Ralph Copeland

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Ralph Copeland

Ralph Copeland (Moorside Farm, 3 settembre 1837Edimburgo, 27 ottobre 1905) è stato un astronomo britannico, terzo Astronomo reale per la Scozia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Copeland nacque a Moorside Farm, vicino a Woodplumpton nel Lancashire, in Inghilterra, per poi frequentare la Kirkham Grammar School. Trascorse cinque anni in Australia dove scoprì il suo interesse per l'astronomia. Tornò in Inghilterra nel 1858 con l'intenzione di intraprendere una carriera da ingegnere.

Desideroso di perseguire i suoi interessi astronomici, Copeland costruì un piccolo osservatorio, rinunciò all'ingegneria e si recò in Germania per studiare astronomia all'Università di Göttingen. Quando tornò in Inghilterra, come referente di Lord Rosse, Copeland portò con sé i metodi tedeschi di osservazione e calcoli astronomici, e assunse molti astronomi tedeschi come suoi assistenti, tra cui Oswald Lohse.

Copeland ha poi lavorato al Dun Echt Observatory di proprietà del 26º conte di Crawford e osservò due transiti di Venere: nel 1874 nella Repubblica del Mauritius e nel 1882 in Giamaica e intraprese osservazioni astronomiche in Groenlandia.

Il 29 gennaio 1889 fu eletto Astronomo reale per la Scozia, e iniziò a lavorare all'Observatory House di Edimburgo: durante questo periodo, fu incaricato di selezionare il luogo per un nuovo osservatorio; alla fine scelse Blackford Hill, vicino a Edimburgo. Lord Crawford, già suo benefattore, donò la collezione astronomica del Dun Echt Observatory al nuovo sito, che fu inaugurato nel 1896.

Copeland rimase l'Astronomo reale per la Scozia fino alla data della sua morte, sopravvenuta nel 1905. Fu sepolto nel cimitero di Morningside a Edimburgo.

Copeland ebbe 2 mogli e sei figli.

Scoperte[modifica | modifica wikitesto]

Copeland scoprì 35 oggetti del Catalogo NGC, il più famoso dei quali è il Settetto di Copeland.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dreyer, J. L. E., John Louis Emil Dreyer, Ralph Copeland in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 66, 1906, pp. 164–174.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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