Tarsius

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Tarsius
Tarsier-GG.jpg
Tarsius syrichta
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Tarsiiformes
Famiglia Tarsiidae
Gray, 1825
Genere Tarsius
Storr, 1780
Specie

Tarsius (Storr, 1780) è un genere di piccoli primati diffusi in Asia, unico genere della famiglia dei Tarsiidae.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Tarsius Syrichta-GG.jpg

Si tratta di animali lunghi una quindicina di centimetri, ai quali si sommano i 20–25 cm della coda. Le mani sono molto grandi, con dita lunghe in alcuni casi quanto l'intero braccio e dai polpastrelli rigonfi: l'indice ed il medio delle mani posteriori possiedono unghie utilizzate per il grooming, per espletare il quale essi non hanno tuttavia il pettine dentale tipico degli strepsirrini.

Hanno tutti ossa del tarso molto allungate, da cui il nome, e grandi occhi da animali notturno, i quali tuttavia mancano del tapetum lucidum tipico delle creature della notte. Questa è l'unica stranezza: i tarsi, infatti, hanno la fovea (zona della retina di massima acuità visiva) atipica per un animale notturno.

Il cervello dei tarsi presenta differenze nell'arrangiamento sinaptico fra gli occhi ed il corpo genicolato laterale rispetto agli altri primati.[1]

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Sono animali arboricoli con abitudini notturne.

La loro dieta è prevalentemente insettivora, ma all'occorrenza non disdegnano catturare piccoli vertebrati, serpenti o saccheggiare i nidi d'uccello.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

La posizione filogenetica dei tarsi fra i primati è stata sempre posta in discussione e nel corso degli anni essi sono stati posti prima fra le proscimmie, in seguito nel sottordine monofiletico degli Haplorrhini.

Il genere Tarsius comprende le seguenti specie:

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Sono diffusi nel Sud-est Asiatico, nel Borneo, a Sumatra, e nelle Filippine.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rosa MG, Pettigrew JD, Cooper HM (1996) Unusual pattern of retinogeniculate projections in the controversial primate Tarsius. Brain Behav Evol 48(3):121-129.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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