Rapsodie ungheresi

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Franz Liszt al pianoforte all'epoca delle Rapsodie Ungheresi

Le Rapsodie Ungheresi (S. 244) sono una raccolta di 19 brani per pianoforte composti da Franz Liszt. Hanno una forma libera ispirata ai moti patriottici ungheresi del 1848. Sei rapsodie sono poi state riadattate dallo stesso autore per orchestra e alcune di esse sono brani diventati celebri, come le n. 2, 6, 9, 12, 14 (Fantasia Ungherese), 15 (Marcia Rakoczy) e 19.

Indice

[modifica] Caratteristiche generali

Liszt scrisse questa raccolta di opere tra gli anni 1846-1853 e poi più tardi negli anni 1882-1885, in onore dei moti rivoluzionari del democratico Lajos Kossuth per l'indipendenza dell'Ungheria dall'Austria. Le prime 15 vennero eseguite per la prima volta nel 1853, mentre le altre 4 tra il 1882 e il 1885. In questa composizione Liszt mostra tutta la sua capacità virtuosistica: in esse possiamo notare i contrasti tra modi e sonorità, i periodi di calma e di turbolenza e le forme libere che danno una sorprendente libertà di esposizione dei temi.

Lo stesso compositore adattò l'opera per tre diversi organici: orchestra, due pianoforti e trio.

[modifica] La forma

Liszt si ispirò ad alcune canzoni popolari che aveva ascoltato nella nativa Ungheria. La struttura di questi brani deriva infatti dal verbunkos, una danza ungherese in più parti e con diversi tempi.

[modifica] Le 19 rapsodie

  • N. 1 in Do diesis minore
  • N. 2 in Do diesis minore
  • N. 3 in Si bemolle maggiore
  • N. 4 in Mi bemolle maggiore
  • N. 5 in Mi minore, Héroïde-élégiaque
  • N. 6 in Re bemolle maggiore
  • N. 7 in Re minore
  • N. 8 in Fa diesis minore (Conte Anton Augusz)
  • N. 9 in Mi bemolle maggiore, Pesther Carneval
  • N. 10 in Mi maggiore
  • N. 11 in La minore (Barone Fery Orczy)
  • N. 12 in Do diesis minore (Joseph Joachim)
  • N. 13 in La minore (Conte Leo Festetics)
  • N. 14 in Fa minore (Hans von Bülow)
  • N. 15 in La minore, Rákóczy-Marsch
  • N. 16 in La minore, Magyar rapszódiá
  • N. 17 in Re minore, tirée de l'album de Figaro
  • N. 18 in Do diesis minore, Magyar rapszódiák
  • N. 19 in Re minore, d'après les 'Csárdás nobles' de Kornél Ábrányi (sr) (1885)

[modifica] Rapsodia ungherese n. 1

La Rapsodia n. 1 (in Do diesis minore) è la prima delle rapsodie composte da Liszt. Fu composta nel 1846 e presentata al pubblico nel 1853. Si divide in due sezioni, secondo lo stile csárdás: il lassan, lento e poco sostenuto che copre la maggior parte del brano, e la friska, rapido e saltellante, che prende posto verso la fine e presenta due temi brillanti in mezzo-forte che poi terminano in un finale sempre in piano. Come in altre rapsodie della raccolta, l'origine dei temi può essere rintracciata nella musica di altri compositori ungheresi, il Lassan in Ferenc Erkel e Gáspár Bernát, la Friska in Károly Thern.

[modifica] Rapsodia ungherese n. 2

La Rapsodia n. 2 (in Do diesis minore) si compone di due tempi. Inizia in sordina (Lento a capriccio), ma in seguito il ritmo si fa sempre più incalzante (Lassan), i ribattuti e le acciaccature sempre più vivaci, in un continuo susseguirsi di temi e controtemi. È conclusa da un celebre crescendo (Friska). La Rapsodia n.2 è entrata a far parte dei temi più celebri della musica classica che sono noti a tutti. Ha accompagnato pubblicità, spot e anche cartoni animati. Liszt, oltre alla consueta versione pianistica ne fece anche una orchestrale che al giorno d'oggi gode anche di molta fama. La versione orchestrale è stata incisa da Herbert Von Karajan con l'orchestra tedesca dei Berliner Philharmoniker ed è stata anche incisa da Zubin Mehta con l'orchestra filarmonica d'Israele che ha proposto tutte le rapsodie ungheresi di Liszt in versione orchestrale.

[modifica] Rapsodia Ungherese n. 3

La Rapsodia n. 3 (in Si bemolle maggiore) è una delle rapsodie meno conosciute. Anche in questo caso Liszt si ispirò all'undicesimo dei 21 Canti Ungheresi (1839-1847) da lui composti precedentemente. Il brano è costituito dal solo tempo del Lassan e rispetto alla maggior parte delle rapsodie non presenta particolari difficoltà tecniche e pianistiche. Inizia con un tema grave che ricorda quello della Rapsodia n. 2, ma che poi sfocia in un tema sempre Andante ma più delicato e orecchiabile. Alla fine ritorna il tema iniziale grave e più forte di quello centrale che porta alla conclusione del brano, dove ritorna più deciso il tema centrale. Il finale è in diminuendo.

