Zanetta Farussi

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Zanetta Farussi, pseudonimo di Maria Giovanna Farussi o Farusso detta La Buranella (Venezia, 27 agosto 1707Dresda, 29 novembre 1776), è stata un'attrice teatrale italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di un calzolaio,[1] nacque nel sestiere di Santa Croce.[2] A sedici anni, sposò, il 27 febbraio 1724,[3] Gaetano Casanova che era arrivato in giovane età a Venezia, dall’originaria Parma, al seguito di un’attempata attrice[4] e aveva in seguito intrapreso anch’egli la carriera di attore. Il matrimonio fu celebrato malgrado l’opposizione[5]dei genitori, comprensibilmente preoccupati che la figlia seguisse la carriera del marito, cosa all’epoca frequente.[6] A nulla valse la promessa del novello genero, in seguito disattesa, che Zanetta non avrebbe mai calcato le scene.

Dal matrimonio nacquero sei figli. Il primo, che diverrà poi il più celebre, fu Giacomo Casanova, nato 13 mesi dopo il matrimonio e cioè il 2 aprile 1725. La voce popolare ne attribuì la paternità a Michele Grimani e Casanova stesso lo affermò, in un libello.[7]

Nel 1726, dopo un apprendistato veneziano svolto al teatro al teatro San Samuele, che era di proprietà della famiglia patrizia Grimani, partì per Londra insieme al marito e iniziò a recitare in una fortunata stagione di spettacoli. Si esibì con successo al Kings Theatre frequentato assiduamente dal principe di Galles e futuro re Giorgio II. [8]

Fu a Londra che nel 1727 nacque il secondogenito Francesco e la maldicenza popolare ne attribuì la paternità al principe di Galles. Non è chiaro se si trattasse solo di pettegolezzi oppure di abili operazioni di marketing che, nel mondo dello spettacolo, sono ancora in uso ai giorni nostri.

Nel 1728 Zanetta tornò a Venezia dove trovò nuove scritture nel teatro San Samuele. Due anni dopo 1730 mise al mondo Giovanni Battista, cui seguirono, nei due anni seguenti, due bambine: Faustina Maddalena, nata nel 1731, morta di vaiolo nel 1736 e Maria Maddalena Antonia Stella, nata nel 1732.

Rimase vedova nel 1733 essendole morto, per un ascesso all’orecchio, il marito di soli 36 anni, lasciandola in una situazione difficilissima con cinque figli e in attesa del sesto.

L’ultimo figlio, Gaetano Alvise, nacque nel 1734.[9]

L'elettore di Sassonia con la famiglia nel 1772-Dresda

Il Goldoni, che la conobbe nel 1734 a Verona, scrisse per lei la commedia La pupilla, nella quale ironizzava bonariamente sulla passione, e conseguente gelosia, che la bellissima attrice aveva suscitato in Giuseppe Imer, uno degli impresari teatrali più noti dell'epoca. La commedia fu rappresentata, sotto forma di intermezzo, insieme alla tragicommedia Belisario, sempre del Goldoni, nel novembre del 1734, nel teatro San Samuele dove Imer svolgeva la sua attività. Su di lei comunque il giudizio del celebre commediografo è lusinghiero, infatti la definisce ...una vedova bellissima e assai valente.[10]

Nel 1735 partì per una nuova tournée alla volta di San Pietroburgo. L'iniziativa non ebbe successo a causa della scarsa conoscenza della lingua italiana in Russia.[11]

Nel 1737 fu scritturata a vita dall'Elettore di Sassonia per recitare nel teatro di Dresda con una compagnia di comici italiani che debuttò il 12 maggio 1738 a Pillnitz in occasione del matrimonio di una principessa di Sassonia. In seguito fu raggiunta a Dresda dalla figlia Maria Maddalena e dal figlio Giovanni. Si cimentò anche nel teatro drammatico con due pièce di sua composizione il 6 novembre 1748 a Varsavia.[12]

