dei comuni di Massa, Carrara e Montignoso."

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]