Alessandro Dommarco

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Alessandro Dommarco (Ortona, 4 marzo 1912Roma, 25 marzo 1997) è stato un poeta, scrittore e traduttore italiano, considerato il miglior poeta abruzzese del secondo Novecento [1]. Hanno scritto saggi su di lui, fra gli altri, Tullio de Mauro, Emerico Giachery, Gianni Oliva [2]; una scelta delle sue opere compare in Poesia dialettale dal Rinascimento a oggi [3], con scelta dei testi di Giacinto Spagnoletti e Cesare Vivaldi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del poeta dialettale Luigi [4], Alessandro Dommarco, dopo essersi laureato a Roma in Scienze Politiche, intraprese l'attività di insegnante per poi assumere un incarico dirigenziale al Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato.

Collaboratore di vari periodici, nel 1957 fondò la rivista Marsia. Specialista di letteratura francese, pubblicò traduzioni di Stéphane Mallarmé e Jean Cassou, ma anche di Alfred Tennyson e Nosside [2]. La sua prima opera in dialetto ortonese, Tèmbe stórte (Roma, Quaderni di Marsia, 1970) venne poi inclusa con altre poesie in Da mó ve diche addìje (Roma, Bulzoni, 1980), con prefazione di Tullio de Mauro e saggio introduttivo di Emerico Giachery [2]. Pubblicò poi Passeggiate Ortonesi (Roma, T.E.R., 1991). Tradusse in dialetto i lirici greci (Saffo, Alceo, Anacreonte, Archiloco), e curò la pubblicazione di un'antologia della migliore produzione poetica di suo padre: Luigi Dommarco, Poesie scelte (Roma, Ed. Dell'Urbe, 1984).

Nel 1996 l'editore Scheiwiller pubblicò il compendio poetico di Alessandro: Poesie in dialetto, a cura della studiosa Antonella Del Ciotto.

Giudizi critici[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Tullio de Mauro:

«l'abruzzese Alessandro Dommarco, domina non solo la poesia abruzzese, ma di tutta l'immensa, disperata provincia meridionale, una produzione vasta, da esplorare.»

(Tullio de Mauro, L'Italia delle Italie[5])

Secondo Emerico Giachery:

«In raccoglimento non esente da malinconia, Alessandro Dommarco persevera attraverso gli anni nella sua vocazione di custode attento di memorie regionali e familiari e di squisito poeta sottovoce.»

(Emerico Giachery, Dialetti in Parnaso, Giardini, 1992[6])

Secondo Antonella Del Ciotto, curatrice della sua opera:

«Alessandro Dommarco giunge al dialetto, non senza averlo sperimentato, dopo un lungo tirocinio in lingua. La parlata ortonese infatti gli permette di dissolvere ogni residuo di eccessiva letterarietà e di classicità che si stava insinuando nella sua produzione in italiano, gli assicura inoltre il consapevole riappropriarsi dei più saldi nuclei ispirativi della sua lirica e la corrispondenza tra significato e suono, tra contenuto e forma. Il ricorso a questo nuovo o se vogliamo ancora scarsamente esplorato mezzo espressivo nasce anche da una suggestione sua propria, forse quella di rendere poetico un linguaggio che non gli offriva altro che "materiali grezzi" o comunque poco sfruttati, capaci però di provocare lo straniamento delle cose, di caricarsi di allusioni, di diventare simbolo. Il suo dialetto, nient'affatto cedevole all'immediatezza delle occasioni aneddotiche e campanilistiche, diventa una lingua ricercata, quella, appunto, assoluta e universale della poesia.[7]»

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Immagini e miti, Roma, 1951
  • Il Fauno (Traduzione da S. Mallarmé), Roma, Puggi, 1955
  • Frutti Avari, Roma, Ed. Quaderni di Marsia, 1959
  • Tèmbe stórte (poesie in dialetto abruzzese), Roma. Ed. Quaderni di Marsia, 1970
  • Da mó ve diche addìje, Roma, Bulzoni, 1980
  • Colloqui con Isabella, 14 poesie, Roma. T.E.R., 1989
  • Lamento di Adamo, Roma, T.E.R, 1989
  • Passeggiate ortonesi (poesie in dialetto), Roma, T.E.R., 1991
  • Pioggia, Roma, T.E.R., 1993
  • Poesie in dialetto (a cura di Antonella Del Ciotto), Milano, Scheiwiller, 1996

Postume:

  • Le parole ritrovate - Racconti e altre prose (a cura di Antonella Del Ciotto), Lanciano, Carabba, 2010
  • Memoria d'amore (a cura di Antonella Del Ciotto), Lanciano, Carabba, 2017

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nino Borsellino e Walter Pedullà, Letteratura italiana del Novecento Rizzoli Larousse - diretta da Nino Borsellino e Walter Pedullà: Le forme del realismo, dal realismo magico al neorealismo, 1930-1960, Milano, Rizzoli, 2000, p. 467.
  2. ^ a b c M. Chiesa, G. Tesio, Le parole di legno, Mondadori, 1984, p. 172
  3. ^ [1]
  4. ^ Regine Abruzzo
  5. ^ Tullio De Mauro, L'Italia delle Italie, Roma, Editori Riuniti, 1987, p. 143, ISBN 88-359-3055-3.
  6. ^ [2]
  7. ^ Antonella Del Ciotto, "Il luogo della cultura del Novecento ortonese", in Casadommarco (Ortona, Progetti Farnesiani Edizioni, 2000)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ernesto Giammarco, La poesia dialettale abruzzese dell'ultimo trentennio: 1945-1975 (Pescara, Istituto di Studi Abruzzesi, 1976)
  • Antonio Motta, Oltre Eboli: la Poesia (Manduria, Lacaita Editore, 1979)
  • Mario dell'Arco, Primavera della poesia in dialetto (Marino di Roma, Stamperia Santa Lucia, 1981)
  • Carlo De Matteis, Gianni Oliva, Letteratura delle regioni d'Italia: Abruzzo (Editrice La Scuola, Brescia 1986)
  • Vittoriano Esposito, Panorama della poesia dialettale abruzzese (Roma, Edizioni dell'Urbe, 1989)
  • Franco Brevini, Le parole perdute. Dialetti e poesia nel nostro secolo (Torino, Einaudi, 1990)
  • Giacinto Spagnoletti, Cesare Vivaldi, in Poesia dialettale dal Rinascimento ad oggi (Milano, Garzanti, 1991)
  • Emerico Giachery, Dialetti in Parnaso (Pisa, Giardini Editori, 1992)
  • Vittoriano Esposito, Poesia, non-poesia, anti-poesia del '900 italiano (Foggia, Bastogi, 1992)
  • Franco Brevini, La poesia in dialetto, v. III (Milano, Mondadori, "I Meridiani", 1999)
  • Mauro Vanni e Carlo Sanvitale (a cura di), Casadommarco, con saggi di Ottaviano Giannangeli e Antonella Del Ciotto (Ortona, Progetti Farnesiani Edizioni, 2000)
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