In seguito alle vicende della Guerra dei sette anni, la corte di Sassonia decise di sospendere l'attività della Commedia italiana nel 1756, pensionando gli attori. Zanetta ricevette una pensione di 400 talleri e si rifugiò a Praga per sfuggire ai pericoli della guerra. In seguito ritornò a Dresda dove fu raggiunta dalla figlia Maddalena e dal figlio Giovanni e dove rimase fino alla morte. Maddalena si sposò a Dresda con l'organista della corte Peter August[13] e il figlio Giovanni dal 1764 fu insegnante nell'Accademia di pittura.[14]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I genitori erano Girolamo Farussi o Farusso e Marzia Baldissera
  2. ^ Basandosi sul soprannome di Zanetta - La Buranella - si era sempre ritenuto che fosse originaria dell’isola di Burano. Ritrovamenti documentali recenti (2003), hanno permesso di stabilire che nacque invece nel sestiere di Santa Croce, in Corte della Cazza, nei pressi della chiesa di San Giacomo dall’Orio dove fu battezzata il 4 settembre del 1707. Con ogni probabilità uno o entrambi i genitori, erano originari di Burano.
    Documento: Atto di Battesimo di Zanetta Farussi (Archivio parrocchiale S.Giacomo dall'Orio. Battesimi anno 1707 foglio 40).
    Adi 4 7.bre.
    Zuanna Maria figlia del S: Gerolimo Farusso, e la sig.ra Marcia sua consorte nata li 27 passati in Corte della Cazza, è stata batezata da me P: Giovanni ante.o fu suo pad. Il N.H. Tribù Savorgnan di Gerolimo a S. Tomà (?) Com.re la Siedea. Il celebrante, come si ricava da annotazioni analoghe è P. Giovanni Bettadello.(Fonte: Helmut Watzlawick, Le vrais début d'une actrice, in L'intermédiaire des casanovistes, Genève, Année XX, 2003, pag.51)
  3. ^ Documento: Atto di matrimonio di Zanetta Farussi
    Addì 27 febbraio. 1723 m. v. (1724)
    Il sig. Cajetano Giuseppe Casanova del q.m Giacomo Parmegiano, e la sig. Giovanna M.a Fig.a del q.m Girolamo Farusso ambedue della nostra contrà fatte tutte e tre le solite pubblicazioni, come dal libbro si vidde, prima interrogati, ed ottenuto il loro consenso, contrassero matrimonio per verba de presenti, alla presenza del Rev. mo Piev. della nostra Chiesa, ed illico in missa furono dallo stesso benedetti, p.nti testimonj il sig. Angelo Filosi q.m Bortolo sta a S. Salvador e d.o Giuseppe Monti del sig. Giacomo Filippo Bolognese sta a S. Fantin. (Fonte: Pompeo Molmenti, Carteggi casanoviani. Vol I, Lettere di G.Casanova e di altri a lui. Palermo, Sandron, 1916. pa. 8,9.
  4. ^ Gaetano Casanova era arrivato a Venezia a sedici anni, nell'aprile del 1713, al seguito di un'anziana attrice, Giovanna Calderoni detta "la Fragoletta" (nata nel 1662), di cui si era invaghito (Fonte: Helmut Watzlawick, Le vrais débuts d'une actrice in L'intermédiare des casanovistes, Genéve, Année XX, 2003, pag.49 e seg.).
  5. ^ Si è anche sostenuto ma ovviamente è un’illazione, che la scomparsa del padre di Zanetta, avvenuta poco prima della celebrazione delle nozze, fosse stata connessa con il dispiacere provato nel vedere la figlia, di particolare avvenenza e in età giovanissima, andare in sposa a un uomo appartenente a una categoria socialmente assai malvista. Lo stesso Giacomo Casanova, a questo proposito, scrive ... Marzia la mère della fille fit les hauts cris; et le père mourut de chagrin... (Histoire de ma vie, vol I, cap. 1). La tesi della morte di Gerolamo Farussi per crepacuore, potrebbe essere ritenuta infondata a causa del fatto che, lui stesso, non era considerato persona moralmente ineccepibile, in quanto aveva contratto matrimonio con Marzia Baldissera ben 17 mesi dopo la nascita di Zanetta, avendo convissuto i due, in concubinaggio, per lungo tempo il che, all’epoca, era considerata una circostanza socialmente riprovevole. (Fonte Riccardo Selvatico, Cento note per Casanova a Venezia, pag. 102).
