Polemarco (filosofo)

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Polemarco (in greco antico Πολέμαρχος, traslitterato in Polémarchos; Siracusa, metà del V secolo a.C.Atene, autunno 404 a.C.) è stato un filosofo siceliota, fratello maggiore dell'oratore Lisia e del sofista Eutidemo, oltre che di un'altra sorella.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio del siracusano Cefalo, visse come meteco ad Atene, dove conobbe Socrate (già amico del padre); in seguito si recò con Lisia a Turi, nella Magna Grecia (429 a.C.), per poi ritornare ad Atene dopo la disastrosa spedizione ateniese in Sicilia.

Fu messo a morte nel 404 a.C. con l'accusa di cospirazione dal consiglio dei Trenta Tiranni, che gli confiscarono le ricchezze sue e dei fratelli.

Nella Repubblica di Platone si parla della casa di Polemarco al Pireo, egli parlerà di se stesso nel primo libro della Repubblica.

Dalla Repubblica di Platone (incipit)[modifica | modifica sorgente]

« Ieri scesi al Pireo con Glaucone, figlio di Aristone, per pregare la dea e nello stesso tempo per vedere come avrebbero celebrato la festa, dato che è la prima volta che la fanno. Mi sembrò davvero bella anche la processione della gente del posto, ma non appariva meno decorosa quella condotta dai Traci. Fatte le nostre preghiere e contemplato lo spettacolo, stavamo tornando in città quando Polemarco, figlio di Cefalo, avendo visto da lontano che ci incamminavamo verso casa, mandò di corsa il suo giovane schiavo per invitarci ad aspettarlo. E il ragazzo, afferratomi da dietro per il mantello, mi disse: "Polemarco vi prega di aspettarlo". Io mi voltai e gli chiesi dove fosse.
"Eccolo qui dietro che arriva", rispose. "Aspettatelo".
"Certo che lo aspetteremo!", disse Glaucone.
Poco dopo arrivarono Polemarco, Adimanto fratello di Glaucone, Nicerato figlio di Nicia e altre persone, che probabilmente tornavano dalla festa. Allora Polemarco disse: "Mi sembra che voi, Socrate, vi siate mossi per fare ritorno in città".
"Hai proprio ragione!", replicai.
"Ma non vedi", disse, "quanti siamo?" "Come no?"
"Allora", fece lui, "o siete più forti di costoro o rimanete qui".
"Non c'è ancora un'alternativa", obiettai, "ovvero se riusciamo a persuadervi che conviene lasciarci andare?"
"Potreste forse persuadere chi non vi presta ascolto?", replicò.
"Proprio no", disse Glaucone.
"E allora state certi che non vi ascolteremo". »

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]