Psychopathia sexualis
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Psychopathia Sexualis (Psicopatia del Sesso), di Richard Freiherr von Krafft-Ebing, è uno dei primi testi che parla di patologie sessuali.
Per la prima volta pubblicato nel 1886 col sottotitolo "con Speciale Riferimento all’Istinto Sessuale di Carattere Contrario: Uno Studio Medico-Forense", il libro espone un vasto elenco di parafilie, con particolare enfasi sull'omosessualità maschile (l’istinto di carattere contrario del sottotilo).
Krafft-Ebing coniò in questo testo anche i termini sadismo e masochismo.
Il libro Psychopathia Sexualis è reputato un'opera di una certa rilevanza per il fatto di essere stato uno dei primi lavori sull’omosessualità. L'autore combinò la teoria uraniana di Karl Ulrichs con la teoria sulle malattie degenerative dello psichiatra franco-austriaco Bénédict Morel [1], arrivando a concludere che la maggior parte degli omosessuali aveva una malattia mentale causata da una degenerazione ereditaria. Il libro fu all'epoca considerato in modo controverso, destando particolare irritazione negli ambienti clericali.
Il contenuti del testo ebbero comunque, nella prima parte del ventesimo secolo, una considerevole influenza sulla psichiatria forense continentale/europea.
Per inciso, dal 1993 l’omosessualità non è più inclusa fra le parafilie del DSM e l’OMS ha definito l'omosessualità "una variante naturale del comportamento umano", ma già nel 1974 l'APA (Associazione degli psicologi USA) ne aveva deliberato con un referendum fra gli iscritti, la "naturalità" [2].
Nel 2006 un film di genere erotico-noir, basato su questo libro e con lo stesso titolo, è stato prodotto ad Atlanta dal regista indipendente Brett Wood.