Aerfer

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Aerfer
StatoItalia Italia
Fondazione1955
Chiusura1969 (fusa in Aeritalia)
Sede principaleNapoli
SettoreAeronautico
Prodotti

Aerfer - Industrie Meccaniche Meridionali Aeronautiche e Ferrotranviarie S.p.A. era un'azienda aeronautica di proprietà di Leonardo (in precedenza Finmeccanica e poi Leonardo-Finmeccanica fino al 2016)[1][2]. Costituita a Napoli nel 1955 dalla originaria Aerfer e dalla IMAM (Industrie Meccaniche e Aeronautiche Meridionali).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Targhetta Aerfer-UTVeS (anche Alfa Romeo e OCREN) sulla parte anteriore di un filobus di CTP Napoli

Aerfer venne costituita il 26 luglio 1955 come azienda che raggruppava le attività del polo aeronautico campano, essendo erede diretta delle Officine Ferroviarie meridionali (OFM) e della IMAM. Nel 1936 la IMAM fu acquisita dalla Breda, che nel dopoguerra la cedette a Finmeccanica. Aerfer inaugurò le politiche che sarebbero state caratteristiche dell'industria aeronautica italiana, cioè la produzione su licenza e gli accordi con i grandi produttori (in questo caso la statunitense Douglas, poi McDonnell-Douglas) per la realizzazione di componenti (ad esempio le fusoliere) dei grandi aerei commerciali. Nel 1969 Aerfer si fuse con la sezione aeronautica della FIAT per dare vita ad Aeritalia, mentre gli stabilimenti di Pozzuoli, che producevano rotabili ferroviari, presero il nome Sofer. La linea produttiva Aerfer comprendeva anche autobus e filobus, realizzati a partire dagli studi dell'Ufficio Tecnico Veicoli Stradali (UTVeS), rotabili ferroviari e cabine per camion Alfa Romeo Mille[3].

Modelli[modifica | modifica wikitesto]

Produzione aeronautica[modifica | modifica wikitesto]

Produzione ferroviaria[modifica | modifica wikitesto]

Produzione autofiloviaria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ansa, Finmeccanica: ok a nuovo nome 'Leonardo', su ansa.it.
  2. ^ LEONARDO: PUBBLICAZIONE STATUTO SOCIALE, su leonardocompany.com.
  3. ^ Eduardo Bevere, Gerardo Chiaro, Andrea Cozzolino, Storia dei trasporti urbani di Napoli e delle linee interurbane gestite dalla SATN, dalle Tramvie di Capodimonte e dalle aziende municipalizzate. Volume primo - l'evoluzione storica, Calosci, Cortona (AR), 1998, ISBN 88-7785-145-7, p. 538
  4. ^ A.J.P. Wilding, New models at Turin despite recession, in Commercial Motor, 6 novembre 1964
  5. ^ Carla Dolcini, Gran Turismo. L'avventura dei carrozzieri italiani di pullman, Fondazione Negri, Brescia, 2012, pp. 84-85

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]