  6. ^ Gli esempi di coppie di attori o ballerini erano all’epoca frequentissimi, spesso si riscontrano addirittura dinastie che si tramandavano l’arte di padre in figlio. Ciò anche in considerazione del giudizio morale sulla professione, comunemente all’epoca molto severo e peraltro sostenuto nella realtà dal fatto che le scritture provenivano da committenti che appartenevano alla oligarchia nobiliare dominante i cui membri, molto frequentemente, intrattenevano relazioni intime con le attrici. A Venezia i numerosi teatri della città erano tutti di proprietà di patrizi. La prima eccezione fu La Fenice.
  7. ^ Giacomo Casanova, Né amori né donne ovvero la stalla ripulita. Venezia 1782.
  8. ^ Della tournée londinese di Zanetta restano vari documenti: la "prima" del 28 settembre 1726 fu oggetto di un articolo sul Weekly Journal in cui si elencano i personaggi di rilievo presenti alla serata, cioè il re Giorgio I, il principe e la principessa di Galles nonché molti altri nobili. Il re assistette in seguito a ben dieci rappresentazioni, in cinque delle quali fu accompagnato dal principe di Galles. Le rappresentazioni, dal settembre 1726 al maggio 1727 furono in tutto 39. Il Daily Post del 26 aprile 1726 riporta un annuncio in cui si dà notizia di una rappresentazione intitolata La parodia del Pastor Fido, ispirata all'opera di Giovanni Battista Guarini (1538-1612) e si elencano gli attori e i personaggi interpretati, tra cui Silvio by mrs Casanova, Carino, Lupino and others.... Quindi in quest'occasione Zanetta interpretava parti maschili. Le notizie sono tratte da un brillante e approfondito studio di Gillian Rees. The italian comedy in London, 1726 – 1727 with Zanetta Casanova, in "L'intermédiaire des casanovistes, Année XIII, Genève 1996 pag. 25-32.
  9. ^ Trasferitosi a Roma, divenne sacerdote e morì nel 1783.
  10. ^ Carlo Goldoni, Memorie, Einaudi, Torino, 1967, pag.158.
  11. ^ In tal senso Gustave Gugitz, Jacques Casanova de Seingalt - Histoire de ma vie, ed. Laffont cit. in bibl. vol. I pag. 968.
  12. ^ Fonte G.Gugitz, ove sopra pag. 969.
  13. ^ Maddalena fu anche danzatrice nel teatro di corte, interpretando una parte nell'opera Zoroastro. Dal matrimonio con August (morto il 10 gennaio 1800), nacque una bambina, Marianna, che andò sposa, nel 1787 a Carlo Angiolini. Quest'ultimo ereditò il manoscritto originale delle Memorie di Giacomo Casanova che fu successivamente venduto all'editore Brockhaus.
  14. ^ Fonte G.Gugitz, ove sopra pag. 969.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Saverio Bartoli, Notizie Istoriche de' comici italiani che fiorirono intorno all'anno MDC fino ai giorni presenti, Padova, Conzatti, 1782, 2 voll. (Vol. I pag. 160).
  • Giacomo Casanova Storia della mia vita
    • Edizione a cura di Carlo Cordie, illustrata da Bernardino Palazzi-Edizioni Casini-Roma 1961 (pag. 15-16).
    • Edizione a cura di Piero Chiara e Federico Roncoroni edito dalla Arnoldo Mondadori Editore nel 1983 nella serie I Meridiani (Pag. 20-21). Ultima edizione: Milano, Mondadori "I Meridiani", 2001.
    • (Testo originale in francese) Jacques Casanova de Seingalt - Histoire de ma vie. Texte intégral du manuscrit original, suivi de textes inédits. Édition présentée et établie par Francis Lacassin. (ISBN 2-221-06520-4). Editore Robert Laffont, 1993. Si tratta dell'edizione in 12 volumi (3 tomi) del manoscritto originale in francese. Da considerare, allo stato (2010), l'edizione critica di riferimento.
  • Francesco Augusto O'Byrn, Giovanna Casanova und Die Comici Italiani am polnisch-sächsischen Hofe, in Neues Archiv für sächsische Geschichte und Alterthumskunde, 1880.
  • Gillian Rees, The italian comedy in London, 1726 – 1727 with Zanetta Casanova, in L'intermédiaire des Casanovistes, Genève, Année XIII, 1996 pag. 25-32.
  • Helmut Watzlawick, Le vrais débuts d'une actrice in L'intermédiare des casanovistes, Genève, Année XX, 2003, pag.49-53.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]