Saturnino di Cagliari
| San Saturnino | |
|---|---|
Tomba del santo, nel Santuario dei Martiri |
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martire |
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| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Santuario principale | Basilica di San Saturnino a Cagliari |
| Ricorrenza | 30 ottobre |
| Attributi | palma del martirio |
| Patrono di | Cagliari |
San Saturnino di Cagliari, in realtà Saturno (Santu Sadurru, in lingua sarda) (Cagliari, ... – Cagliari, 23 novembre 304), è stato un cristiano vissuto in Sardegna e, secondo la tradizione, martirizzato durante le persecuzioni volute da Diocleziano. Venerato dalla Chiesa cattolica, è patrono della città di Cagliari.
Indice |
Biografia[modifica]
La Passio sancti Saturni è il più antico documento che narra la vicenda del santo. Venne redatta dai monaci Vittorini della basilica di San Saturnino a Cagliari nel primo trentennio del XII secolo, sulla base di testi più antichi[1]. La Passio, pervenutaci tramite una copia quattrocentesca, racconta che il giovane Saturno venne decapitato il 23 novembre del 304, perché riconosciuto cristiano, e sepolto nella necropoli dove sarebbe sorta la basilica a lui dedicata.[1]
Il 12 ottobre 1621 le reliquie del santo vennero rinvenute e traslate nella cripta del duomo di Cagliari, il Santuario dei Martiri, dove si trovano tuttora; in quell'occasione, l'arcivescovo d'Esquivel spostò la data del martirio, e quindi della festa, di san Saturnino al 30 ottobre.[2]
Pasquale Tola, nel suo Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna, riporta alunni cenni sulla vita del santo. Nato a Cagliari da genitori cristiani alla fine del III secolo, il giovane Saturnino sarebbe stato decapitato il 30 ottobre del 303 o 304, per essersi rifiutato di offrire sacrifici agli dei pagani.[3]
Culto[modifica]
San Saturno (Santu Sadurru, in lingua sarda) è venerato soprattutto a Cagliari, nella chiesa a lui dedicata e nella Cattedrale. Qui gli è dedicata una cappella nella cripta, dove si trovano le reliquie e una statua che lo raffigura. Sempre nel duomo, un'altra statua raffigurante il martire, tradizionalmente attribuita a Giuseppe Antonio Lonis ma probabilmente seicentesca, è esposta sull'altare di Sant'Isidoro.
La devozione al martire cagliaritano si diffuse nelle varie parti dell'isola, come testimoniano i diversi edifici di culto che gli furono dedicati, oltre alla basilica paleocristiana in Cagliari:
- La chiesa di San Saturno, a Ussana.
- La chiesa di San Saturno (non più esistente), prima parrocchiale di Sinnai.
- La chiesa parrocchiale di San Saturnino, a Isili.
- Il santuario della Madonna delle Grazie, a Iglesias, originariamente dedicato a san Saturno, dove è custodito un quadro del XVIII secolo raffigurante il santo.
- La chiesa di San Saturno, a Oristano.
- La chiesa di San Saturnino di Usolvisi, a Benetutti.
- La chiesa di San Saturnino di Musidanu (Santu Sadurinu), di cui rimangono scarse rovine nell'agro di Padria.
Note[modifica]
- ^ a b Roberto Coroneo, Architettura Romanica dalla metà del Mille al primo '300, Nuoro, Ilisso, 1993, pag. 31. ISBN 88-85098-24-X
- ^ San Saturnino: martire patrono di Cagliari
- ^ Pasquale Tola, Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna, 1837.
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Collegamenti esterni[modifica]
Scheda su San Saturnino di Cagliari in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei Santi. SantieBeati.it