Riassicurazione

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L'uragano Katrina provocò danni assicurativi per decine di miliardi di dollari

La riassicurazione è uno strumento di cui si servono le compagnie di assicurazione per assicurarsi a loro volta. È possibile, infatti, che esse non dispongano dei mezzi necessari ad indennizzare gli assicurati per disastri legati ad eventi di grande dimensioni (catastrofi naturali, danni a catena).

In poche parole, la riassicurazione è l'assicurazione sull'assicurazione. Si tratta uno strumento di primaria importanza per conferire stabilità al sistema finanziario globale.

Esempio[modifica | modifica wikitesto]

In seguito ai danni provocati da fenomeni di maltempo, moltissimi assicurati si rivolgono contemporaneamente alla loro compagnia per ottenere un indennizzo. Quest'ultima potrebbe trovarsi in difficoltà, ma dispone di un contratto di riassicurazione;[1] una volta verificatosi il sinistro, si farà aiutare dal riassicuratore a pagare i danni, in modo tale da far fronte a tutti i suoi obblighi contrattuali e ridurre così il rischio di un fallimento.

Per potersi riassicurare, la compagnia interessata deve versare un premio al riassicuratore: in tal modo va incontro a spese aggiuntive che potrà, almeno in parte, cercare di scaricare sui premi dei propri assicurati. Talvolta, inoltre, il maggiore grado di sicurezza permetterà alla compagnia assicuratrice di stipulare contratti che senza una copertura esterna sarebbe costretta a rifiutare. L'assicurato, dal canto suo, beneficia di un minor rischio di insolvenza da parte del suo partner contrattuale.

La ripartizione internazionale e intersettoriale del rischio[modifica | modifica wikitesto]

In caso di catastrofi regionali o guerra è importante che la probabilità di danni incalcolabili a carico di singole compagnie e di singole aree geografiche venga ridotta. I giri di affari delle varie società di assicurazione sono quindi collegati tra di loro tramite le compagnie di riassicurazione, le quali raggiungono una certa diversificazione del rischio dal punto di vista geografico. Infatti, non avrebbe senso parlare di un vero e proprio mercato riassicurativo canadese, italiano o turco: si tratta invece di un ramo dell'economia mondiale.[2] Il sistema conferisce anche stabilità ai diversi settori economici, che vengono anch'essi legati indirettamente tra di loro.

Per ovvie ragioni, la rete globale delle riassicurazioni non garantisce un'ammortizzazione dei rischi omogenea in tutto il pianeta: nel 2009, la domanda proveniva per il 47% dall'America del Nord, continente notoriamente ben sviluppato e afflitto da frequenti catastrofi naturali; seguiva l'Europa con il 38%; Asia e Australia richiedevano insieme solo il 9% a livello mondiale, mentre il resto del mondo si fermava al 6%.[3] Nella foto: 30 St Mary Axe, sede londinese della Swiss Re

Dal canto suo, anche il riassicuratore può limitare i rischi riassicurandosi a sua volta,[4] mentre i singoli assicuratori diretti possono stipulare contratti simultanei con diverse compagnie di riassicurazione.

In tal modo viene a formarsi una rete che si estende su tutti i continenti. Questa garantisce una certa continuità all'intero settore assicurativo e finanziario del pianeta, ripartendo tra le compagnie più disparate i rischi esterni considerati tra i più insidiosi. Nel 2009 il volume d'affari riassicurativo aveva raggiunto i 157 miliardi di dollari statunitensi.

Società riassicuratrici[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo occidentale, il ramo della riassicurazione a opera di ditte professionali si è sviluppato a metà dell'Ottocento[5] in seguito all'industrializzazione. Oggi, tra le maggiori compagnie mondiali vanno certamente ricordate Munich Re, con sede a Monaco di Baviera e Swiss Re, con sede a Zurigo.[6] Poco dopo il 2000, la holding americana Berkshire Hathaway ha acquisito dei pacchetti azionari di entrambe le società.[7] Altissima è la concentrazione di compagnie riassicurative nel territorio delle Bermude.

Nel caso ideale, la compagnia di riassicurazione è caratterizzata da grandi dimensioni, sicché il mercato avrebbe ormai sviluppato una sorta di oligopolio controllato da pochi colossi.[8] Studi recenti arrivano alla conclusione che il numero ideale di compagnie riassicuratrici corrisponda alla radice quadrata del numero di compagnie di assicurazione di primo grado che operano sul mercato.[9][10]

Tuttavia, non esiste un confine netto tra compagnie assicuratrici primarie e società riassicuratrici; accanto alle compagnie di riassicurazione professionali come quelle menzionate, si affermano con il tempo anche le cosiddette società di riassicurazione captive, che dipendono da gruppi aziendali di dimensioni maggiori e quindi dal giro d'affari più ampio. In tal caso, beneficiano della riassicurazione solo le compagnie che rientrano nel gruppo.[11] Inoltre, senza fare ricorso alle aziende riassicuratrici, varie compagnie assicurative possono formare un pool di imprese per ripartire reciprocamente i loro rischi seguendo convenzioni proprie.

