L'angoscia

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L'angoscia
Scena Angoscia BigasLuna.JPG
Titolo originaleAngustia
Paese di produzioneSpagna
Anno1987
Durata85 min
Genereorrore
RegiaBigas Luna
SoggettoBigas Luna
SceneggiaturaBigas Luna, Michael Berlin
FotografiaJosep M. Civit
MontaggioTim Sabin
MusicheJosé Manuel Pagán
Interpreti e personaggi

L'angoscia (Angustia) è un film del 1987 diretto da Bigas Luna.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Due giovani ragazze si recano al cinema per vedere un film horror, La mummia, storia di un oculista assassino in preda a raptus feroci. Nel mentre la pellicola viene proiettata, uno spettatore rivive le stesse sensazioni dell'antagonista e compie una strage.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, il film era stato concepito come una pellicola 3D da girare in America. Successivamente, il regista catalano ha dovuto affidarsi a produttori spagnoli per ricreare il set a Barcellona.[1] Quasi tutti i componenti del cast sono, invece, anglofoni.

Il ruolo della madre doveva essere affidato a Bette Davis. Fu sostituita da Zelda Rubinstein che aveva già esperienza in film del terrore. Alcuni critici, infatti, hanno notato l'analogia del ruolo di questo lungometraggio con quello di Tangina in Poltergeist.[2]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Uscito nelle sale cinematografiche italiane solo nel 1990, è stato, successivamente, proposto in formato home video.

In totale, ha incassato negli USA circa 228.000 dollari, un flop che ha costretto il regista ad abbandonare l'America per ritornare in Spagna.[3]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Marco Cacioppo L'angoscia è il lavoro più concettuale e visionario realizzato da Bigas Luna.[4] Si tratta, secondo Dario Grisanti, di un «gioco di specchi meta-cinematografico»[5] in cui, mediante un montaggio parallelo, Luna interseca due storie ambientate entrambe in una sala cinematografica. Alla fine della pellicola, lo spettatore rimane confuso: si tratta dello stesso film oppure di un'illusione della protagonista? Questo interrogativo viene svelato solo attraverso l'epilogo. Nell'ultima scena, infatti, scorrono i titoli di coda de L'angoscia proiettati, però, su un grande schermo. Tutto ciò che abbiamo visto era in realtà un lungometraggio visto da un pubblico. È, in sostanza, un film dentro un film.[6]

Per il critico Paolo Mereghetti, l'opera di Bigas ha ispirato l'incipit di Scream 2.[7] Sempre Mereghetti sostiene inoltre che sia il «vero capolavoro di Luna, un thriller matrioska dove ipnosi, horror e psicopatologia vanno a braccetto in libertà.»[8]

Il sito FilmTv.it commenta L'angoscia come un'opera «vertiginosa, esempio di contagio tra schermo e sala: una sorta di versione horror e perfida de La rosa purpurea del Cairo»[9]

Di parere opposto, MYmovies.it: «il regista sperava con questo macchinoso stratagemma di coinvolgere il pubblico all'interno di tutta questa vicenda. Il pazzo del cinema verrà arrestato, ma a noi rimarrà sempre il dubbio se, in un confuso intreccio tra finzione e realtà, il vero assassino non sia invece quello nello schermo.»[10]

Maurizio Fantoni Minnella considera la pellicola come omaggio a Luis Buñuel. Il regista catalano, infatti, usa spesso dei particolari rivolti agli occhi umani, come nel cortometraggio Un cane andaluso.[11]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Mereghetti, 2014, p. 234.
  2. ^ (ES) Diego Galán, 'Angustia', de Bigas Luna, o el cine dentro del cine, in El País, Gruppo PRISA, 4 giugno 2004.
  3. ^ Isabel Pisano, 2010, p. 154.
  4. ^ Mario Cacioppo, Intervista a Bigas Luna, in Nocturno, n. 131, p. 97.
  5. ^ Dario Grisanti, 2020, p. 11.
  6. ^ Isabel Pisano, 2010, p. 154.
  7. ^ Paolo Mereghetti, 2014, p. 234.
  8. ^ Paolo Mereghetti, 2014, p. 234.
  9. ^ L'angoscia, su FilmTv.it, Arnoldo Mondadori Editore.
  10. ^ L'angoscia, in MYmovies.it, Mo-Net Srl.
  11. ^ Maurizio Fantoni Minnella, 2000, p. 67.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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