Aerfer Leone

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Aerfer Leone
Aerfer Leone 1.jpg
Prototipo non completo
Descrizione
Tipo prototipo di preserie
Equipaggio 1
Progettista Sergio Stefanutti
Costruttore Italia Aerfer
Esemplari 1 (incompleto)
Dimensioni e pesi
Lunghezza 11,20 m
Apertura alare 6,93 m
Freccia alare 50°
Superficie alare 17,16
Peso a vuoto 3 605 kg
Peso max al decollo 7 890 kg
Propulsione
Motore 1 Bristol Siddeley Orpheus B.Or. 12 più
1 endoreattore de Havilland Spectre
Spinta 3 090 kg più
4 550 kg ausiliaria
Prestazioni
Velocità max 2 115 km/h
Tangenza 24 500 m
Armamento
Missili 2

[senza fonte]

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L'Aerfer Leone era un progetto di intercettore supersonico italiano, opera dell'ingegner Sergio Stefanutti. Nato come evoluzione dell'Ariete, il programma venne cancellato a causa di diverse scelte politiche[senza fonte] quando il prototipo era oramai realizzato circa all'80%. L'anno era il 1960.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'esperienza condotta con l'Ariete dotato di un turbogetto ausiliario Rolls-Royce Soar, Stefanutti decise di impiegare sul nuovo velivolo un motore a razzo a combustibile liquido di maggiore spinta, in aggiunta al turbogetto principale. Questo motore aveva anche il vantaggio di poter essere acceso e spento più volte, durante il volo. La propulsione ibrida razzo-reattore era all'epoca comune ad altri progetti, quali gli intercettori britannici Saunders-Roe SR.53 e SR-177; anche questo progetto, tuttavia, non raggiunse la produzione di serie.

Il nuovo intercettore, pienamente supersonico, rappresentava l'ultima evoluzione della serie di prototipi iniziata con il Sagittario verso un caccia di produzione. Era ampiamente riprogettato rispetto all'Ariete, con fusoliera più lunga, capacità di carburante incrementata, nuovo tettuccio, ala a freccia di 50° e presa d'aria con spina conica contenente il radar.

La propulsione ibrida aveva lo scopo di consentire la massima flessibilità d'impiego, combinando ampia autonomia in crociera con la spinta addizionale necessaria per il volo supersonico e l'intercettazione.

La costruzione del prototipo era prossima al completamento quando i finanziamenti furono dirottati ad un altro importante programma: quello di fabbricazione su licenza del missile terra-aria statunitense Hawk per la cui realizzazione dovette essere potenziata l'industria elettronica nazionale attraverso la creazione della Selenia.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Ciampaglia, Dal SAI Ambrosini Sagittario All'AERFER Leone. A History of the first Italian supersonic fighters created by Sergio Stefanutti, IBN Editore, 2004, p. 158, ISBN 88-7565-000-4.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]