The Final Cartridge III

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La cartuccia The Final Cartridge III per Commodore 64.

The Final Cartridge III è il nome con cui fu commercializzata una cartuccia d'espansione per il Commodore 64 ed il Commodore 128 prodotta da Riska B.V. Home & Personal Computers, una società di Rotterdam, Paesi Bassi. La cartuccia estendeva le funzionalità del computer offrendo un fast loader, o acceleratore dei caricamenti dei programmi da cassetta o da disco (era supportata solo l'unità 1541), un monitor, o editor per la scrittura di codice macchina, più di 60 nuovi comandi per sfruttare le nuove funzioni, un pulsante di reset ed uno per il freezer, una funzione grazie al quale il computer veniva bloccato durante l'esecuzione di un programma o di un gioco: l'utente poteva anche salvare un'immagine della memoria su nastro o disco, così da riprendere l'esecuzione del programma o del gioco in un secondo tempo.

Il Freezer permetteva di "congelare" il contenuto della memoria del computer salvandolo su disco: se un programma era in esecuzione nel momento del "congelamento", esso poteva essere ripreso in un secondo momento dallo stesso punto in cui era stato salvato semplicemente ricaricando l'immagine. Grazie al Freezer era anche possibile eseguire copie di backup dei propri programmi, cambiare le impostazioni dei giochi "congelati" in memoria oppure stampare una copia dell'intero contenuto dello schermo. Inoltre la cartuccia includeva un'interfaccia grafica denominata Desktop che usava la metafora WIMP,

La cartuccia era dotata di un LED che ne indicava lo stato, se attivo o non attivo: essa era infatti dotata della possibilità di essere disattivata senza necessariamente rimuoverla dall'alloggiamento, permettendo così di poter caricare quei programmi (generalmente giochi) che non erano compatibili con la modalità di caricamento veloce.

Una delle caratteristiche peculiari era la sua interfaccia grafica: nonostante essa fosse piuttosto limitata rispetto ad altre interfacce del periodo, offriva comunque diverse funzionalità e ricordava molto quella dell'AmigaOS 1.x. Il puntatore, spostabile tramite mouse, joystick o con i tasti freccia, era usato per gestire le applicazioni tramite finestre grafiche. Oltre alle applicazioni di base (un editor di testo, una calcolatrice, un gestore dei dischi, un orologio e poche altre) l'ambiente permetteva anche di caricarne di nuove da disco o da nastro, anche se questa possibilità fu poco sfruttata dai produttori di software.

Alcuni dei motivi che spingevano all'acquisto della cartuccia erano le routine di accelerazione delle operazioni di caricamento dei dati da disco e da nastro, estremamente lente con le periferiche di serie[1], il programma di monitor per operare in ambiente esadecimale, ed i comandi aggiuntivi che estendevano il Commodore BASIC con funzionalità tipo la rinumerazione delle linee di un programma (RENUM), il recupero di un programma cancellato accidentalmente (OLD) oppure l'inserimento di comandi in stile DOS (DOS").


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Commodore 64, ComputerNostalgia.net. URL consultato il 21/01/2011.

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