Sorin Biomedica

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Sorin S.p.A. è un'azienda produttrice di apparecchi medicali, in particolare per il trattamento delle malattie cardiovascolari e renali.

È quotata alla Borsa di Milano dal 5 gennaio 2004, dopo essere stata scissa dal gruppo chimico SNIA e conta su 4.800 dipendenti, con un fatturato di oltre 700 milioni di euro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La società nasce a Saluggia nel 1956 come Società Ricerche Impianti Nucleari - SORIN con azionisti Montecatini e Fiat per effettuare ricerche nel settore nucleare.In seguito alla nazionalizzazione dell'energia elettrica degli anni sessanta, Sorin diversifica ed inizia la produzione di valvole mitraliche e stimolatori cardiaci, assumendo la denominazione di Sorin Biomedica S.p.A.[1].

Nel 1985 si quota alla Borsa di Milano; la catena societaria è composta dalla controllante Bioengineering International B.V. di Amsterdam, che a sua volta fa capo alla Ihf International Holding Fiat S.A. di Lugano, controllata da Fiat Spa[2]; l'anno successivo la partecipazione Sorin è trasferita a SNIA BPD.

Nel 2000 è fusa per incorporazione nella controllante SNIA.

Nel dicembre 2003 Sorin S.p.A. viene nuovamente creata per ricevere il ramo Tecnologie Medicali che viene contestualmente scisso da SNIA[3].

Società del gruppo Sorin[modifica | modifica sorgente]

  • Dideco S.r.l, con sede a Mirandola, progetta e produce ossigenatori e sistemi di circolazione extracorporea del sangue utilizzati nelle operazioni a cuore aperto.
  • Cobe Cardiovascular, con sede e fabbrica a Denver, produce ossigenatori per chirurgia e distribuisce macchine cuore/polmone.
  • Sorin Group Deutschland GmbH, produce macchine cuore/polmone per la circolazione extracorporea. Acquisita da Sorin nel 1992, ha sede a Monaco di Baviera.
  • CarboMedics Inc., con sede ad Austin e impianti produttivi ad Austin e Vancouver, produce valvole cardiache artificiali meccaniche e biologiche e di altri prodotti per la riparazione delle valvole cardiache naturali.
  • Sorin Biomedica Cardio S.r.l., produce valvole cardiache e stent coronarici, possiede tecnologie esclusive come il Carbofilm.
  • Ela Medical S.A.S., con sede e fabbrica a Parigi, produce pacemaker e defibrillatori ed è stata acquisita da Sorin nell'aprile del 2001.
  • Sorin Biomedica CRM S.r.l., produce pacemaker, elettrodi e programmatori.
  • Bellco S.r.l., con sede a Mirandola, produttore di apparecchiature nel settore dell'emodialisi per il trattamento dell'insufficienza renale cronica.
  • Soludia S.A.S., acquisita da Sorin nell'aprile 2002, ha sede e fabbrica a Tolosa e produce soluzioni dialitiche concentrate in polvere, liquide ed infusionali per la dialisi.

Azionisti[modifica | modifica sorgente]

I maggiori azionisti della Sorin sono Bios S.p.A (al 19%), MPS (7%), Equinox Two SCA (tramite Tower6 Bis Sarl con il 6,69%), Finsoe S.p.A. (tramite Unipol con il 4,56%), Zadig Gestion (3,01%)[4]. Gli azionisti di Bios sono Tower6 Sarl e Hopa[5].

In data 9/1/2014 il MPS ha comunicato di aver ceduto l'intera partecipazione in SORIN.

Inchieste giudiziarie[modifica | modifica sorgente]

Come riportato dalla stampa, è tuttora in corso un'inchiesta ad opera dei PM Luigi Orsi e Mauro Clerici della Procura della Repubblica di Milano circa la scissione SNIA-Sorin del 2003, ipotizzando il reato di falso in bilancio ed associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta per distrazione, che si sarebbe dispiegata sottraendo beni della società per 572 milioni di patrimonio netto conferendoli nella Sorin. In altri termini i manager avrebbero fatto affluire alla società sana (Sorin, che, da sola, generava il 76% dei ricavi) gli attivi di Snia, depauperandola (Snia decretata poi insolvente dal Tribunale di Milano nell'aprile 2010)[6].

Sempre secondo i Pm, la scissione viene ritenuta effettuata senza adeguata contropartita, gravemente lesiva dell'integrità del patrimonio sociale, in contrasto con l'interesse della società scissa e in pregiudizio dei creditori sociali, di fatto a favore dell'interesse esclusivo della società beneficiaria: l'accusa dunque suppone che la scissione avrebbe creato una situazione tale per cui Snia fosse destinata a fallire[7][8].

Tuttavia, ai 25 indagati, è giunto ad ottobre 2012 l'avviso di chiusura delle indagini, pertanto non vi è stato ancora alcun pronunciamento circa eventuali rinvii a giudizio. Ovviamente, il Giudice per le Indagini Preliminari può quindi disporre l'archiviazione dell'indagine nonché lo stralcio delle posizioni dei vari soggetti coinvolti.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ comune.saluggia.vc.it
  2. ^ repubblica.it
  3. ^ soldionline.it
  4. ^ Consob, al 27/12/12
  5. ^ mittel.it
  6. ^ IlSole24Ore
  7. ^ repubblica.it
  8. ^ IlSole24Ore.it
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