Il contratto di riassicurazione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un contratto di assicurazione di secondo grado con caratteristiche proprie, ma chiamato semplicemente polizza. Il riassicurato è una persona giuridica, il che non deve verificarsi necessariamente nel caso del contratto di assicurazione tradizionale. In genere, la legislazione di un Paese terrà conto di questa differenza ai fini della sorveglianza. In quanto segue, si illustrano brevemente le principali nozioni.

Riassicurazione attiva e passiva tra le parti[modifica | modifica wikitesto]

Operano una sorta di cessione di obblighi e diritti due parti contrattuali: nella riassicurazione, la polizza è contratto stipulato unicamente tra una compagnia di assicurazioni ed il suo riassicuratore, senza che i clienti della prima ne siano direttamente coinvolti.[12]

  • Le compagnie assicurative semplici assumono il ruolo di cedenti.
  • Esse passano una parte dei loro diritti e obblighi (premi e rischi) alla compagnia riassicurativa, la cessionaria.

Al cliente privato dovrà comunque rispondere il suo assicuratore e non la riassicurazione.

Talvolta è una compagnia di prima assicurazione a poter fornire, nei suoi limiti, il servizio di riassicurazione (si ricorda peraltro che diverse compagnie di riassicurazione come il gruppo Munich Re possono anche offrire un'assicurazione di primo grado).

Sempre considerando il contratto come un atto di cessione, si usa questa terminologia per indicare i due ruoli previsti dal contratto:

  • La riassicurazione attiva indica l'atto di assumersi i rischi (da parte del cedente).
  • La riassicurazione passiva designa il fatto di cederli (al cessionario).

L'atto può essere reciproco, come nel caso di un pool di aziende che si riassicurano a vicenda.

Riassicurazione obbligatoria e facoltativa[modifica | modifica wikitesto]

La distinzione riguarda i rischi assicurati, dunque l'oggetto del contratto:[13]

  • La riassicurazione è obbligatoria se riguarda un gruppo di rischi (portafoglio) organico.
  • Essa è facoltativa se copre rischi isolati.

Nel caso della riassicurazione obbligatoria, sarà difficile che il riassicuratore possa rifiutarsi di assumere i rischi; quella facoltativa è invece una variante da raggiungere dopo complesse trattative.

Riassicurazione proporzionale e non[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda la somma di indennizzo: [14]

  • L'assicurazione si dice proporzionale se i premi e gli eventuali risarcimenti si calcolano secondo la stessa percentuale (esemplificando: la compagnia riassicuratrice potrebbe accollarsi la metà del rischio e percepire la metà dei premi).
  • Si chiama invece non proporzionale se il risarcimento segue regole più complesse, per esempio se avviene solo a partire da una soglia minima, sotto la quale il cedente si accolla il danno; la soglia, chiamata ritenzone netta (in inglese priority), è in altre parole la quota di rischio che l'assicuratore diretto conserva per sé a mo' di franchigia.

Sia l'una che l'altra possono essere di diverse tipologie in base alle varie formule matematiche, più o meno complesse, con cui va calcolato il risarcimento (famosi sono i due modelli chiamati excess of loss e stop loss, entrambi non proporzionali).

Riassicurazione e retrocessione[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'assicurazione di secondo grado qui esposta (la riassicurazione in senso stretto), può svilupparsi un contratto di terzo grado:

  • Quando il riassicuratore si riassicura a sua volta si parla di retrocessione.[15]
  • Egli verrà chiamanto retrocedente, mentre il partner che si accolla i rischi sarà nel ruolo del retrocessionario.

Si tratta in altre parole di una "assicurazione dell'assicurazione dell'assicurazione".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ libriprofessionali
  2. ^ finma
  3. ^ Global Reinsurance Market Report (GRMR), International Association of Insurance Supervisors
  4. ^ libriprofessionali
  5. ^ finma
  6. ^ Die Swiss Re verkürzt den Abstand auf Munich Re, Neue Zürcher Zeitung, 8.11.2012
  7. ^ treccani
  8. ^ treccani
  9. ^ Powers, M. R. and Shubik, M., 2006, "A 'Square-Root Rule' for Reinsurance," Revista de Contabilidade e Finanças, 17, 5, 101-107.
  10. ^ Venezian, E. C., Viswanathan, K. S., and Jucá, Iana B., 2005, "A 'Square-Root Rule' for Reinsurance? Evidence from Several National Markets," Journal of Risk Finance, 6, 4, 319-334.
  11. ^ camera.it
  12. ^ Art. 1929 c.c. in legge online
  13. ^ finma
  14. ^ finma
  15. ^ libriprofessionali

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]