[modifica] Rapsodia Ungherese n. 4

La Rapsodia Ungherese n. 4 (in Mi bemolle maggiore) è la quarta delle Rapsodie. Differentemente dalla n. 3, questa presenta ben scanditi sia che il Lassan che la Friska. Il brano ha un inizio lento che poi si sviluppa in un tema sostenuto e sempre in piano. Il tema del Lassan, abbastanza sciolto, termina con una cadenza che scompare in diminuendo. Subito dopo inizia la Friska a capriccio che via via ripetendosi in crescendo porta al finale forte e deciso.

[modifica] Rapsodia Ungherese n. 5

La Rapsodia n. 5 (in Mi minore), soprannominata Héroïde-élégiaque, è una delle rapsodie riadattate per orchestra e presenta il solo tempo del Lassan, espresso in Lento, con duolo. Inizia con il tema principale del brano, lento e malinconico, a cui subentra un altro tema sempre in piano che poi ritorna al tema principale. Lentamente questo si trasforma in un crescendo di accordi più scanditi, i quali si concludono in piano e di nuovo con il tema principale. Il finale è in diminuendo. Il brano fu voluto dal compositore stesso con carattere più triste e moderato rispetto alle altre rapsodie.

[modifica] Rapsodia Ungherese n. 6

La Rapsodia n. 6 (in Re bemolle maggiore) è una delle rapsodie più celebri insieme alla n. 2. Fu riadattata anche questa per orchestra e come la n. 2 presenta molto scanditi oltre ai tempi del Lassan e della Friska, anche i tempi introduttivi previsti dallo stile csárdás. Il brano inizia con il primo tempo indtroduttivo (Tempo Giusto) con carattere forte e trionfante e il quale termina con una rapida cadenza di biscrome. Subentra poi il secondo tema (Presto) in Do diesis maggiore, che si ripete per due volte e poi lascia spazio al Lassan (Andante). Il tema dell'Andante parte in piano e poi si rinforza in un motivo lento ma sostenuto, terminando con una seconda cadenza di semicrome in sestine. La Friska, che viene subito dopo il Lassan, è in Si bemolle maggiore ed è costituita da un rapido motivo di semicrome in ottave. La Friska parte in piano e ripetendosi diverse volte si sviluppa in un pezzo particolarmente virtuosistico che termina in fortissimo, con una scala cromatica di ottave a moto contrario e accordi in fff. In generale questa rapsodia presenta un carattere più schematico al livello tecnico e con temi decisamente più orecchiabili e anche vari a seconda dei tempi. Rimasta celebre è l'esecuzione del pianista Georges Cziffra, che nella sua carriera riprodusse spesso questo brano, dimostrandosi particolarmente abile nella Friska.

[modifica] Rapsodia Ungherese n. 7

La Rapsodia n. 7 (in Re minore) non è tra le rapsodie più celebri, tuttavia presenta un tema principale brillante e sostenuto. In questa rapsodia non sono presenti i due tempi del Lassan e Friska, ma sono sostituiti da due tempi in forma più libera. Il brano inizia con un tema in Lento e poco sostenuto, ma che si ripete una seconda volta più grave e molto più rinforzato. Il tempo iniziale termina lasciando il posto a un tema in Vivace molto più brillante e capriccioso del primo. Il tema rapido si sviluppa in crescendo e termina in fortissimo verso un nuovo tema in Sol maggiore in piano, che prosegue a capriccio e termina con una breve cadenza che porta di nuovo al tema principale in Re minore. Questo si ripete sempre più forte in in un crescendo di accordi fino al finale in fff.

[modifica] Rapsodia Ungherese n. 8

La Rapsodia n. 8 (in Fa diesis minore) è di certo una delle rapsodie più brillanti. Qui tornano i tempi del Lassan e Friska, sebbene siano meno scanditi rispetto ad altri brani. Il Lassan copre l'introduzione del brano e già dall'inizio presenta un carattere Lento a capriccio, quasi sempre in piano, ma molto "giocoso" nella seconda parte. Il tema introduttivo è decisamente più malinconico e adagio, ma in seguito diventa sempre più marcato da accordi e trilli frequenti. Il tema si ripete poi variato in grave, più rinforzato e accompagnato da arpeggi rapidi, che alla fine terminano in delle lunghe cadenze. Il tutto introduce il tema dominante nella Friska, la quale si presenta assai brillante e con un motivo espresso in Allegretto con Grazia. Il tema principale è in piano, e muta poi in sfumature a capriccio e in arpeggi che accompagnano due volte il tema. Il tutto con un gioco di sfumature e accordi si trasforma in un crescendo a capriccio in fortissimo che conclude il brano.

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