Programma New Frontiers

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Rappresentazione artistica della sonda Juno.

Il Programma New Frontiers della NASA è costituito da una serie di missioni spaziali altamente specializzate e a medio costo (non superiore a 700 milioni di dollari).

Il programma New Frontiers rappresenta un nuovo ambizioso progetto della NASA che comprende importanti esplorazioni scientifiche del sistema solare. È un'opportunità per effettuare ricerche scientifiche di medio termine nell'ambito della scienza planetaria, oltre che una possibilità di migliorare la didattica e coinvolgere maggiormente il pubblico in scoperte scientifiche appassionanti.

La NASA ha invitato le comunità scientifica americana e quella internazionale ad inviare proposte per le missioni

Missioni in corso[modifica | modifica sorgente]

La sonda New Horizons.

New Horizons[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi New Horizons.

Sonda diretta su Plutone, lanciata il 19 gennaio 2006 e attualmente in rotta verso il pianeta nano. Dopo la manovra effettuata nel febbraio 2007 che ha sfruttato la spinta gravitazionale di Giove, la sonda effettuerà un fly-by di Plutone nel luglio 2015 e di uno o due oggetti della fascia di Kuiper tra il 2015 e il 2020.

Juno[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Juno (sonda spaziale).

Missione che studierà il campo magnetico di Giove, attraverso una sonda che manterrà una orbita polare. Gli obiettivi principali saranno:

  • capire le proprietà strutturali e la dinamica generale del pianeta attraverso la misurazione della massa e delle dimensioni del nucleo, dei campi gravitazionale e magnetico.
  • misurare la composizione dell'atmosfera gioviana (in particolare le quantità di gas condensabili come H2O, NH3, CH4 e H2S), il profilo termico, il profilo di velocità dei venti e l'opacità della nubi a profondità maggiori di quelle raggiunte dalla sonda Galileo
  • investigare la struttura tridimensionale della magnetosfera dei poli

Il lancio è avvenuto nell'agosto 2011.

Missioni future[modifica | modifica sorgente]

OSIRIS-REx[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi OSIRIS-REx.

Missione per il recupero di campioni dalla superficie dell'asteroide 101955 Bennu ed il loro trasporto sulla Terra. Gli obiettivi principali saranno:

  • caratterizzare la superficie di un piccolo asteroide, rimasto potenzialmente immutato dagli albori del sistema solare.
  • rilevare la presenza di composti organici.
  • studiare con precisione l'effetto YORP per 1999 RQ36

Il lancio è previsto per il 2016, l'arrivo sull'asteroide per il 2020 ed il ritorno dei campioni a Terra per il 2023.[1]

Missioni Proposte[modifica | modifica sorgente]

Venus In-situ Explorer (VISE)[modifica | modifica sorgente]

La missione Venus In-Situ Explorer ha il compito di analizzare la composizione e le proprietà della superficie di Venere. L'explorer acquisirà e studierà un campione della superficie, misurandone gli elementi e la mineralogia dei materiali.

L'esplorazione della superficie e la bassa atmosfera di Venere presenta grandi sfide tecnologiche, ma offre allo stesso tempo maggiori risultati scientifici. Le grandi differenze della tettonica, del vulcanismo, dei processi superficie-atmosfera e della chimica tra Venere e la Terra hanno determinato delle condizioni molto diverse dei due pianeti. Nonostante il limite di budget del programma New Frontiers, che non sarebbe sufficiente per progettare una missione che permetta il ritorno sulla Terra di campioni del terreno e/o dell'atmosfera, attraverso metodi innovativi è possibile raggiungere la maggior parte degli obiettivi scientifici seguenti

  • capire la fisica e la chimica dell'atmosfera attraverso misurazioni della composizione, in particolare dei gas, degli isotopi leggeri stabili e degli isotopi dei gas nobili
  • capire la fisica e la chimica della crosta attraverso l'analisi di immagini nell'infrarosso vicino riprese nella bassa atmosfera fino alla superficie e la misurazione delle quantità degli elementi e la mineralogia di un campione di suolo.
  • capire le proprietà dell'atmosfera venusiana attraverso misurazioni meteorologiche e migliorare le attuali conoscenze dei venti zonali presenti a livello delle nubi
  • capire l'ambiente meteorologico della crosta del pianeta nel contesto della dinamica atmosferica e della composizione dei materiali

Proposta perché fosse lanciata nel 2013, la missione è giunta alle fasi finali di selezione per il lancio nel 2016, ma ad essa è stata preferita OSIRIS-REx.[1]

Lunar South Pole-Aitken Basin Sample Return[modifica | modifica sorgente]

La superficie del cratere South Pole Aitken Basin, che si trova nella regione polare meridionale della Luna, potrebbe contenere parte della mineralogia della crosta inferiore lunare. È molto interessante lo studio di campioni di questi antichi materiali per migliorare la comprensione del passato lunare. Una missione che riporti sulla Terra questi campioni potrebbe, attraverso le analisi in laboratori terrestri, conseguire i seguenti obiettivi scientifici:

  • migliorare la comprensione della natura della crosta inferiore lunare attraverso misurazioni dirette della composizione e dell'età
  • determinare la cronologia degli impatti astronomici e il periodo di bombardamento del sistema solare interno, quindi rispondere a domande fondamentali sulla cronologia degli impatti e i relativi processi
  • analizzare le fonti di torio e altri elementi generatori di calore per capire la differenziazione e l'evoluzione termica del satellite
  • determinare le età e la composizione dei basalti del lato nascosto in modo da capire come queste regioni differiscono dalle regioni nelle quali sono stati raccolti campioni dalle missioni Apollo

Proposta perché fosse lanciata nel 2013, la missione è giunta alle fasi finali di selezione per il lancio nel 2016, ma ad essa è stata preferita OSIRIS-REx.[1]

Comet Surface Sample Return[modifica | modifica sorgente]

Il Comet Surface Sample Return dovrebbe comprendere uno studio dettagliato delle comete che potrebbe aiutare a comprendere le condizioni fisiche e gli elementi costitutivi dei primi momenti del sistema solare, inclusa l'origine dell'acqua e degli elementi biogenici. Una missione per raccogliere campioni di polveri ed eventuali composti organici provenienti da diversi luoghi della superficie del nucleo della cometa è di interesse scientifico fondamentale per raggiungere i seguenti risultati:

  • capire la struttura e la composizione di una cometa attraverso misurazioni della complessità chimica di campioni, la consistenza dei micro-granuli e le loro forze coesive, l'età, la composizione dei ghiacci e dei granuli di silicati.
  • comprendere la dinamica in tempo reale e l'evoluzione della superficie di una cometa sotto l'influenza della luce del sole studiando le condizioni diurne.
  • studiare la struttura fisica generale di una cometa misurando le sue diversità interne.

Proposta perché fosse lanciata nel 2013, la missione non è giunta alle fasi finali di selezione per il lancio nel 2016.[1]

Esclusione di Marte[modifica | modifica sorgente]

Lo studio di Marte è stato esplicitamente escluso da questo programma perché per il pianeta rosso è stato creato un programma dedicato di nome Programma Mars Scout.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) NASA to Launch New Science Mission to Asteroid in 2016, NASA, 25 maggio 2011. URL consultato il 27 maggio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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