Via Roma (Genova)

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Via Roma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Genova
Codice postale I-16121
Collegamenti
Luoghi d'interesse Palazzo Doria-Spinola
Mappa
Mappa di localizzazione: Genova
Via Roma

Coordinate: 44°24′32″N 8°56′09″E / 44.408889°N 8.935833°E44.408889; 8.935833

Via Roma è una delle principali strade della città di Genova, su cui si affacciano importanti palazzi ottocenteschi ed il cinquecentesco Palazzo Doria-Spinola.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Via Roma nel 2009. Sulla sinistra si nota uno dei cantieri inerenti ai lavori di prolungamento della metropolitana di Genova

La via, realizzata tra il 1866 ed il 1877 insieme alla parallela Galleria Mazzini[1], fungeva da connessione tra via Assarotti e la parte finale di via Carlo Felice (a partire dal dopoguerra via 25 Aprile), edificate alcuni decenni prima, creando un collegamento diretto tra il quartiere di Castelletto e il centro.

Nell'ambito dei lavori di realizzazione della via, della galleria e degli edifici adiacenti, si sbancarono parte della collina di Piccapietra e parte della spianata dell'Acquasola[2]. Partendo dalle spalle del Teatro Carlo Felice (la cui costruzione era terminata nel 1828) a salire, si demolirono la chiesa e il convento di San Sebastiano, il conservatorio di San Giuseppe e l'oratorio di San Giacomo delle Fucine[1]. In salita di Santa Caterina, che collega la parte superiore di via Roma con piazza delle Fontane Marose, venne demolito un ponte a sifone dell'acquedotto medioevale[3].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La strada, a senso unico, è dotata di due corsie ascendenti, una delle quali dedicata ai soli mezzi pubblici. È sede di alcuni storici negozi di abbigliamento e fu soggetta ad alcuni lavori di riqualificazione in occasione del G8 di Genova.

Sulla via si affaccia il cinquecentesco Palazzo Doria-Spinola, sede della Provincia e della Prefettura, che fu mutilato dello spigolo destro per far spazio alla costruzione dell'arteria viaria.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Riccardo Navone, Viaggio nei caruggi. Edicole votive, pietre e portali, Fratelli Frilli Editori, Genova, 2007 ISBN 978-88-7563-334-9, p. 130
  2. ^ Carla Manganelli, Il parco dell'Acquasola, contenuto in A. Del Lucchese, P. Melli (a cura di), Archeologia Metropolitana - piazza Brignole e Acquasola, De Ferrari Editore, Genova, 2010, pp.40-42, riportato dal sito del Comune di Genova/Urbancenter
  3. ^ Riccardo Navone, Viaggio nei caruggi. Edicole votive, pietre e portali, Fratelli Frilli Editori, Genova, 2007 ISBN 978-88-7563-334-9, p. 317

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