Trichogaster pectoralis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Trichogaster pectoralis
Snakeskin gourami.jpg
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Anabantoidea
Famiglia Osphronemidae (=Belontiidae)
Sottofamiglia Trichogastrinae
Genere Trichogaster
Specie 'T. pectoralis'
Nomenclatura binomiale
Trichogaster pectoralis
Regan, 1910

Trichogaster pectoralis è un pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia Osphronemidae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Diffusa nelle acque indocinesi e malesi.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Lunghezza: 26 cm (è la specie più grande del suo genere).

Corporatura simile agli altri conspecifici. Ha livrea poco appariscente.

Dimorfismo sessuale: i maschi adulti hanno la pinna dorsale più sviluppata e posteriormente appuntita (nelle femmine è tondeggiante). Anche l'anale è più ampia, spesso sfrangiata sui bordi, ed in prossimità dell'accoppiamento i colori sono più sgargianti.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Malgrado la sua "stazza", è di indole tranquilla e pacifica, ben tollerante verso gli altri pesci. Esemplari giovani si riuniscono in branchi non superiori alla decina di esemplari, mentre da adulti si formano harem territoriali costituiti da un maschio e due o più femmine.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La coppia inizia a nutrirsi in modo sostanziale e vario per due settimane dopodiché si isolano in zone appartate. Il maschio, giunto il periodo della riproduzione, comincia a costruire alacremente un nido fatto di piccole bollicine d'aria amalgamate con il suo secreto salivare (alcuni ritengono che abbia una funzione antiparassitaria contro funghi e batteri). La struttura viene solitamente ancorata a piante ed oggetti che galleggiano in superficie. Fino a quando il nido di schiuma, adattamento evolutivo ad ambienti con scarso ossigeno disciolto in acqua, non è terminato, il maschio si dimostra aggressivo verso la femmina e tutti gli altri eventuali organismi nelle vicinanze. La zona di collocamento del nido è spesso caratterizzata da una corrente minima dell'acqua perché se fosse maggiore si potrebbe compromettere la stabilità del nido. Appena terminata la sua opera, il maschio invita la femmina con delicati movimenti a raggiungerlo sotto il nido. A questo punto hanno luogo i caratteristici "abbracci" dei riproduttori: il maschio avvolge con il proprio corpo la femmina e vengono contemporaneamente liberati i prodotti sessuali. Le uova espulse dopo ogni abbraccio sono raccolte dal maschio., che le racchiude singolarmente in una bollicina d'aria, sistemandole poi nel nido. Completata la deposizione, la femmina si allontana o si nasconde. La cura delle uova e delle larve nelle prime ore di vita spetta, infatti, al maschio, che si dimostra nuovamente aggressivo contro gli eventuali pesci, partner compresa. Le uova si schudono generalmente dopo 24-48 ore e le larve che ne fuoriescono rimangono attaccate al nido per altri due giorni circa. A questo punto il maschio si allontana. Le larve si nutrono con infusori, plancton e detriti organici. Dopo una decina di giorni, i piccoli si nutrono di naupli di copepodi ed artemia. A 4-6 settimane si nutrono già di qualsiasi cibo.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Onnivori. La loro dieta naturale è composta perlopiù da crostacei planctonici, insetti e loro larve che sono "cacciate" anche al di sopra della superficie, sputando dei "dardi acquatici" (come fanno i ben noti pesci arciere), occasionalmente si nutre pure di vegetali.

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

Viene allevata e riprodotta in vasche. È stata anche tra le prime specie di labirintidi importate per il mercato acquariofilo (fine XIX secolo), tuttavia e purtroppo la livrea poco appariscente e le notevoli dimensioni raggiunte ne hanno da sempre limitato fortemente la diffusione in acquario.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (IT) Trichogaster in Il mio acquario, dicembre 2005, p. 4.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

pesci Portale Pesci: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pesci